Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 986 codice civile: Addizioni

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



L’usufruttuario può eseguire addizioni che non alterino la destinazione economica della cosa.

Egli ha diritto di toglierle alla fine dell’usufrutto, qualora ciò possa farsi senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse. In questo caso deve essere corrisposta all’usufruttuario un’indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna.

Se le addizioni non possono separarsi senza nocumento della cosa e costituiscono miglioramento di essa, si applicano le disposizioni relative ai miglioramenti.

Giurisprudenza annotata

Usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà

In tema di diritto di abitazione, cui si applicano gli art. 985 c.c. e 986 c.c. per effetto del rinvio operato dall'art. 1026 c.c., il momento al quale occorre fare riferimento per la valutazione delle addizioni operate da chi ne è titolare è quello della consegna del bene al proprietario.

Cassazione civile sez. II  29 dicembre 2011 n. 29763  

L'usufruttuario che, eseguendo opere, alteri l'originaria destinazione economica dell'immobile si rende inadempiente all'obbligazione di godere della cosa con la diligenza del buon padre di famiglia e, essendo tenuto ad indennizzare il nudo proprietario, può essere condannato al risarcimento del danno in forma specifica.

Cassazione civile sez. un.  14 febbraio 1995 n. 1571  

Divisione

Nel caso della comunione ereditaria il possessore ha in ogni caso l'obbligo, quale mandatario espresso o tacito degli altri partecipanti, di rendere loro il conto dei frutti di un immobile che durante il periodo di comunione abbia goduto del bene in via esclusiva senza un titolo giustificativo, tenuto conto dell'obbligo del medesimo di corrispondere agli altri i frutti civili, quale ristoro della privazione dell'utilizzazione "pro quota" del bene comune e dei relativi profitti.

Cassazione civile sez. II  10 novembre 2011 n. 23539  



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