codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 995 codice civile: Cose consumabili

Se l’usufrutto comprende cose consumabili, l’usufruttuario ha diritto di servirsene (1) e ha l’obbligo di pagarne il valore al termine dell’usufrutto secondo la stima convenuta.

Mancando la stima, è in facoltà dell’usufruttuario di pagare le cose secondo il valore che hanno al tempo in cui finisce l’usufrutto o di restituirne altre in eguale qualità e quantità.


Commento

Cosa consumabile: quella che può essere utilizzata solo con atti che la disintegrino (es.: cibi) o la trasformino (es.: materie prime), o, infine, la facciano trasmigrare nell’altrui patrimonio (es.: denaro).

 

(1) Nel diritto di disposizione spettante al quasi-usufruttuario si fa rientrare il potere di dismettere (vendendola) la cosa stessa.

 

Il quasi-usufrutto è  quello avente per oggetto cose consumabili, in cui l’usufruttuario acquista la proprietà delle cose ed è tenuto a restituirne altrettante della medesima specie e quantità.


Giurisprudenza annotata

Danni

Il danno va valutato secondo la concezione patrimoniale e non secondo quella reale. Il giudice non deve perciò ricercare il valore di scambio, tantomeno attraverso la simulazione di una vendita fittizia, ma dovrà determinare l'ammontare del danno risarcibile valutando il riflesso patrimoniale della perdita del bene per il patrimonio del danneggiato. Il legislatore quando ha voluto adottare una diversa concezione ancorata alla "aestimatio rei" o al valore di scambio del bene, lo ha fatto espressamente e chiaramente (art. 726, 995, 2798 c.c., art. 39 legge n. 2391 del 1965).

Cassazione civile sez. I  18 luglio 1989 n. 3352



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti