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Art. 101 codice penale: Reati della stessa indole

Agli effetti della legge penale, sono considerati reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una stessa disposizione di legge, ma anche quelli che, pure essendo preveduti da disposizioni diverse di questo codice ovvero da leggi diverse, nondimeno, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li determinarono, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni.


Giurisprudenza annotata

Reati della stessa indole

Per "reati della stessa indole" ai sensi dell'art. 101 cod. pen. devono intendersi non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, presentano nei casi concreti - per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati - caratteri fondamentali comuni. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva ravvisato la stessa indole nel reato di spaccio di stupefacenti ed in quello di furto in abitazione, assumendo rilevanza, in entrambi i casi, comportamenti dettati da omologhi motivi di indebito lucro). (Dichiara inammissibile, App. Bari, 10/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  20 novembre 2014 n. 53590  

 

Per "reati della stessa indole" ai sensi dell'art. 101 cod. pen. devono intendersi non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, presentano nei casi concreti - per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati - caratteri fondamentali comuni. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva ravvisato la stessa indole nel reato di spaccio di stupefacenti ed in quello di furto in abitazione, assumendo rilevanza, in entrambi i casi, comportamenti dettati da omologhi motivi di indebito lucro). (Dichiara inammissibile, App. Bari, 10/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  20 novembre 2014 n. 53590  

 

In tema di estinzione della pena, per individuare la nozione di "reati della stessa indole", rilevante ai fini della configurabilità della causa ostativa alla vicenda estintiva per decorso del tempo prevista dall'art. 172, ultimo comma, c.p., deve farsi riferimento all'art. 101 c.p., secondo cui ricorre il requisito di identità di indole, non solo nell'ipotesi di reati che violano la stessa disposizione di legge, ma anche quando le diverse fattispecie di illecito penale presentano profili di omogeneità sul piano oggettivo, in relazione al bene tutelato ed alle modalità esecutive, ovvero sul piano soggettivo, in relazione ai motivi a delinquere che hanno avuto efficacia causale nella decisione criminosa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva ravvisato identità di indole tra il reato di ricettazione e quello di cessione di stupefacenti, commessi in medesimo contesto temporale, in quanto connotati dalla identica finalità di profitto). (Rigetta, Trib. Torino, 11/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  17 settembre 2014 n. 44255  

 

A norma dell'art. 101 c.p., devono intendersi reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni, potendo così essere valorizzati riguardo alla fattispecie concreta - a prescindere dalla identità dei beni giuridici protetti - le modalità di esecuzione o i moventi economici del reo (nella specie, sono stati ritenuti della stessa indole i reati di sfruttamento della prostituzione e di ricettazione di assegno bancario in considerazione dell'identità del movente economico).

Cassazione penale sez. II  21 ottobre 2010 n. 40105  

 

Per "reati della stessa indole", a norma dell'art. 101 c.p., devono intendersi non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni, desunti - anche a prescindere dall'identità del bene protetto - dalle modalità di esecuzione o dai moventi economici del reo. (Fattispecie nella quale sono stati ritenuti della stessa indole i reati di sfruttamento della prostituzione e ricettazione di assegno bancario, in considerazione dell'identità del movente economico). Dichiara inammissibile, App. Cagliari, 27/01/2010

Cassazione penale sez. II  21 ottobre 2010 n. 40105  

 

A norma dell'art. 101 c.p., devono intendersi reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni potendo così essere valorizzati riguardo alla fattispecie concreta - a prescindere dalla identità dei beni giuridici protetti - le modalità di esecuzione o i moventi economici del reo.

Cassazione penale sez. II  06 ottobre 2010 n. 37903  

 

Per "reati della stessa indole" a norma dell'art. 101 c.p. devono intendersi non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni. (Fattispecie relativa ad estinzione della pena per decorso del tempo a norma dell'art. 172 c.p.). Rigetta, Ass.App. Palermo, 30/03/2009

Cassazione penale sez. I  27 ottobre 2009 n. 46138  

 

La nozione di reati "della stessa specie", cui fa riferimento l'art. 274 comma 1 lett. c), c.p.p. ai fini della riconoscibilità dell'esigenza cautelare collegata al pericolo di recidivanza, va considerata equivalente a quella di "reati della stessa indole", prevista dall'art. 101 c.p., per cui, anche in materia cautelare, deve trovare applicazione la regola stabilita dal citato art. 101, secondo cui si considerano della stessa indole non solo i reati che violano una stessa disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo preveduti da disposizioni diverse del codice penale ovvero da leggi diverse, nondimeno, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni. (Nella specie, in applicazione di tale principio, è stato ritenuto che fossero da considerare della "stessa specie", ai fini del riconoscimento dell'esigenza cautelare di cui all'art. 274, lett. c), c.p.p., i reati di violenza sessuale e di rapina, in quanto entrambi fondamentalmente caratterizzati dall'impiego di violenza alla persona).

Cassazione penale sez. III  05 luglio 2001 n. 36319  



 
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