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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 108 codice penale: Tendenza a delinquere

È dichiarato delinquente per tendenza chi, sebbene non recidivo o delinquente abituale o professionale, commette un delitto non colposo, contro la vita o l’incolumità individuale, anche non preveduto dal capo I del titolo XII del libro II di questo codice, il quale, per sè e unitamente alle circostanze indicate nel capoverso dell’articolo 133, riveli una speciale inclinazione al delitto, che trovi sua causa nell’indole particolarmente malvagia del colpevole.

La disposizione di questo articolo non si applica se la inclinazione al delitto è originata dall’infermità preveduta dagli artt. 88 e 89.


Giurisprudenza annotata

Tendenza a delinquere

Anche a seguito della riforma del comma 1 dell'art. 108, c.p.a., gli aventi causa e i creditori di una delle parti sono legittimati a proporre opposizione alla sentenza unicamente nelle forme del comma 2 di detto articolo, fornendo quindi prova che la sentenza sia stata effetto di dolo o collusione a loro danno, senza potersi valere della diversa disciplina dell'opposizione ordinaria.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  07 gennaio 2015 n. 3  

 

Ai fini della preclusione di cui all'art. 444, comma 1 bis, c.p.p. (sono esclusi dall'applicazione della pena su richiesta i procedimenti contro coloro "che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'art. 99, comma 4, c.p.") occorre distinguere, la condizione dei delinquenti abituali, professionali e per tendenza da quella dei recidivi soltanto per i primi è prevista la sussistenza della relativa dichiarazione al momento della richiesta di applicazione della pena, non anche per i recidivi, cosicché, per il sorgere della detta preclusione, non è necessario che il sospetto sia stato dichiarato recidivo, ma è sufficiente che si trovi nelle condizioni per esserlo, anche con la sentenza nel procedimento in cui è proposto il patteggiamento. Del resto, come emerge, dalla lettura degli art. 102, 103, 104, 105 e 108 c.p., in tema di abitualità, professionalità e tendenza a delinquere, e 99 c.p., in tema di recidiva, solo nelle prime ipotesi è prevista la "dichiarazione" del giudice, mentre in caso di recidiva si fa luogo direttamente all'aumento di pena per chi si trovi nelle condizioni richieste dalla norma. Né, in senso contrario, potrebbe rilevare la circostanza che, per effetto del bilanciamento delle circostanze, la recidiva, pur ritualmente contestata, ceda di fronte a un'attenuante, perché, nel caso di specie, la recidiva non è circostanza aggravante ad applicazione facoltativa che la volontà delle parti possa liberamente escludere, bensì condizione ostativa, posta dalla legge, all'ammissibilità del rito speciale.

Cassazione penale sez. II  27 ottobre 2006 n. 44604  

 

È costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l'art. 108 cost., l'art. 63 l. reg. Friuli Venezia Giulia 1 settembre 1982 n. 75 (t.u. delle leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica) nella parte in cui prevede che avverso il provvedimento di revoca dell'assegnazione dell'alloggio è ammesso ricorso al pretore del mandamento in cui si trova l'alloggio stesso.

Corte Costituzionale  08 novembre 1996 n. 390  



 
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