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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 112 codice penale: Circostanze aggravanti

La pena da infliggere per il reato commesso è aumentata: 1) se il numero delle persone, che sono concorse nel reato, è di cinque o più, salvo che la legge disponga altrimenti; 2) per chi, anche fuori dei casi preveduti dai due numeri seguenti, ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato, ovvero diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo; 3) per chi, nell’esercizio della sua autorità, direzione o vigilanza, ha determinato a commettere il reato persone ad esso soggette; 4) per chi, fuori del caso preveduto dall’articolo 111, ha determinato a commettere il reato un minore di anni 18 o una persona in stato d’infermità o di deficienza psichica, ovvero si è comunque avvalso degli stessi nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza (1).

La pena è aumentata fino alla metà per chi si è avvalso di persona non imputabile o non punibile, a cagione di una condizione o qualità personale, nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza (2).

Se chi ha determinato altri a commettere il reato o si è avvalso di altri nella commissione del delitto ne è il genitore esercente la potestà, nel caso previsto dal numero 4 del primo comma la pena è aumentata fino alla metà e in quello previsto dal secondo comma la pena è aumentata fino a due terzi (3).

Gli aggravamenti di pena stabiliti nei numeri 1, 2 e 3 di questo articolo si applicano anche se taluno dei partecipi al fatto non è imputabile o non è punibile.

(1) Numero così sostituito dall’art. 11, D.L. 13 maggio 1991, n. 152.

(2) Comma aggiunto dall’art. 11, D.L. 13 maggio 1991, n. 152.

(3) Comma aggiunto dall’art. 7, D.L. 31 dicembre 1991, n. 419.


Giurisprudenza annotata

Circostanze aggravanti

In tema di concorso di persone nel reato, il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 114, comma terzo, cod. pen., con riferimento all'art. 112, comma primo, n. 3, cod. pen., presuppone una relazione caratterizzata da un rapporto di supremazia di un soggetto nei confronti di un altro, che può derivare da una peculiare posizione nella famiglia, ma non si esaurisce nella titolarità della potestà genitoriale sul minore, comprendendo ogni situazione di reale ed effettiva subordinazione in ambito familiare. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione dei Giudici di merito, che, in un caso di omicidio aggravato commesso in concorso dal padre e dal figlio maggiorenne, aveva escluso nei confronti di quest'ultimo l'attenuante suindicata, ritenendola configurabile solo nell'ipotesi di prole minore degli anni diciotto). (Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Bologna, 23/05/2013)

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 2014 n. 3332  

 

In tema di concorso di persone nel reato, il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 114, comma terzo, cod. pen., con riferimento all'art. 112, comma primo, n. 3, cod. pen., presuppone una relazione caratterizzata da un rapporto di supremazia di un soggetto nei confronti di un altro, che può derivare da una peculiare posizione nella famiglia, ma non si esaurisce nella titolarità della potestà genitoriale sul minore, comprendendo ogni situazione di reale ed effettiva subordinazione in ambito familiare. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione dei Giudici di merito, che, in un caso di omicidio aggravato commesso in concorso dal padre e dal figlio maggiorenne, aveva escluso nei confronti di quest'ultimo l'attenuante suindicata, ritenendola configurabile solo nell'ipotesi di prole minore degli anni diciotto). (Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Bologna, 23/05/2013)

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 2014 n. 3332

 

L'aggravante del numero delle persone prevista dall'art. 112 n. 1 c.p., benché compatibile con i reati a concorso necessario, non si applica all'ipotesi specifica prevista dall'art. 416 bis c.p., in quanto l'associazione per delinquere di stampo mafioso presuppone, per sua natura, un portato soggettivo di tipo partecipativo di assoluto rilievo. (Annulla in parte con rinvio, App. Catanzaro, 05/07/2013 )

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2014 n. 39923  

 

In tema di stupefacenti, la circostanza aggravante prevista dall'art. 80 comma 1 lett. b) d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 opera, per il principio di dinamicità delle fonti del diritto, un rinvio formale a tutte le ipotesi richiamate dall'art. 112 comma 1 n. 4 c.p., che non è limitato soltanto alla condotta di colui che abbia "determinato a commettere il reato un minore di anni diciotto", ma si estende alle ulteriori ipotesi successivamente introdotte di "essersi comunque avvalso degli stessi" o di aver con questi "partecipato nella commissione di un delitto". (Fattispecie in cui è stata riconosciuta l'aggravante nella condotta di un soggetto che si era avvalso di un minore per il trasporto dello stupefacente). Rigetta, App. Roma, 14/05/2012

Cassazione penale sez. VI  17 ottobre 2013 n. 44403  

 

In caso di realizzazione di reato da persona maggiorenne in concorso con minorenne che vi abbia partecipato, il riconoscimento della relativa circostanza aggravante ex art. 112, comma 1, n. 4, c.p., non comporta l’automatica applicazione nei confronti del minore della circostanza attenuante di cui all’art. 114, comma 3, c.p., trovando la suddetta aggravante ragion d’essere nella volontà del legislatore di inasprire il trattamento sanzionatorio a carico del maggiorenne che commetta reati in concorso con minori, senza che ne possa derivare una presunzione assoluta di ridotta capacità del minore nel resistere alle azioni suggestive altrui.

Cassazione penale sez. V  09 luglio 2013 n. 18836  

 

In tema di concorso di persone nel reato, l'attenuante della partecipazione di minima importanza non è applicabile nelle ipotesi di aggravamento del reato ai sensi dell'art. 112 c.p., ivi compresa quella riferita al numero dei concorrenti nel reato pari o superiore a cinque, non essendo consentite distinzioni di sorta dal tenore letterale della norma.

Cassazione penale sez. V  05 aprile 2013 n. 2904  

 

In materia di sostanze stupefacenti, la circostanza aggravante dell'essersi avvalso di un minore nella commissione del delitto (articolo 80, comma 1, lettera b), del d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309: "nei casi previsti dai numeri 2), 3) e 4) del comma 1 dell'art. 112 del c.p.") è ravvisabile anche solo nell'ipotesi di concorso nel reato, giacché, a seguito della legge 15 luglio 2009 n. 94, nel comma 1, n. 4), dell'art. 112 del c.p. sono state inserite le parole "o con gli stessi ha partecipato". (Da queste premesse, la Corte ha ritenuto correttamente ravvisata l'aggravante in una vicenda in cui una minorenne risultava essere stata semplicemente concorrente nel reato di detenzione illecita di droga).

Cassazione penale sez. III  04 aprile 2013 n. 22948  

 

In tema di stupefacenti, la circostanza aggravante prevista dall'art. 80, comma 1, lett. b), d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 opera, per il principio di dinamicità delle fonti del diritto, un rinvio formale a tutte le ipotesi richiamate dall'art. 112, comma 1 n. 4, c.p., che non è limitato soltanto alla condotta di colui che abbia "determinato a commettere il reato un minore di anni diciotto", ma si estende alle ulteriori ipotesi successivamente introdotte di "essersi comunque avvalso degli stessi" o di aver con questi "partecipato nella commissione di un delitto". (Fattispecie in cui è stata riconosciuta l'aggravante nella condotta della madre avvalsasi dell'opera della figlia, la quale aveva inconsapevolmente trasportato droga in una valigia in un viaggio aereo transcontinentale). Rigetta, App. Milano, 08/11/2011

Cassazione penale sez. III  12 dicembre 2012 n. 14409  

 

Ai fini della circostanza aggravante prevista dall'art. 112, comma 1 n. 2) c.p., il promotore è colui che ha ideato l'impresa delittuosa, perché ne ha avuto l'iniziativa, riuscendo a persuadere altri dell'opportunità di attuarla, mentre l'attività di direzione richiede lo svolgimento e l'esternazione di attività preparatorie. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Lecce, 14 giugno 2010

Cassazione penale sez. I  07 giugno 2011 n. 2645

 

La circostanza aggravante prevista dall'art. 112, comma 1, n. 2, c.p. è configurabile anche per il delitto di violenza sessuale di gruppo, non sussistendo alcuna incompatibilità tra la natura di reato a concorso necessario e la maggiore gravità della condotta di chi ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato ovvero ha diretto l'attività dei compartecipi.

Cassazione penale sez. III  09 marzo 2011 n. 14956  

 

Il reato di violenza sessuale di gruppo è compatibile con la circostanza aggravante di cui all'art. 112, comma 1, n. 2 c.p. non essendo esclusa la maggiore gravità della condotta di colui che ha preso l'iniziativa o ne ha organizzato la commissione, dirigendo la condotta dei correi, dalla natura del reato a concorso necessario.

Cassazione penale sez. III  09 marzo 2011 n. 14956  

 

Ai fini della configurabilità della circostanza aggravante di cui all'art. 80, comma 1, lett. b), d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, deve ritenersi che il rinvio al testo dell'art. 112, n. 4, c.p., sia un rinvio mobile o formale, nel senso che è da intendere non limitato alla formulazione originaria di tale disposizione all'epoca in cui è stato operato (se é da far considerare tale rinvio limitato alla condotta dell'avere "determinato al reato" un minore degli anni diciotto), ma al contrario esteso alla successive, più estese formulazioni della norma richiamata (se é da far considerare applicabile l'aggravante anche nelle ipotesi dell'essersi comunque avvalso di un minorenne e dell'avere partecipato con il minorenne alla commissione di un reato per il quale è previsto l'arresto in flagranza). (La Corte ha affermato che, pur essendo praticabile nel nostro ordinamento anche il modello del rinvio recettizio, nel settore penale è la tecnica del rinvio mobile o formale che appare più coerente al permanente potere del legislatore di modificare, sostituire o addirittura abrogare il preesistente atto normativo, in modo coerente anche con il principio generale sulla dinamica delle fonti).

Cassazione penale sez. VI  03 novembre 2010 n. 40535  

 

La circostanza aggravante specifica prevista, in tema di stupefacenti, dall'art. 80 comma 1 lett. b) d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti) nella parte in cui richiama l'art. 112 comma 1 n. 4 c.p., opera un rinvio recettizio e quindi non è applicabile all'ipotesi, introdotta solo nel 1991, di chi si è avvalso di un minore degli anni diciotto nella commissione del reato, ma solo a quella originaria di chi ha determinato il minore a commettere il reato. Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 25 marzo 2009

Cassazione penale sez. IV  07 luglio 2010 n. 37924  

 



 
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