codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 116 codice penale: Reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti

Qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se l’evento è conseguenza della sua azione od omissione.

Se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave.


Giurisprudenza annotata

Concorso anomalo

In tema di concorso di persone nel reato, la responsabilità del compartecipe ex art. 116 c.p. può essere configurata solo quando l'evento diverso non sia stato voluto neppure sotto il profilo del dolo indiretto (indeterminato, alternativo od eventuale) e, dunque, a condizione che non sia stato considerato come possibile conseguenza ulteriore o diversa della condotta criminosa concordata. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto configurabile a carico dell'imputato, autore materiale di una rapina impropria, il concorso ex art. 110 c.p. in relazione alle lesioni, che i correi durante la fuga provocavano alla vittima). (Rigetta, App. Bologna, 10/01/2014 )

Cassazione penale sez. II  14 novembre 2014 n. 49486  

 

Non configura il concorso cosiddetto 'anomalo' di cui all'art. 116 cod. pen., ma rientra nella comune disciplina del concorso di persone, l'ipotesi in cui vengano commessi reati ulteriori rispetto a quello programmato, sia pure ad esso collegati.

Tribunale Roma sez. I  03 giugno 2014 n. 95477  

 

La configurazione del concorso cosiddetto "anomalo" di cui all'art. 116 c.p. è soggetta a due limiti negativi, e cioè che l'evento diverso non sia stato voluto neppure sotto il profilo del dolo alternativo od eventuale, giacché in tal caso il soggetto dovrebbe risponderne quale concorrente ex art. 110 c.p., e che l'evento più grave non si sia verificato per effetto di fattori eccezionali sopravvenuti, non conosciuti né conoscibili e quindi imprevedibili dall’agente e non ricollegabili eziologicamente alla condotta criminosa di base.

Cassazione penale sez. I  07 marzo 2014 n. 14476  

 

In tema di concorso anomalo, di cui all'articolo 116 c.p., l'evento più grave e diverso del compartecipe deve porsi come uno sviluppo logicamente prevedibile da parte di un soggetto di normale intelligenza e di cultura media, quale possibile conseguenza della condotta prestabilita secondo regole di ordinaria coerenza dello svolgersi dei fatti umani, non interrotta dall'intervento di fattori accidentali ed imprevedibili.

Cassazione penale sez. I  05 dicembre 2013 n. 12273  

 

Si ha la responsabilità a titolo di concorso anomalo di cui all'art. 116 c.p., (nella specie ritenuto dai giudici di merito a carico del ricorrente) qualora sussista la volontà di partecipare con altri alla realizzazione di un determinato evento criminoso ed allorché l'evento diverso e più grave, pur costituendo il logico sviluppo del reato meno grave da lui voluto, secondo l'ordinario svolgersi e concatenarsi dei fatti umani, non sia stato da lui effettivamente previsto, al punto che, in ordine ad esso, non sia stato accettato il relativo rischio, posto che l'accettazione di tale ultimo rischio avrebbe comportato il concorso pieno, di cui all'art. 110 c.p.; è altresì noto che la prevedibilità dell'evento più grave deve essere valutata in concreto, tenendo conto della personalità dell'imputato e delle concrete circostanze di fatto nelle quali si è svolta l'azione.

Cassazione penale sez. I  19 novembre 2013 n. 9770  

 

In tema di concorso di persone nel reato, la responsabilità del compartecipe ex art. 116 c.p. può essere esclusa solo quando il reato diverso e più grave si presenti come un evento atipico, dovuto a circostanze eccezionali e del tutto imprevedibili, non collegato in alcun modo al fatto criminoso su cui si è innestato, oppure quando si verifichi un rapporto di mera occasionalità idoneo ad escludere il nesso di causalità. (Fattispecie relativa ad una rapina in banca, nella quale l'imputato, rimasto fuori dall'istituto di credito, è stato ritenuto colpevole a titolo di concorso ex art. 110 c.p. e non ex art. 116 c.p. anche per i reati di sequestro di persona degli impiegati e di detenzione e porto dell'arma utilizzata dai complici per l'esecuzione del delitto). (Rigetta, App. Firenze, 04/01/2013 )

Cassazione penale sez. II  28 ottobre 2013 n. 3167  

 

L'eventuale uso di violenza o minaccia da parte di uno dei concorrenti nel reato di furto per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta o per procurare a sé o ad altri l'impunità costituisce logico e prevedibile sviluppo della condotta finalizzata alla commissione del furto. (Fattispecie nella quale è stato configurato nei confronti dei concorrenti nolenti il concorso “anomalo” ex art. 116 c.p. Nel reato di rapina impropria ascrivibile al compartecipe che se ne era reso materialmente responsabile).

Cassazione penale sez. II  18 giugno 2013 n. 32644  

 

Non configura il concorso cd. "anomalo" di cui all'art. 116 c.p., ma rientra nella comune disciplina del concorso di persone l'ipotesi in cui vengano commessi reati ulteriori rispetto a quello programmato, sia pure ad esso collegati. (Fattispecie in cui all'accordo fra i correi per commettere un furto hanno fatto seguito gli ulteriori reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento, commessi durante la fuga a seguito di un intervento della polizia giudiziaria). Rigetta, App. Lecce, 13/12/2012

Cassazione penale sez. VI  02 maggio 2013 n. 25446

 

La norma dell'art. 116 c.p. disciplina il solo caso in cui, a fronte di un accordo per la commissione di un reato, su iniziativa di altro concorrente, venga commesso un reato diverso da quello concordato e non anche l'ipotesi in cui, oltre al reato programmato, ne vengano commessi di ulteriori, essendo quest’ultima regolata, quindi, dalla ordinaria disciplina dell'art. 110 c.p.

Cassazione penale sez. VI  02 maggio 2013 n. 25446  

 

La responsabilità del compartecipe per il fatto più grave rispetto a quello concordato, materialmente commesso da un altro concorrente, integra il concorso anomalo ex art. 116 c.p. nel caso in cui l'agente, pur non avendo in concreto previsto il fatto più grave, avrebbe potuto rappresentarselo come sviluppo logicamente prevedibile dell'azione convenuta facendo uso, in relazione a tutte le circostanze del caso concreto, della dovuta diligenza. (Nella specie, la Corte ha confermato la sentenza di appello che aveva ritenuto integrato il concorso anomalo nella condotta del conducente di un autocarro che, nella convinzione di introdurre nello Stato prodotti contraffatti, aveva importato in Italia tabacchi lavorati esteri di contrabbando). Dichiara inammissibile, App. Trieste, 13/03/2012

Cassazione penale sez. III  03 aprile 2013 n. 44266  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti