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Art. 118 codice penale: Valutazione delle circostanze aggravanti o attenuanti

Le circostanze che aggravano o diminuiscono le pene concernenti i motivi a delinquere, l’intensità del dolo, il grado della colpa e le circostanze inerenti alla persona del colpevole sono valutate soltanto riguardo alla persona cui si riferiscono.

Articolo così sostituito dalla L. 7 febbraio 1990, n. 19.


Giurisprudenza annotata

Valutazione delle circostanze

La circostanza aggravante dell'aver commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, di cui all'art. 61 n. 9 cod. pen., è di natura oggettiva, in quanto non si applica a taluno perché pubblico ufficiale, ma perché ha abusato dei propri poteri, e, quindi, riguarda una modalità dell'azione, con la conseguenza che la stessa si comunica ad eventuali concorrenti, ai sensi dell'art. 118 cod. pen. (Nella specie, relativa al delitto di cessione di sostanze stupefacenti, la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva reputato comunicabile al ricorrente l'aggravante predetta, contestata ad un concorrente il quale aveva violato i doveri inerenti la sua funzione di appartenente alla Polizia di Stato). (Dichiara inammissibile, App. Bari, 09/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  25 novembre 2014 n. 53687  

 

La circostanza aggravante dell'aver commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, di cui all'art. 61 n. 9 cod. pen., è di natura oggettiva, in quanto non si applica a taluno perché pubblico ufficiale, ma perché ha abusato dei propri poteri, e, quindi, riguarda una modalità dell'azione, con la conseguenza che la stessa si comunica ad eventuali concorrenti, ai sensi dell'art. 118 cod. pen. (Nella specie, relativa al delitto di cessione di sostanze stupefacenti, la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva reputato comunicabile al ricorrente l'aggravante predetta, contestata ad un concorrente il quale aveva violato i doveri inerenti la sua funzione di appartenente alla Polizia di Stato). (Dichiara inammissibile, App. Bari, 09/05/2013 )

Cassazione penale sez. VI  25 novembre 2014 n. 53687  

 

In tema di circostanze, sono estendibili ai concorrenti, e sempre che questi ne fossero consapevoli, le sole aggravanti soggettive che, oltre a non essere "inerenti alla persona del colpevole" a norma dell'art. 70, comma 2, c.p., abbiano in qualche modo agevolato la realizzazione del reato, dovendo procedersi ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 118 c.p. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso l'estensione ad un concorrente della circostanza prevista dall'art. 61, n. 6, c.p., inerente ad altro concorrente, in quanto la stessa si era rivelata assolutamente improduttiva di effetti agevolativi in ordine alla realizzazione del reato concorsuale).

Cassazione penale sez. II  19 febbraio 2013 n. 22136  

 

La circostanza aggravante di cui al comma 2, n. 2 dell'art. 605 c.p., ossia l'esser stato il sequestro di persona commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni, è di natura soggettiva, ma rientrando tra quelle concernenti "le qualità personali del colpevole" e non tra quelle "inerenti alla persona del colpevole" (tassativamente indicate nel comma 2 dell'art. 70 c.p.), non è soggetta al regime dell'art. 118 c.p., bensì a quello di cui all'art. 59, comma 2, stesso codice, onde si comunica al correo se dallo stesso conosciuta o ignorata per colpa.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2012 n. 46340  

 

L'attenuante ex art. 62 n. 6, prima ipotesi, c.p., non è valutabile in favore dei concorrenti che non abbiano attivamente contribuito all'atto riparatorio quantomeno a titolo di regresso "pro quota" nei rapporti interni tra coobbligati ex art. 1299 c.c. o di offerta reale ex art. 1209 c.c. La materia, infatti, non ricade nella disciplina ex art. 118 c.p. - che pur comporterebbe in via generale, così come riformato dall'art. 3 l. n. 19/1990, l'automatica estensione ai concorrenti dell'attenuante della riparazione del danno integrata anche da uno solo - perché l'atto riparatorio, intervenendo necessariamente “post delictum”, esula a priori dal regime giuridico del concorso di persone nel reato ex art. 110 ss. c.p. La riparazione del danno da parte d'un soggetto (già) concorrente nel reato, dunque, in nulla si distingue da quella compiuta ad opera d'un qualsiasi terzo, ipotesi che - alla stregua del dato letterale dell'art. 62 n. 6, c.p. - necessariamente richiede, perché il reo possa fruirne dell'intervento liberatore del terzo, una chiara riferibilità volontaristica e materiale al primo dell'atto riparatorio compiuto dal secondo.

Cassazione penale sez. un.  22 gennaio 2009 n. 5941  

 

Nell'ipotesi di concorso di persone nel reato, anche dopo la modifica dell'art. 118 c.p. a opera della l. 7 febbraio 1990 n. 19, deve ritenersi che, pur se non è sufficiente, perché l'aggravante della premeditazione possa comunicarsi al concorrente nel reato, la mera conoscibilità da parte di costui, la conoscenza effettiva legittimi, invece, l'estensione dell'aggravante stessa: infatti, se il concorrente, pur non avendo direttamente premeditato l'omicidio, tuttavia a esso partecipa nella piena consapevolezza dell'altrui premeditazione, maturata prima dell'esaurirsi del proprio volontario apporto alla realizzazione dell'evento criminoso, la sua volontà adesiva al progetto investe e fa propria la particolare intensità dell'altrui dolo, sicché la relativa aggravante va riferita anche a lui.

Cassazione penale sez. I  10 ottobre 2007 n. 40237  

 

L'aggravante prevista dall'art. 353 comma 2 c.p. ha natura di circostanza speciale che, rientrando tra quelle concernenti le qualità personali del colpevole e non tra quelle inerenti alla persona del colpevole, non è soggetta al regime di cui all'art. 118 c.p., bensì a quello ordinario previsto dall'art. 59 comma 2 stesso codice, sicché essa si comunica al correo, se da costui conosciuta o ignorata per colpa.

Cassazione penale sez. VI  24 aprile 2007 n. 18310

 

In tema di estorsione, la circostanza aggravante della commissione del fatto ad opera di un partecipe all'associazione di tipo mafioso non richiede che tutti gli agenti rivestano tale qualità, in quanto a seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 c.p. ad opera dell'art. 3 l. 7 febbraio 1990, n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all'imputabilità ed alla recidiva, ma sono ancora valutate riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall'art. 70, comma 1, n. 2, c.p. cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole.

Cassazione penale sez. I  03 novembre 2005 n. 5639  

 

In tema di estorsione, la circostanza aggravante della commissione del fatto ad opera di un partecipe all'associazione di tipo mafioso non richiede che tutti gli agenti rivestano tale qualità, in quanto a seguito della sostituzione del testo dell'art. 118 c.p. ad opera dell'art. 3 l. 7 febbraio 1990 n. 19, al concorrente non si comunicano più le circostanze soggettive concernenti i motivi a delinquere, l'intensità del dolo, il grado della colpa e quelle relative all'imputabilità ed alla recidiva, ma sono ancora valutato riguardo a lui le altre circostanze soggettive indicate dall'art. 70 comma 1 n. 2 c.p., cioè quelle attinenti alle qualità personali del colpevole.

Cassazione penale sez. I  03 novembre 2005 n. 5639  



 
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