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Art. 123 codice penale: Estensione della querela

La querela si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato.


Giurisprudenza annotata

Estensione della querela.

Non si ha effetto estensivo della querela proposta soltanto nei confronti di alcuni autori di singoli fatti colposi con riguardo, in caso di condotte indipendenti, agli attori di altri fatti. (La Corte ha precisato che l'effetto estensivo si produce invece in caso di cooperazione nel delitto colposo). Rigetta, Giud.pace Barletta, 09/11/2006

Cassazione penale sez. IV  23 dicembre 2009 n. 3584  

 

Per effetto dell'art. 123 c.p., la querela ha effetto nei riguardi di chiunque risulti responsabile del reato e conserva la sua validità anche nel caso di erronea indicazione del colpevole da parte della parte offesa. Annulla con rinvio, Giud.pace Pescara, 05 maggio 2005

Cassazione penale sez. IV  17 luglio 2009 n. 42479  

 

Nel caso di reati colposi, ai fini dell'applicabilità del principio dell'effetto estensivo della querela di cui all'art. 123 c.p. (principio in forza del quale la querela si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato), occorre distinguere l'ipotesi della cooperazione prevista dall'art. 113 c.p. da quella del concorso di azioni od omissioni colpose costituenti cause indipendenti dell'evento, poiché solo nella prima ipotesi la querela è estensibile ai concorrenti, a norma dell'art. 123 c.p., mentre nella seconda essa ha efficacia soltanto nei riguardi di colui o di coloro che sono indicati nella stessa come autori dei singoli fatti colposi.

Cassazione penale sez. IV  05 dicembre 2007 n. 887  

 

Nel caso di reati colposi, ai fini dell'applicabilità del principio dell'effetto estensivo della querela di cui all'art. 123 c.p. (principio in forza del quale la querela si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato), occorre distinguere l'ipotesi della cooperazione prevista dall'art. 113 c.p. da quella del concorso di azioni od omissioni colpose costituenti cause indipendenti dell'evento, poiché solo nella prima ipotesi la querela è estensibile ai concorrenti, a norma dell'art. 123 c.p., mentre nella seconda essa ha efficacia soltanto nei riguardi di colui o di coloro che sono indicati nella stessa come autori dei singoli fatti colposi.

Cassazione penale sez. IV  20 marzo 2007 n. 15262  

 

L’effetto estensivo della querela previsto dall’art. 123 c.p. nei confronti di tutti coloro che hanno commesso il reato è limitato alle ipotesi di concorso ex art. 110 c.p. o di cooperazione colposa ex art. 113 c.p., sicché non opera nel caso in cui l’evento lesivo sia stato cagionato per concorso di cause indipendenti ai sensi dell’art. 41 c.p..

Giudice di pace Barletta  09 novembre 2006

 

L'effetto estensivo della querela, previsto dall'art. 123 c.p. nei confronti di tutti coloro che hanno commesso il reato, opera solo nelle ipotesi di concorso di persone o di cooperazione nel delitto colposo, mentre nel caso di concorso di condotte colpose indipendenti la querela ha efficacia soltanto nei confronti di colui che è indicato nell'atto dalla persona offesa dal reato.

Cassazione penale sez. IV  01 ottobre 2002 n. 1196  

 

Ai fini dell'applicabilità dell'effetto estensivo della querela nel caso di delitti colposi, occorre distinguere l'ipotesi della cooperazione prevista dall'art. 113 c.p. da quella del concorso di azioni od omissioni colpose costituenti cause indipendenti dall'evento, con la conseguenza che, nella prima ipotesi, la querela è estensibile ai concorrenti a norma dell'art. 123 c.p., mentre nella seconda, essa ha efficacia soltanto nei riguardi di colui o di coloro che sono indicati nella stessa come autori dei singoli fatti colposi.

Cassazione penale sez. IV  09 luglio 2002 n. 40906  

 

L'art. 123 c.p. stabilisce che la querela si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato: è necessario, perché ciò avvenga, che vi sia concorso di più soggetti nell'identico reato. Non è applicabile il principio dell'estensibilità della querela nel caso di reati distinti, ancorché connessi fra loro, nè nel caso in cui sia ascrivibile a più cause indipendenti tra loro, e cioè a cause poste in essere da una pluralità di persone. A riprova dell'inestensibilità dell'art 123 c.p. milita anche il disposto dell'art. 58 bis c.p. il quale, prevedendo un particolare effetto estensivo della querela proposta contro il direttore nei confronti dell'autore dello stampato diffamatorio, è norma derogatoria eccezionale al più generale principio dell'inestensibilità.

Cassazione penale sez. V  20 settembre 2001 n. 36863  

 

In tema di diffamazione a mezzo stampa, la querela a carico del giornalista non si estende al direttore del giornale, ai sensi dell'art. 123 c.p., atteso che tale norma prevede l'estensione a tutti coloro che sono individuabili come autori del medesimo reato, mentre l'omesso controllo sulla pubblicazione di un articolo offensivo costituisce reato distinto dalla diffamazione e considerato che l'art. 58 bis c.p., che prevede che la querela proposta contro il direttore abbia effetto anche nei confronti dell'autore dello scritto, ha natura eccezionale.

Cassazione penale sez. V  06 novembre 2000 n. 4595  

 

Nell'ipotesi di delitti colposi procedibili a querela della persona offesa, quali il reato di lesioni colpose ex art. 590 comma ultimo c.p., ove la responsabilità sia imputabile a più soggetti, ognuno dei quali, per mera coincidenza di azioni o omissioni, abbia concorso a provocare l'evento di reato, la proposizione di querela nei confronti di ciascuno rappresenterà condizione primaria e necessaria per la procedibilità dell'azione penale "ad personam". Difatti, quando la partecipazione dei diversi imputati al fatto di reato sia stata autonoma ed indipendente, non può trovare applicazione il disposto di cui all'art. 123 c.p. in quanto quest'ultima disposizione estende la querela a tutti coloro che hanno commesso il reato ma solo se uniti da un vincolo collaborativo consapevole e teleologicamente caratterizzato da univocità di intenti ai sensi e per gli effetti dell'art. 113 c.p.

Ufficio Indagini preliminari Sondrio  25 maggio 2000

 

Nel caso in cui il querelante, esprimendo una volontà "contrastante" - nel senso di scindere le posizioni dei singoli presunti responsabili - domandi la punizione di tutti i responsabili del fatto ritenuto diffamatorio, escludendone alcuni ben individuati, prevale il principio di estensione della querela (art. 123 c.p.) su quello opposto, di estensione della rinuncia alla stessa (art. 124 c.p.). L'intento punitivo, dunque, permane e si espande, mentre la rinuncia perde ogni efficacia siccome sottoposta alla condizione che siano puniti altri responsabili.

Cassazione penale sez. V  18 giugno 1999 n. 1340  

 



 
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