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Art. 129 codice penale: Irrevocabilità ed estensione della richiesta

La richiesta dell’Autorità è irrevocabile.

Le disposizioni degli articoli 122 e 123 si applicano anche alla richiesta.


Giurisprudenza annotata

Efficacia delle sentenze di applicazione della pena su richiesta, patteggiamento

L'applicazione della pena a seguito del cd. patteggiamento avviene sempre su motivata valutazione da parte del giudice dell'insussistenza dei presupposti per addivenire ad una sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p. (perché il fatto non sussiste, l'imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato) e previo accertamento della corretta qualificazione giuridica del fatto ascritto e delle circostanze ad esso afferenti, quali presupposti della formulazione della richiesta di applicazione negoziata della pena. A mezzo del modello processuale delineato dall'art. 444 c.p.p. ss. si perviene all'iscrizione dell'illecito penale ad un soggetto determinato, muovendo dall'ammissione di responsabilità dello stesso inquisito congiunta alla proposta dell'applicazione della pena in misura determinata, e lo stesso art. 445 c.p.p. espressamente qualifica come "pronuncia di condanna" la sentenza che definisce il processo. Pertanto, la circostanza che l'art. 445 c.p.p. preveda che la sentenza di condanna patteggiata "non ha efficacia nei giudizi civili o amministrativi" non preclude che essa debba essere valorizzata nei procedimenti finalizzati all'adozione di un atto amministrativo.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  12 settembre 2012 n. 2293  

 

Dopo il rigetto della prima richiesta di applicazione della pena congiunta a quella di una pronuncia ex art. 129 c.p. per parte delle contestazioni, a seguito del rinnovo della richiesta da parte dell’imputato di applicazione della pena per tutte le imputazioni il Giudice, ritenuta la richiesta pienamente ammissibile e fondata ai sensi dell’art. 448 c.p.p., procede con sentenza all’applicazione di detta pena ritenuta congrua. (Nella specie veniva applicata la pena di anni uno, mesi due di reclusione ed Euro cinquecento di multa, con pena sospesa).

Tribunale Napoli sez. IV  22 ottobre 2010 n. 12644  

 

 

Immunità, prerogative

In tema di immunità parlamentare, la delibera di insindacabilità della Camera di appartenenza del parlamentare, non impugnata mediante conflitto di attribuzione, inibisce la prosecuzione del giudizio che, tuttavia, qualora abbia, comunque, luogo non è sanzionata da nullità, sempreché non si pervenga ad una pronuncia di responsabilità del parlamentare in violazione dell'art. 68 Cost.; pertanto, laddove a tale prima delibera faccia seguito un'altra di insindacabilità (nella specie sulle stesse frasi pubblicate in giornali diversi) la quale sia annullata dalla Corte costituzionale - in sede di conflitto di attribuzioni - il relativo annullamento ha efficacia ex tunc, con la conseguenza che legittimamente il giudice ordinario non emette pronuncia di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 del codice di rito.

Cassazione penale sez. V  27 ottobre 2006 n. 40728  

 

 

Richiesta di procedimento

La nota con cui il ministro di grazia e giustizia comunica all'autorità giudiziaria competente che non intende promuovere procedimento penale contro un cittadino italiano per un reato da questi commesso all'estero in danno di cittadino straniero non assume la qualifica di rinuncia all'esercizio della potestà conferita dalla legge al ministro, ma si configura come manifestazione negativa di volontà dell'organo competente volta a non valersi della potestà di dare impulso al procedimento penale nello Stato. Si tratta di un comune atto amministrativo e come tale passibile di revoca. Ne consegue che deve essere riconosciuta piena validità giuridica alla richiesta di procedimento inoltrata dallo stesso ministro successivamente alla manifestazione di diniego anche perché, trattandosi comunque, di una condizione di procedibilità, mentre è espressamente prevista l'irrevocabilità della manifestazione positiva (art. 129 prima parte c.p.) nessuna previsione esiste per la manifestazione negativa.

Cassazione penale sez. I  03 giugno 1988

 

 



 
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