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Art. 137 codice penale: Custodia cautelare

La carcerazione sofferta prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile si detrae dalla durata complessiva della pena temporanea detentiva o dall’ammontare della pena pecuniaria.

La custodia cautelare è considerata, agli effetti della detrazione, come reclusione od arresto.


Giurisprudenza annotata

Custodia cautelare

Al fine di determinare la pena da espiare, la custodia cautelare sofferta all'estero può essere computata solo se riferita al "medesimo fatto" per cui vi è stata condanna in Italia.

Cassazione penale sez. I  26 settembre 2014 n. 42513  

 

In tema di estradizione per l'estero, non sussistono le condizioni per l'accoglimento di una domanda di estradizione per l'esecuzione di una condanna, se la persona estradanda ha già interamente scontato, sotto forma di custodia cautelare a fini estradizionali, la pena inflitta, poiché in tal caso la consegna si porrebbe in contrasto con il principio fondamentale dell'ordinamento giuridico dello Stato, secondo cui la custodia cautelare deve essere sempre computata nella pena da espiare relativa allo stesso fatto. Annulla senza rinvio, App. Torino, 29/05/2013

Cassazione penale sez. VI  28 novembre 2013 n. 1279  

 

L’art. 617, comma 2, c.p.c. deve essere interpretato nel senso di individuare come “dies a quo” per la decorrenza del termine di opposizione di venti giorni (applicabile “ratione temporis” al presente giudizio} il momento in cui l’opponente abbia avuto legale conoscenza dell’atto esecutivo che si assume viziato. Ne consegue che per le ordinanze pronunciate fuori udienza, come quella in esame, il relativo termine decorre dalla comunicazione a cura della Cancelleria ai sensi degli art. 137 e 170 c.p.

Tribunale Bari sez. II  11 aprile 2011 n. 1279  

 

In tema di estradizione per l'estero, quando la durata della custodia cautelare subita in pendenza della procedura estradizionale risulti inferiore a quella della pena da espiare, e nell'ordinamento dello Stato richiedente non sia previsto il principio della detraibilità del "presofferto" cautelare dalla pena detentiva da eseguire, la domanda di estradizione può essere concessa limitatamente all'espiazione della pena residua. (Fattispecie relativa a una domanda di estradizione avanzata dalle autorità statunitensi). Rigetta, App. Roma, 26 novembre 2009

Cassazione penale sez. VI  11 maggio 2010 n. 20148  

 

Non sussistono le condizioni per l'accoglimento della domanda di estradizione ai fini dell'esecuzione di una sentenza di condanna qualora l'estradando abbia già interamente scontato, sotto forma di custodia cautelare a fini estradizionali, la pena inflitta, considerato che il principio, per il quale la custodia cautelare sofferta deve scomputarsi dalla durata della pena definitiva inflitta, costituisce principio fondamentale dell'ordinamento dello Stato, espressamente sancito dall'art. 137 c.p. e rafforzato dal successivo art. 138, che impedisce di far luogo alla estradizione, ai sensi dell'art. 705 comma 1 lett. b) c.p.p., dovendo ritenersi, a tal fine, la piena equiparazione tra custodia cautelare sofferta in Italia e pena definitivamente irrogata dallo Stato richiedente l'estradizione (nella specie Repubblica di Romania).

Cassazione penale sez. VI  09 giugno 2006 n. 24666  

 

Dal combinato disposto degli art. 40 e 43 d.P.R. 5 aprile 1950 n. 221 si desume il principio secondo cui l'applicazione della misura cautelativa della sospensione del medico dall'esercizio della professione non osta alla successiva applicazione allo stesso medico della sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio della professione, ma non esclude che la misura cautelativa precedentemente applicata non possa essere detratta dalla sanzione disciplinare successivamente inflitta. L'anzidetta detrazione, trattandosi di misure omogenee, risponde ad un più generale principio di ragionevolezza che trova espressione nell'art. 137 c.p.

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2001 n. 592  

 

È valutabile in pensione il periodo di sospensione cautelare dal servizio, per il carattere provvisorio di detta sospensione, restando al contrario escluso dalla valorizzazione pensionistica il solo periodo di detenzione per condanna penale (art. 8 lett. c t.u. n. 1092 del 1973) e, per analogia, quello di detenzione preventiva in attesa di espiazione di pena (art. 137 c.p.).

Corte Conti reg. (Lombardia) sez. giurisd.  19 febbraio 1996 n. 447  



 
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