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Art. 151 codice penale: Amnistia

L’amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie (1) .

Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.

La estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa.

L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.

L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, nè ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 14 luglio 1971, n. 175, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui esclude la rinuncia, con le conseguenze indicate in motivazione, all’applicazione dell’amnistia.


Giurisprudenza annotata

Amnistia

L'amnistia impropria fa cessare l'esecuzione delle pene accessorie, ma non fa venir meno gli effetti penali della condanna, tra i quali rientra l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena. (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 15/05/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 50617  

 

Le condizioni o gli obblighi cui può essere subordinato l'indulto possono essere previsti, ai sensi degli art. 174 comma 3 e 151 c.p., solo dalla legge che concede la causa estintiva della pena e non dal giudice che applica il beneficio. (Nell'affermare tale principio la Corte ha precisato che il giudice della esecuzione non ha il potere di revocare il provvedimento con cui il giudice di merito abbia applicato l'indulto, sottoponendolo irritualmente ad una condizione, non essendo tale causa di revoca prevista dalla l. n. 241del 2006). Annulla senza rinvio, Trib. Viterbo, 22/06/2012

Cassazione penale sez. I  14 marzo 2013 n. 16743  

 

L'amnistia impropria non fa venir meno gli effetti penali della condanna tra i quali rientra l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena.

Cassazione penale sez. I  19 ottobre 2004 n. 45521  

 

Nel computo della pena detentiva stabilita per ciascun reato ai fini dell'applicazione dell'amnistia elargita con d.P.R. 12 aprile 1990 n. 75, anche la diminuente prevista dall'art. 98 comma 1 c.p. va calcolata nella sua estensione minima di un giorno. (Fattispecie nella quale è stata esclusa, "in executivis", l'applicabilità dell'amnistia al reato di cui all'art. 71 comma 4 della l. n. 685 del 1975, commesso da minore).

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2000 n. 2112  

 

È illegittimo il provvedimento disciplinare irrogato sulla base di un'ipotesi accusatoria non autonoma rispetto a fatti contestati in sede penale, che non potevano essere automaticamente riprodotti nel procedimento disciplinare attesa l'operatività dell'amnistia, che ai sensi dell'art. 151 comma 1, c.p., ha estinto il reato.

Consiglio di Stato sez. IV  22 ottobre 1999 n. 1594  

 

In tema di applicazione di amnistia, occorre aver riguardo alla qualificazione del fatto giudicato, considerato nel momento della contestazione, mentre non assume rilievo la quantità della pena in concreto inflitta.

Cassazione penale sez. I  15 novembre 1995 n. 5799  

 

La rinuncia all'amnistia è un negozio giuridico processuale unilaterale recettizio perché produce i suoi effetti allorché perviene all'autorità giudiziaria procedente: dopo tale momento la rinuncia diventa irrevocabile in quanto il negozio giuridico si è perfezionato in tutti i suoi elementi, sicché non è nella disponibilità dell'interessato annullarne o modificarne i contenuti. Peraltro l'amnistia costituisce una deroga di carattere eccezionale al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, per cui è da escludere che, attraverso la revoca della rinuncia, possa essere fatta valere oltre i limitati casi previsti dalla legge.

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 1995 n. 11215  

 

La rinuncia all'amnistia è un negozio giuridico processuale unilaterale recettizio perché produce i suoi effetti allorché perviene all'autorità giudiziaria procedente. Dopo tale momento la rinuncia diventa irrevocabile in quanto il negozio giuridico si è perfezionato in tutti i suoi elementi, sicché non è nella disponibilità dell'interessato annullarne o modificarne i contenuti. Peraltro l'amnistia costituisce una deroga di carattere eccezionale al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, per cui è da escludere che, attraverso la revoca della rinuncia, possa essere fatta valere oltre i limitati casi previsti dalla legge.

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 1995 n. 11215  

 

L'amnistia impropria applicabile a condanne a pena condizionalmente sospesa non fa venir meno gli effetti penali della condanna, tra i quali rientrano l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena per chi ne abbia fruito già due volte.

Cassazione penale sez. III  11 febbraio 1994

 

Con l'estinzione del reato per amnistia viene meno non solo l'eseguibilità della pena principale, ma anche l'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria sostitutiva di questa, eventualmente disposta con la condanna, poiché siffatto obbligo non può sopravvivere all'estinzione del reato cui inerisce e per il quale è sorto e non è ipotizzabile l'esecuzione di una sanzione sostitutiva quando la pena sostituita non è più eseguibile per la sopravvenuta estinzione del reato. Pertanto, l'imputato non è tenuto a pagare la sanzione pecuniaria sostitutiva disposta per il reato estinto per effetto di amnistia e l'omesso versamento non costituisce reato. (Fattispecie relativa all'applicazione dell'amnistia impropria di cui al d.P.R. 12 aprile 1990, n. 75, operante, in ragione della data dei fatti, nei confronti del reato di assegno a vuoto e non anche di quello successivo, di violazione degli obblighi, di cui all'art. 83 della legge 24 novembre 1981, n. 689, pure ascritto all'imputato).

Cassazione penale sez. V  14 aprile 1993

 



 
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