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Art. 155 codice penale: Accettazione della remissione

La remissione non produce effetto, se il querelato l’ha espressamente o tacitamente ricusata. Vi è ricusa tacita, quando il querelato ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di accettare la remissione.

La remissione fatta a favore anche di uno soltanto fra coloro che hanno commesso il reato si estende a tutti, ma non produce effetto per chi l’abbia ricusata.

Per quanto riguarda la capacità di accettare la remissione, si osservano le disposizioni dell’articolo 153.

Se il querelato è un minore o un infermo di mente, e nessuno ne ha la rappresentanza, ovvero chi la esercita si trova con esso in conflitto di interessi, la facoltà di accettare la remissione è esercitata da un curatore speciale.


Giurisprudenza annotata

Accettazione della remissione

L'omessa comparizione in udienza del querelato, posto a conoscenza della remissione della querela o posto in grado di conoscerla, integra, ex art. 155, comma primo, cod. pen., la mancanza di ricusa idonea a legittimare la pronuncia di estinzione del reato.

Tribunale Roma sez. X  30 maggio 2014 n. 10295  

 

Nell'ipotesi di diffamazione a mezzo stampa commessa mediante la pubblicazione di un'intervista, la remissione di querela effettuata nei confronti del giornalista estende i suoi effetti anche alla posizione dell'intervistato, in ragione della identità del reato derivante dalla necessaria cooperazione fra i due soggetti, e, quindi, dell'applicabilità della norma posta dall'art. 155, comma 2, c.p. (In motivazione, la Corte ha escluso invece che la remissione della querela nei confronti del giornalista produca effetti anche nei confronti del direttore del giornale, responsabile ai sensi dell'art. 57 c.p., giacché l'autonomia delle due fattispecie criminose è ostativa all'effetto estensivo). (Annulla senza rinvio, G.u.p. Trib. Milano, 12/06/2013 )

Cassazione penale sez. V  05 febbraio 2014 n. 42918  

 

L'omessa comparizione in udienza del querelato integra, ex art. 155 comma 1 c.p., la mancanza di ricusa idonea a legittimare la pronuncia di estinzione del reato soltanto qualora egli sia stato posto a conoscenza della remissione della querela o in grado di conoscerla. (Nella specie la Corte ha escluso che l'imputato, citato con il rito degli irreperibili e rimasto assente al dibattimento, sia venuto a conoscenza della decisione del querelante e posto in grado di manifestare la propria eventuale volontà di ricusa). Annulla senza rinvio, Trib. Sassari, 02/11/2009

Cassazione penale sez. II  21 maggio 2013 n. 40552  

 

L'omessa comparizione in udienza del querelato, posto a conoscenza della remissione della querela o posto in grado di conoscerla, integra, ex art. 155, comma 1, c.p., la mancanza di ricusa idonea a legittimare la pronuncia di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. un.  25 maggio 2011 n. 27610  

 

È inammissibile, per difetto di interesse, il ricorso del p.m. avverso la sentenza di estinzione del reato per remissione di querela - pronunciata ancorché il querelato non sia comparso in udienza e non sia ritualmente avvisato della remissione o, comunque, posto in grado di conoscerla - qualora il querelato, pur avendo ricevuto rituale notifica di detta declaratoria, non abbia proposto, a sua volta, impugnazione - azionando il diritto di ricusa, ex art. 155 comma 1, c.p., al fine di rendere inefficace la remissione - in quanto, in tal caso, l'assenza di ricusa produce, ex art. 152 c.p., l'effetto estintivo del reato, con conseguente venir meno dell'interesse del p.m. all'annullamento della sentenza impugnata, ormai, produttiva di un effetto consolidatosi.

Cassazione penale sez. un.  25 maggio 2011 n. 27610

 

Nel procedimento davanti al giudice di pace, ai fini dell'efficacia della remissione di querela, non è indispensabile l'accettazione del querelato, essendo sufficiente che non vi sia da parte di quest'ultimo un rifiuto espresso o tacito della remissione. Ne consegue che, in assenza di altri elementi, anche la contumacia dell'imputato può essere apprezzata quale indice dell'assenza della volontà di coltivare il processo per giungere alla rilevazione della propria innocenza. Rigetta, Giud.pace Sassari, 04/06/2009

Cassazione penale sez. V  18 novembre 2010 n. 2776  

 

La mancata comparizione dell'imputato - previamente avvisato, con atto notificatogli regolarmente, che la sua assenza all'udienza sarebbe stata considerata come tacita accettazione dell'avvenuta remissione - assume l'inequivoca valenza di manifestazione della volontà di accettazione della remissione, considerato che, ai fini dell'efficacia giuridica della remissione di querela, non è indispensabile una esplicita e formale accettazione, cioè una manifestazione positiva di volontà di accettazione, ma è sufficiente, ex art. 155, comma 1, c.p., che non vi sia una ricusazione in forma espressa o tacita. Ne consegue che, in tal caso, la remissione, non avendo l'imputato realizzato fatti o comportamenti incompatibili con la volontà di accettare, ha determinato il tipico effetto estintivo del reato. Rigetta, Giud.pace Siracusa, 17/12/2009

Cassazione penale sez. V  24 giugno 2010 n. 35900  

 

La remissione di querela non richiede una formale accettazione essendo sufficiente che non vi sia un rifiuto espresso o tacito della remissione da parte del querelato (art. 155 c.p.). Ne deriva che integra l'accettazione della remissione tacita della querela la mancata comparizione del querelato, cui sia stata data comunicazione dell'intervenuta remissione, all'udienza successivamente fissata, in quanto, essa non può essere interpretata come un'ipotesi di rifiuto tacito, non essendo incompatibile con la volontà di accettare la remissione. Rigetta, Giud.pace Barra, 16 ottobre 2008

Cassazione penale sez. V  31 marzo 2010 n. 19568  

 

Ai fini dell'efficacia giuridica della remissione di querela non è indispensabile una vera e propria esplicita e formale accettazione del querelato, ossia una manifestazione positiva di volontà in tal senso, essendo sufficiente che non sussista una ricusazione della remissione in forma espressa o tacita e cioè che il querelato non abbia inteso rifiutare la remissione. Ne consegue che la mancata comparizione del querelato preventivamente avvisato della remissione ritualmente proposta, in assenza di fatti o comportamenti incompatibili con la volontà di accettare la querela, può essere considerato come accettazione della remissione. Rigetta, Giud.pace Viareggio, 6 febbraio 2008

Cassazione penale sez. V  09 dicembre 2008 n. 4229  

 

Nel procedimento davanti al giudice di pace, ai fini dell'efficacia della remissione di querela, non è indispensabile l'accettazione, essendo sufficiente che da parte del querelato non vi sia un rifiuto espresso o tacito della remissione. Ne consegue che, in assenza di altri elementi, anche la contumacia dell'imputato può essere apprezzata quale indice dell'assenza della volontà di costui di coltivare il processo per giungere alla rilevazione della propria innocenza. Rigetta, Giud.pace Lucca, 31 Maggio 2007

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2008 n. 30614  



 
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