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Art. 160 codice penale: Interruzione del corso della prescrizione

Il corso della prescrizione è interrotto dalla sentenza di condanna o dal decreto di condanna.

Interrompono pure la prescrizione l’ordinanza che applica le misure cautelari personali e quella di convalida del fermo o dell’arresto, l’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice, l’invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere l’interrogatorio, il provvedimento del giudice di fissazione dell’udienza in camera di consiglio per la decisione sulla richiesta di archiviazione, la richiesta di rinvio a giudizio, il decreto di fissazione della udienza preliminare, l’ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, il decreto di fissazione della udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione della pena, la presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo, il decreto che dispone il giudizio immediato, il decreto che dispone il giudizio e il decreto di citazione a giudizio.

La prescrizione interrotta comincia nuovamente a decorrere dal giorno della interruzione. Se più sono gli atti interruttivi, la prescrizione decorre dall’ultimo di essi; ma in nessun caso i termini stabiliti nell’articolo 157 possono essere prolungati oltre la metà.

 


Giurisprudenza annotata

Interruzione della prescrizione

L'avviso ex art. 415 bis c.p.p. non ha efficacia interruttiva della prescrizione, di cui è dotato invece l'invito a presentarsi al p.m. per rendere l'interrogatorio ex art. 375 c.p.p., anche qualora venga notificato contestualmente al primo. (Fattispecie in cui è stato ritenuto inidoneo ad interrompere la prescrizione l'avviso ex art. 415 bis c.p.p. contenente solo un generico riferimento alla facoltà di presentarsi al p.m. per rendere interrogatorio). (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Salerno, 18/05/2012)

Cassazione penale sez. III  10 luglio 2014 n. 42859  

 

Nei rapporti di estradizione regolati dalla Convenzione europea di estradizione, è causa ostativa all'accoglimento della richiesta l'avvenuta prescrizione del reato per cui si procede accertata secondo la legge dello Stato richiedente o dello Stato richiesto, autonomamente individuata e valutata in base al criterio dell'applicazione esclusiva della disciplina dell'uno o dell'altro ordinamento. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto sussistenti le condizioni per l'estradizione richiesta dall'autorità moldava, attribuendo valore interruttivo, secondo la normativa vigente in Italia in tema di prescrizione dei reati, alla adozione in Moldavia dell'ordine di cattura dell'imputata). (Rigetta, App. Bologna, 19/09/2013 )

Cassazione penale sez. VI  10 giugno 2014 n. 29359  

 

In tema di prescrizione, in presenza di più atti interruttivi, perché possa ritenersi non verificata l'estinzione del reato, è necessario, non solo che non sia superato il termine massimo previsto nell'ultima parte del terzo comma dell'art. 160 c.p., ma anche che, tra un atto interruttivo ed un altro, non sia superato il termine ordinario previsto dall'art. 157 c.p. (Fattispecie nella quale tra la sentenza di primo grado e quella di appello, pur eliminandosi dal comparto i periodi di sospensione del corso della prescrizione, era decorso un tempo superiore a quello ordinario). (Annulla senza rinvio, App. Torino, 14/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  23 aprile 2014 n. 20654  

 

L'invito a presentarsi rivolto dal p.m. all'indagato per rendere l'interrogatorio ha efficacia interruttiva della prescrizione del reato, anche se all'interrogatorio abbia poi proceduto un ufficiale di polizia giudiziaria all'uopo delegato dal p.m. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Brindisi, 21/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 marzo 2014 n. 18919  

 

Il delitto di scambio elettorale politico - mafioso di cui all'art. 416 ter c.p. rientra nel novero dei reati commessi avvalendosi delle condizioni di cui all'art. 416 bis c.p., ed è quindi incluso nell'elenco di cui all'art. 51 comma 3 bis c.p.p.; ne consegue che si applicano anche a tale delitto le più rigorose disposizioni previste, in tema di interruzione della prescrizione, dagli art. 160 e 161 c.p. (Rigetta, App. Palermo, 09/01/2013 )

Cassazione penale sez. VI  11 febbraio 2014 n. 8654  

 

In tema di reati tributari, l'art. 17 d.lg. n. 74 del 2000 attribuisce efficacia interruttiva della prescrizione, oltre che agli atti indicati nell'art. 160 c.p., anche al verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza e all'atto di accertamento delle relative violazioni redatto dagli uffici finanziari. (Rigetta, Trib. lib. Cagliari, 13/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  09 gennaio 2014 n. 11977  

 

Le dichiarazioni rese in sede di presentazione spontanea all'autorità giudiziaria, equivalendo "ad ogni effetto" all'interrogatorio, sono idonee ad interrompere la prescrizione, purché l'indagato abbia ricevuto una contestazione chiara e precisa del fatto addebitato, in quanto gli atti interruttivi indicati nell'art. 160 c.p. si connotano per essere l'esplicitazione, da parte degli organi dello Stato, della volontà di esercitare il diritto punitivo in relazione ad un fatto-reato ben individuato e volto a consentirne la conoscenza all'incolpato. (In motivazione è stato chiarito che per valutare il coefficiente di specificità della contestazione deve essere considerato lo sviluppo delle indagini e l'attuale stato del procedimento). Dichiara inammissibile, Gup Trib. Salerno, 19/11/2012

Cassazione penale sez. un.  28 novembre 2013 n. 5838  

 

L'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio previsto dall'art. 375 c.p.p. spiega l'effetto interruttivo del corso della prescrizione ai sensi dell'art. 160 c.p., anche quando il fatto reato in esso sommariamente enunciato venga poi, per l'evoluzione delle indagini, meglio qualificato e storicamente precisato. (In motivazione la Corte ha richiamato la "ratio" della norma, che riconosce efficacia interruttiva all'atto "de quo" in quanto significativo della persistenza dell'interesse dello Stato all'esercizio della pretesa puntiva in relazione a un fatto storico globalmente considerato, attraverso una contestazione destinata a essere, per la fase in cui interviene, provvisoria). Rigetta, Trib. lib. Salerno, 09/01/2013

Cassazione penale sez. II  02 luglio 2013 n. 35202  

 

L'azione civile esercitata nel processo penale soggiace alle regole proprie della prescrizione penale, di guisa che ad essa sono applicabili anche gli istituti della sospensione e della interruzione di cui agli artt. 159 e 160 c.p., con la conseguenza che fruisce non solo del termine di prescrizione quinquennale (o superiore se per il reato è previsto un più lungo termine), ma anche del prolungamento dei termini conseguenti ad eventi interruttivi e sospensivi della prescrizione penale.

Cassazione penale sez. V  26 febbraio 2013 n. 12587  

 

L'azione civile esercitata nel processo penale soggiace alle regole proprie della prescrizione penale, di guisa che ad essa sono applicabili anche gli istituti della sospensione e della interruzione di cui agli art. 159 e 160 c.p., con la conseguenza che fruisce non solo del termine di prescrizione quinquennale (o superiore se per il reato è previsto un più lungo termine), ma anche del prolungamento dei termini conseguenti ad eventi interruttivi e sospensivi della prescrizione penale. In particolare, in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, il termine ordinario civile di cinque anni, qualora il fatto sia considerato come reato, e sostituito da quello corrispondente previsto per l'illecito penale. Il richiamo operato alla disciplina penale è ampio e deve intendersi riferito anche alla interruzione, che va quindi computata: l'art. 2947 del c.c., nel far coincidere le due prescrizioni, da luogo infatti ad una disciplina unitaria dei due istituti (civile e penale).

Cassazione penale sez. V  26 febbraio 2013 n. 12587  

 

L'azione civile esercitata nel processo penale soggiace alle regole proprie della prescrizione penale, di guisa che ad essa sono applicabili anche gli istituti della sospensione e della interruzione di cui agli art. 159 e 160 c.p., con la conseguenza che fruisce non solo del termine di prescrizione quinquennale (o superiore se per il reato è previsto un più lungo termine), ma anche del prolungamento dei termini conseguenti ad eventi interruttivi e sospensivi della prescrizione penale. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la prescrizione dell'azione civile in un caso in cui la costituzione di parte civile era avvenuta ritualmente sei anni dopo la commissione del reato di minaccia). Rigetta, App. Roma, 22/12/2010

Cassazione penale sez. V  21 giugno 2012 n. 11961  



 
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