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Art. 162-bis codice penale: Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative

Nelle contravvenzioni per le quali la legge stabilisce la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, il contravventore può essere ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa, oltre le spese del procedimento.

Con la domanda di oblazione il contravventore deve depositare la somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda.

L’oblazione non è ammessa quando ricorrono i casi previsti dal terzo capoverso dell’articolo 99, dall’articolo 104 o dall’articolo 105, nè quando permangono conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabili da parte del contravventore.

In ogni altro caso il giudice può respingere con ordinanza la domanda di oblazione, avuto riguardo alla gravità del fatto.

La domanda può essere riproposta fino all’inizio della discussione finale del dibattimento di primo grado.

Il pagamento delle somme indicate nella prima parte del presente articolo estingue il reato.

 


Giurisprudenza annotata

Oblazione nelle contravvenzioni

E inammissibile, per difetto dell'interesse ad impugnare, il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza di condanna a pena dell'ammenda condizionalmente sospesa "ex officio" e relativa a contravvenzione oblabile ex art. 162-bis cod. pen., nella parte in cui si decide della concessione di ufficio della sospensione condizionale della pena, in quanto l'art. 5, comma secondo, lett. d), d.P.R. 313 del 2002 - a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 287 del 2010, che ha eliminato la preclusione rappresentata dalla concessione dei benefici di cui agli artt. 163 e 175 cod. pen. - prevede l'eliminazione delle iscrizioni relative a tutti i provvedimenti giudiziari di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell'ammenda, trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta, senza più compiere alcun distinguo. (Dichiara inammissibile, Trib. Chieti, s.d. Ortona, 17/10/2013 )

Cassazione penale sez. IV  18 novembre 2014 n. 51754  

 

In materia di oblazione, nel caso in cui è contestato un reato per il quale non è consentita l'oblazione ordinaria di cui all'art. 162 c.p. né quella speciale prevista dall'art. 162 bis c.p., l'imputato, qualora ritenga che il fatto possa essere diversamente qualificato in un reato che ammetta l'oblazione, ha l'onere di sollecitare il giudice alla riqualificazione del fatto e, contestualmente, a formulare istanza di oblazione, con la conseguenza che, in mancanza di tale espressa richiesta, il diritto a fruire dell'oblazione stessa resta precluso ove il giudice provveda di ufficio ex art. 521 c.p.p., con la sentenza che definisce il giudizio, ad assegnare al fatto la diversa qualificazione che consentirebbe l'applicazione del beneficio.

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 32351  

 

Ove la contestazione elevata nei confronti dell'imputato faccia riferimento ad un reato per il quale non è consentita né l'ablazione ordinaria di cui all'art. 162 c.p. né quella speciale di cui all'art. 162 bis c.p., qualora l'imputato ritenga non corretta la relativa qualificazione giuridica del fatto e intenda sollecitare una diversa qualificazione che ammetta il procedimento di ablazione di cui all'art. 141 disp. att. c.p.p., è onere dell'imputato stesso formulare istanza di ammissione all'ablazione in rapporto alla diversa qualificazione che contestualmente solleciti al giudice di definire, con la conseguenza che - in mancanza di tale richiesta - il diritto a fruire della ablazione stessa resta precluso ove il giudice provveda di ufficio, a norma dell'art. 521, comma 1, c.p.p., ad assegnare al fatto la diversa qualificazione che consentirebbe l'applicazione del beneficio, con la sentenza che definisce il giudizio.

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 32351

 

È inammissibile, per difetto dell'interesse ad impugnare, il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza di condanna a pena dell'ammenda condizionalmente sospesa "ex officio" e relativa a contravvenzione oblabile ex art. 162 bis c.p., nella parte in cui si decide della concessione di ufficio della sospensione condizionale della pena, in quanto l'art. 5 comma 2 lett. d) d.P.R. n. 313 del 2002, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 287 del 2010, che ha eliminato la preclusione rappresentata dalla concessione dei benefici di cui agli art. 163 e 175 c.p., prevede l'eliminazione delle iscrizioni relative a tutti i provvedimenti giudiziari di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell'ammenda, trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta, senza più compiere alcun distinguo. (Dichiara inammissibile, Trib. Catania, s.d. Mascalucia, 30/04/2013 )

Cassazione penale sez. III  25 febbraio 2014 n. 21753  

 

L'ammissione all'oblazione di cui all'art.162 bis c.p. intervenuta al di fuori dei casi previsti dalla legge (nella specie, per essere il reato relativo sanzionato con pena congiunta) deve essere revocata non costituendo a quest’ultima ostacolo l'ormai intervenuto pagamento di quanto dovuto da parte dell'imputato, posto che l'erroneità dell'atto di ammissione non può costituire un vincolo estrinseco all'esercizio della funzione, ontologicamente propria dell'atto decisorio, afferente alla verifica in ordine alla legalità della sentenza estintiva.

Cassazione penale sez. IV  23 novembre 2012 n. 78  

 

In tema di prevenzione di infortuni ed igiene del lavoro, la facoltà di cui all'art. 162 bis c.p. di richiedere l'oblazione speciale non è alternativa a quella introdotta dalla speciale disciplina di cui all'art. 24, comma 3, d.lg. n. 758 del 1994, potendo essere esercitata non soltanto quando non ricorrano le condizioni per l'esperimento della procedura amministrativa prevista da detto decreto, ma anche quando il contravventore abbia ritenuto di non avvalersene.

Cassazione penale sez. III  10 gennaio 2012 n. 7878  

 

In tema di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro, la facoltà concessa in generale dall'art. 162 bis c.p. di richiedere l'oblazione speciale non è alternativa a quella introdotta dalla speciale disciplina di cui all'art. 24, comma 3, d.lg. 19 dicembre 1994 n. 758, in quanto può essere esercitata non soltanto quando non ricorrono le condizioni per l'esperimento della procedura amministrativa prevista dal predetto decreto, ma anche quando il contravventore ha ritenuto di non avvalersene.

Cassazione penale sez. III  10 gennaio 2012 n. 7878

 

È manifestamente infondata, con riferimento agli art. 3 e 24 cost., la q.l.c. degli art. 162 e 162 bis c.p., 521 c.p.p. e 141 comma 4 bis disp. att. c.p.p., nella parte in cui non prevedono la remissione in termini dell'imputato per la richiesta di oblazione, a prescindere da una preventiva istanza da parte del medesimo, anche nell'ipotesi in cui il giudice dia al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nel capo d'imputazione.

Cassazione penale sez. III  19 ottobre 2011 n. 12284  



 
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