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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 162 codice penale: Oblazione nelle contravvenzioni

Nelle contravvenzioni, per le quali la legge stabilisce la sola pena dell’ammenda, il contravventore è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa, oltre le spese del procedimento.

Il pagamento estingue il reato.

 


Giurisprudenza annotata

Oblazione delle contravvenzioni

In materia di oblazione, nel caso in cui è contestato un reato per il quale non è consentita l'oblazione ordinaria di cui all'art. 162 c.p. né quella speciale prevista dall'art. 162 bis c.p., l'imputato, qualora ritenga che il fatto possa essere diversamente qualificato in un reato che ammetta l'oblazione, ha l'onere di sollecitare il giudice alla riqualificazione del fatto e, contestualmente, a formulare istanza di oblazione, con la conseguenza che, in mancanza di tale espressa richiesta, il diritto a fruire dell'oblazione stessa resta precluso ove il giudice provveda di ufficio ex art. 521 c.p.p., con la sentenza che definisce il giudizio, ad assegnare al fatto la diversa qualificazione che consentirebbe l'applicazione del beneficio.

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 32351  

 

Ove la contestazione elevata nei confronti dell'imputato faccia riferimento ad un reato per il quale non è consentita né l'ablazione ordinaria di cui all'art. 162 c.p. né quella speciale di cui all'art. 162 bis c.p., qualora l'imputato ritenga non corretta la relativa qualificazione giuridica del fatto e intenda sollecitare una diversa qualificazione che ammetta il procedimento di ablazione di cui all'art. 141 disp. att. c.p.p., è onere dell'imputato stesso formulare istanza di ammissione all'ablazione in rapporto alla diversa qualificazione che contestualmente solleciti al giudice di definire, con la conseguenza che - in mancanza di tale richiesta - il diritto a fruire della ablazione stessa resta precluso ove il giudice provveda di ufficio, a norma dell'art. 521, comma 1, c.p.p., ad assegnare al fatto la diversa qualificazione che consentirebbe l'applicazione del beneficio, con la sentenza che definisce il giudizio.

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 32351

 

È manifestamente infondata, con riferimento agli art. 3 e 24 cost., la q.l.c. degli art. 162 e 162 bis c.p., 521 c.p.p. e 141 comma 4 bis disp. att. c.p.p., nella parte in cui non prevedono la remissione in termini dell'imputato per la richiesta di oblazione, a prescindere da una preventiva istanza da parte del medesimo, anche nell'ipotesi in cui il giudice dia al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nel capo d'imputazione.

Cassazione penale sez. III  19 ottobre 2011 n. 12284  

 



 
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