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Art. 165 codice penale: Obblighi del condannato

La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’adempimento dell’obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno o provvisoriamente assegnata sull’ammontare di esso e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno; può altresì essere subordinata, salvo che la legge disponga altrimenti, all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.

La sospensione condizionale della pena, quando è concessa a persona che ne ha già usufruito, deve essere subordinata all’adempimento di uno degli obblighi previsti nel comma precedente, salvo che ciò sia impossibile.

Il giudice nella sentenza stabilisce il termine entro il quale gli obblighi devono essere adempiuti.

 


Giurisprudenza annotata

Obblighi del condannato

La concessione della sospensione condizionale della pena può legittimamente essere subordinata alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante l'adempimento dell'obbligo di restituzione, anche qualora manchi una richiesta in tal senso per la mancata costituzione di parte civile della persona offesa. (Fattispecie di omesso versamento di contributi previdenziali, nella quale la Corte ha ritenuto legittima la subordinazione del beneficio al pagamento in favore dell'Inps delle quote non versate, pur in assenza di costituzione come parte civile dell'ente previdenziale). (Rigetta, App. Palermo, 02/12/2013 )

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 1324  

 

La sospensione condizionale della pena, quando si procede per il reato previsto dall'art. 6 bis, comma 1, l. 13 dicembre 1989 n. 401, può comunque essere subordinata, a norma dell'art. 165 c.p., all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato, senza necessità che il giudice indichi specifiche o particolari modalità per l'esecuzione di tale adempimento. (Rigetta, Trib. Messina, 11/09/2013 )

Cassazione penale sez. III  08 maggio 2014 n. 50004  

 

L'art. 165 c.p. (obblighi del condannato) stabilisce la possibilità di subordinare il beneficio a determinate condizioni tra cui' l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna. L'indicazione delle modalità, da parte del giudice nella sentenza di condanna, si riferisce soltanto alla prestazione di attività retribuita a favore della collettività: infatti, solo in questo caso è ipotizzabile una indicazione dei criteri e delle regole per rendere la prestazione dell'attività idonea al reinserimento del condannato e alla fruizione di benefici nel trattamento sanzionatorio. Invece, l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato non ha bisogno di particolari specificazioni da parte del giudice, essendo inequivoco ed insuscettibile di indicazioni delle modalità il fatto di eliminare le conseguenze dannose (respinto, nella specie, il ricorso dell'imputato condannato, ai sensi dell'art. 6 bis l. n. 401 del 1989, il quale aveva eccepito la mancanza da parte del giudice dell'indicazione delle modalità con le quali avrebbe dovuto provvedere alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato).

Cassazione penale sez. III  08 maggio 2014 n. 50004  

 

In tema di patteggiamento, la richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena, avanzata dall'imputato che ha già usufruito del beneficio in relazione a precedente condanna, implica il consenso alla subordinazione della misura all'adempimento di uno degli obblighi previsti dall'art. 165 comma 1 c.p., trattandosi di prescrizione che il giudice deve necessariamente disporre a norma del secondo comma del medesimo articolo. (In applicazione del principio, la Corte ha affermato che l'imputato, formulando istanza di applicazione della pena con una nuova richiesta di sospensione della sua esecuzione, aveva implicitamente espresso la sua non opposizione allo svolgimento di attività non retribuita in favore della collettività). (Rigetta, Gip Trib. Napoli, 25/06/2012 )

Cassazione penale sez. VI  04 marzo 2014 n. 13894  

 

Le locuzioni "obbligo di restituzioni" e "risarcimento del danno" di cui all'art. 165 comma 1 prima parte c.p., si riferiscono al solo danno civilistico, sicché, indipendentemente dalla natura giuridica del reato commesso, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento dei suddetti obblighi, solo ed esclusivamente nelle ipotesi in cui vi sia stata costituzione di parte civile e questa abbia espressamente richiesto la condanna dell'imputato al risarcimento del danno o alle restituzioni. Al contrario, la locuzione "eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato" di cui all'art. 165 comma 1 seconda parte c.p., si riferisce al danno criminale sicché la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento del suddetto obbligo anche ove non vi sia costituzione di parte civile, e sempre che si tratti di reati permanenti ancora in fieri al momento della decisione o di reati, che benché cessati, abbiano provocato un danno criminale che continua a perpetuarsi anche dopo la consumazione e che l'imputato ha la possibilità di eliminare. (Fattispecie in tema di appropriazione indebita - realizzata da un amministratore di condominio - di somme di denaro e della documentazione contabile ed amministrativa relativa ad un condominio).

Cassazione penale sez. II  18 dicembre 2013 n. 3958  

 

Il giudice non può subordinare la sospensione condizionale della pena, in difetto della costituzione di parte civile, all'adempimento dell'obbligo delle restituzioni di beni conseguiti per effetto del reato, perché queste, come il risarcimento, riguardano solo il danno civile e non anche il danno criminale, che si identifica con le conseguenze di tipo pubblicistico che ineriscono alla lesione o alla messa in pericolo del bene giuridico tutelato dalla norma penale e che assumono rilievo, a norma dell'art. 165 c.p., solo se i loro effetti non sono ancora cessati. (In applicazione del principio, la Corte, con riferimento ad una condanna per appropriazione indebita di denaro e documentazione contabile ed amministrativa, ha annullato la sentenza impugnata nella parte cui aveva subordinato la concessione del beneficio "alla restituzione dei documenti e delle somme di cui all'imputazione", oltre che in quella relativa "al risarcimento del danno"). Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 20/02/2013

Cassazione penale sez. II  18 dicembre 2013 n. 3958  

 

In tema di violazioni urbanistiche, il giudice può subordinare la sospensione condizionale della pena inflitta alla demolizione dell'opera eseguita, avendo tale ordine, alla stregua di quanto previsto dall'art. 165 c.p., la funzione di eliminare le conseguenze dannose del reato. Dichiara inammissibile, App. Palermo, 19/12/2012

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2013 n. 3685  

 

L'estinzione del reato a seguito della sospensione condizionale della pena non comporta l'estinzione degli effetti penali della condanna, diversi da quelli espressamente previsti, con la conseguenza che di questa deve tenersi conto, ai sensi dell'art. 165, comma 2, c.p., anche ai fini della necessità di subordinare la ulteriore concessione del beneficio all'adempimento di uno degli obblighi previsti dall'art. 165, comma 1, c.p. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Trapani, 08/11/2012)

Cassazione penale sez. V  26 novembre 2013 n. 3553  



 
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