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Art. 169 codice penale: Perdono giudiziale per i minori degli anni diciotto

Se, per il reato commesso dal minore degli anni diciotto, la legge stabilisce una pena restrittiva della libertà personale non superiore nel massimo a due anni ovvero una pena pecuniaria non superiore nel massimo a lire tre milioni (1), anche se congiunta a detta pena, il giudice può astenersi dal pronunciare il rinvio a giudizio, quando, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’articolo 133, presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati.

Qualora si proceda al giudizio, il giudice può, nella sentenza, per gli stessi motivi, astenersi dal pronunciare condanna.

Le disposizioni precedenti non si applicano nei casi preveduti dal n. 1 del primo capoverso dell’articolo 164.

Il perdono giudiziale non può essere concesso più di una volta (2).

La Corte costituzionale, con sentenza 5 luglio 1973, n. 108, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo articolo nella parte in cui non consente che possa estendersi il perdono giudiziale ad altri reati che si legano col vincolo della continuazione a quelli per i quali è stato concesso il beneficio.

(1) Importo ora stabilito dall’art. 19, R.D.L. 20 luglio 1934, n. 1404, nel testo modificato dall’art. 112, L. 24 novembre 1981, n. 689.

(2) La Corte costituzionale, con sentenza 7 luglio 1976, n. 154, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui esclude che possa concedersi un nuovo perdono giudiziale in caso di reato commesso anteriormente alla prima sentenza di perdono, e di pena che, cumulata con quella precedente, non superi i limiti di applicabilità del beneficio.


Giurisprudenza annotata

Perdono giudiziale

Ai fini della concessione del perdono giudiziale ovvero la sospensione condizionale della pena, il giudice di merito esercita un potere discrezionale senza che il criterio di scelta, dell'uno o dell'altro beneficio, possa essere suscettibile di scrutinio di legittimità. A tal fine, tuttavia, è necessario che tale scelta si riveli sorretta da una adeguata e congrua motivazione, scevra da vizi logici e che dia conto della ritenuta opportunità di rafforzare il progetto di ravvedimento dell'imputato grazie all'effetto deterrente indotto dal rischio di dover scontare la pena sospesa in caso di nuova condanna.

Cassazione penale sez. VI  31 ottobre 2013 n. 16017  

 

Il riconoscimento del beneficio del perdono giudiziale non costituisce oggetto di un diritto dell'imputato connesso a determinati presupposti ma è rimesso - al pari della sospensione condizionale della pena - al potere discrezionale del giudice, il quale ha l'unico obbligo di indicare adeguatamente le ragioni della propria scelta evidenziando, in considerazione della "ratio" e della finalità dell'istituto, anche uno solo dei criteri indicati dall'art. 133 c.p. od altri elementi di rilievo ai fini del giudizio valutativo dell'effetto positivo che in concreto può derivare dal beneficio prescelto. Ne deriva la legittimità della decisione con cui il giudice di merito, contestualmente al diniego del perdono giudiziale, conceda la sospensione condizionale della pena motivando congruamente in ordine alla preferenza accordata a quest'ultimo meno favorevole beneficio. (Rigetta, App. Sez. Min. Napoli, 18/10/2012)

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2013 n. 573

 

Il mancato (o tardivo) deposito del fascicolo di parte nel termine di cui all'art. 169 comma 2 c.p.c. comporta che la decisione deve essere assunta dal giudice prescindendo dai documenti contenuti nel fascicolo, ferma restando la possibilità della loro produzione nel giudizio di appello, trattandosi di documenti già prodotti in primo grado, senza che sia configurabile la nullità del procedimento o altra conseguenza pregiudizievole.

Tribunale Napoli  29 giugno 2013

 

Il perdono giudiziale, pur comportando un accertamento di responsabilità dell'imputato, non può valere come sentenza di condanna agli effetti della recidiva.

Cassazione penale sez. VI  28 settembre 2012 n. 41231

 

Non può essere concesso il perdono giudiziale a chi ha riportato precedenti condanne.

Corte appello Torino  24 settembre 2012 n. 35  

 

In tema di perdono giudiziale, qualora il minore infradiciottenne risponda, in un processo cumulativo, di più reati concorrenti, deve aversi riguardo, ai fini dell'applicabilità del beneficio, alle singole pene che devono essere inflitte in concreto per ciascun reato e non a quella irrogabile in concreto complessivamente a seguito della applicazione della continuazione. Rigetta, Gup Trib. min. Torino, 16/09/2010

Cassazione penale sez. IV  17 gennaio 2012 n. 6970  

 



 
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