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Art. 17 codice penale: Pene principali: specie

Le pene principali stabilite per i delitti sono: 1) la morte; 2) l’ergastolo; 3) la reclusione; 4) la multa.

Le pene principali stabilite per le contravvenzioni sono: 1) l’arresto; 2) l’ammenda.

La Corte costituzionale, sentenza 28 aprile 1994, n. 168, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non esclude l’applicazione della pena dell’ergastolo al minore imputabile.

 


Giurisprudenza annotata

Pene principali

Ai fini dell'operatività dell'art. 593, comma terzo, c.p.p. - per il quale sono inappellabili le sentenze di condanna alla sola pena dell'ammenda - il giudice di appello non deve limitarsi a fare riferimento alla denominazione attribuita alla pena nel dispositivo, ma deve innanzitutto verifica re la propria competenza in ordine alla norma incriminatrice cui è correlata la sanzione, procedendo ad una lettura congiunta degli art. 593 c.p.p. e 17 ss. c.p..

Cassazione penale sez. III  11 giugno 2014 n. 40531  

 

I provvedimenti che dispongono la riunione o la separazione dei processi, se non sono abnormi, sono normalmente inoppugnabili, anche perché la violazione degli art. 17, 18, 19 c.p.p. non determina invalidità, salvo quando risulti applicabile l'art. 178 lett. c) c.p.p., ove il giudice non abbia sentito alcuno degli interessati, con la conseguenza che non è impugnabile neppure il provvedimento di rigetto della richiesta di riunione, in quanto la mancata riunione non può incidere sulla decisione del merito essendo possibile sia l'acquisizione di prove in altro procedimento, sia l'escussione di persone imputate in procedimento connesso o collegato.

Corte appello L'Aquila  28 luglio 2011 n. 2867  

 

È manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 72 c.p. - in relazione agli art. 17 e 22 stesso codice - per contrasto con gli art. 27 comma 3 e 31 comma 2 cost., laddove si prevede l'irrogazione della pena dell'ergastolo a soggetti "quasi minorenni" (cioè di età compresa tra il diciottesimo ed il ventunesimo anno), atteso che il "giovane adulto" rientra comunque tra i soggetti i quali hanno raggiunto la maggiore età, che rappresenta il limite oltre il quale il soggetto consegue tutti i diritti e tutti i doveri e le responsabilità connesse con l'età adulta.

Cassazione penale sez. I  18 gennaio 2006 n. 7337  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 17, 18 e 24 (quest'ultimo come sostituito dall'art. 101 l. 24 novembre 1981 n. 689) c.p., nonché dell'art. 660 c.p.p. e dell'art. 102 l. n. 689 del 1981, in riferimento agli art. 3 e 27 comma 3 cost. È inoltre manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 108 l. n. 689 del 1981, in riferimento agli art. 3 e 27 comma 3 cost.

Corte Costituzionale  17 maggio 2001 n. 154  

 

È manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza, la q.l.c. degli art. 17 (Pene principali: specie), 18 (Denominazione e classificazione delle pene principali) e 24 (Multa) c.p., nei limiti in cui non escludono l'applicabilità della pena pecuniaria all'imputato minorenne, nonché dell'art. 660 (Esecuzione delle pene pecuniarie) c.p.p. e dell'art. 102 l. 24 novembre 1981 n. 689, nei limiti in cui non escludono l'applicabilità ai condannati minorenni della conversione della pena pecuniaria in pena diversa.

Corte Costituzionale  17 maggio 2001 n. 154  

 

È legittimamente disposta la sospensione dei termini della custodia cautelare per tutti gli imputati nell'ipotesi in cui la complessità del dibattimento derivi dalla riunione dei processi; ed invero la complessità del dibattimento ha natura obbiettiva ed unitaria che non consente il riconoscimento di posizioni individuali differenziate, nè cessa di essere tale quando derivi dall'esercizio da parte del giudice del potere discrezionale di cui all'art. 17 c.p.

Cassazione penale sez. II  16 marzo 2000 n. 1480  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 17 e 22 c.p. nella parte in cui non escludono la pena dell'ergastolo in presenza del vizio parziale di mente; spetta infatti al potere discrezionale del legislatore ordinario stabilire quali reati debbano essere puniti astrattamente con la pena dell'ergastolo.

Cassazione penale sez. I  18 gennaio 1996

 

È illegittima la previsione dell'ergastolo per gli infradiciottenni in quanto incompatibile con i principi espressi dall'art. 31 cost. che sono ispirati ad una speciale protezione per l'infanzia e la gioventù e favoriscono gli istituti necessari a tale scopo.

Corte Costituzionale  28 aprile 1994 n. 168  

 

Sono costituzionalmente illegittimi, per contrasto con l'art. 31 posto in relazione all'art. 27 comma 3 cost., gli art. 17 e 22 c.p., nella parte in cui non escludono l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile.

Corte Costituzionale  28 aprile 1994 n. 168  

 

Sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 17 e 22 c.p. nella parte in cui non escludono l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile in quanto l'obbligo di diversificare il più possibile il trattamento del minore dalla disciplina punitiva generale, imposto dall'art. 31 Cost., fa assumere all'art. 27 comma 3 Cost. un significato distinto da quello che è riferibile alla generalità dei soggetti quanto alla funzione rieducativa della pena.Va dichiarata l'illegittimità conseguenziale: a) dell'art. 69 comma 4 c.p., nella parte in cui prevede che nei confronti del minore imputabile sia applicabile la disposizione del comma 1 dello stesso art. 69 in caso di concorso tra la circostanza attenuante di cui all'art. 98 c.p. e una o più circostanze aggravanti che comportano la pena dell'ergastolo, nonché nella parte in cui prevede che nei confronti del minore stesso siano applicabili le disposizioni dei commi 1 e 2 del citato art. 69, in caso di concorso tra la circostanza attenuante di cui all'art. 98 e una o più circostanze aggravanti che accedono ad un reato per il quale è prevista la pena base dell'ergastolo; b) dell'art. 73 comma 2 c.p., nella parte in cui, in caso di concorso di più delitti commessi da minore imputabile, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, prevede la pena dell'ergastolo (la Corte ha precisato che resta affidato al giudice di determinare la pena sostitutiva da applicarsi in luogo dell'ergastolo, nel caso in cui si sia in presenza del concorso di più delitti, commessi dal minore, per ciascuno dei quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni).

Corte Costituzionale  28 aprile 1994 n. 168  

 

Non sono manifestamente infondate - in riferimento agli art. 3 e 27 cost. - le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 444 c.p.p., nelle parti in cui per imputati tossicodipendenti durante programmi di recupero, che non possono usufruire dei benefici di legge, non prevede istituti processuali, come quello contenuto nell'art. 28 d.P.R. n. 448 del 1988 che conferisce al giudice il potere di sospendere il processo al fine di valutare la personalità dell'imputato minore di età, nè prevede forme di sanzioni sostitutive alternative a quelle di cui all'art. 17 c.p.

Pretura Roma  28 novembre 1992

 



 
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