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Art. 171 codice penale: Morte del reo dopo la condanna

La morte del reo, avvenuta dopo la condanna, estingue la pena.


Giurisprudenza annotata

Morte del reo dopo la condanna

L'ordine di demolizione del manufatto abusivo, disposto con la sentenza di condanna per reato edilizio, non è estinto dalla morte del reo sopravvenuta alla irrevocabilità della sentenza, non avendo natura penale ma di sanzione amministrativa accessoria. Dichiara inammissibile, Trib. Napoli sez. dist. Afragola, 16/10/2009

Cassazione penale sez. III  18 gennaio 2011 n. 3861  

 

L'esclusione dell'applicazione delle misure di sicurezza in conseguenza dell'estinzione della pena postula che la pena stessa sia estinta nella sua totalità e non soltanto in parte. Rigetta, App. Milano, 01 dicembre 2008

Cassazione penale sez. I  24 novembre 2009 n. 1415  

 

L'esclusione dell'applicazione delle misure di sicurezza in conseguenza dell'estinzione della pena postula che la pena stessa sia estinta nella sua totalità e non soltanto in parte. (Fattispecie in tema di indulto relativo soltanto ad una parte della pena inflitta).

Cassazione penale sez. I  21 novembre 1994

 

In tema di applicazione dell'indulto, il condono parziale della pena irrogata non consente la revoca della misura di sicurezza già applicata, in quanto il disposto dell'art. 210 comma 2 c.p. si riferisce alle cause di estinzione totale della pena previste dagli artt. 171, 172, 173 e 174 c.p., tra le quali non rientra l'espiazione della stessa. (Nella specie l'imputato, condannato a 4 anni di reclusione di cui due già espiati e due condonati, sosteneva che, essendosi estinta la pena, doveva essere disposta "di diritto" la revoca della misura di sicurezza inflittagli).

Cassazione penale sez. I  19 giugno 1986

 

Data la perfetta analogia fra l'illecito amministrativo punito con la pena pecuniaria e l'illecito penale, consegue che la definizione in via breve del primo determina la irripetibilità delle somme pagate a tal fine, anche nel caso di insussistenza dell'illecito, così come la oblazione determina la irripetibilità delle somme pagate a tal fine, anche nel caso di insussistenza del reato. All'analogia tra i due illeciti e, quindi, ai rilevati effetti della analogia stessa non osta nè la circostanza normativa cui la legge espressamente attribuisce carattere "civile" alla oblazione avente per oggetto il pagamento della pena pecuniaria, nè la circostanza interpretativa che, secondo la giurisprudenza, la obbligazione di pagare la pena pecuniaria è trasmissibile agli eredi del trasgressore. Il legislatore, pur avendo inquadrato nelle obbligazioni a titolo di pena quella avente per oggetto la somma dovuta per la pena pecuniaria, ha tuttavia avvertito la necessità di ricordare all'interprete che quella obbligazione è civile perché non è convertibile in pena restrittiva della libertà personale; e se dalla giurisprudenza è stata dichiarata la trasmissibilità di tale obbligazione ciò ovviamente è stato fatto considerando che, mancando un reato e mancando un reo, era inapplicabile la disposizione contenuta nell'art. 171 c.p., in virtù della quale la morte del reo dopo la condanna estingue la pena.

Cassazione civile sez. I  24 aprile 1979 n. 2319  



 
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