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Art. 172 codice penale: Estinzione delle pene della reclusione e della multa per decorso del tempo

La pena della reclusione si estingue col decorso di un tempo pari al doppio della pena inflitta e, in ogni caso, non superiore a trenta e non inferiore a dieci anni.

La pena della multa si estingue nel termine di dieci anni.

Quando, congiuntamente alla pena della reclusione, è inflitta la pena della multa, per l’estinzione dell’una e dell’altra pena si ha riguardo soltanto al decorso del tempo stabilito per la reclusione.

Il termine decorre dal giorno in cui la condanna è divenuta irrevocabile, ovvero dal giorno in cui il condannato si è sottratto volontariamente alla esecuzione già iniziata della pena.

Se l’esecuzione della pena è subordinata alla scadenza di un termine o al verificarsi di una condizione, il tempo necessario per la estinzione della pena decorre dal giorno in cui il termine è scaduto o la condizione si è verificata.

Nel caso di concorso di reati si ha riguardo, per l’estinzione della pena, a ciascuno di essi, anche se le pene sono state inflitte con la medesima sentenza.

L’estinzione delle pene non ha luogo, se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, o di delinquenti abituali, professionali o per tendenza; ovvero se il condannato, durante il tempo necessario per l’estinzione della pena, riporta una condanna alla reclusione per un delitto della stessa indole.


Giurisprudenza annotata

Estinzione delle pene

Nel caso in cui l'esecuzione della pena sia subordinata alla revoca dell'indulto, il termine di prescrizione della pena decorre dalla data d'irrevocabilità della sentenza di condanna, quale presupposto della revoca del beneficio. (Annulla con rinvio, Trib. Milano, 24/09/2012 )

Cassazione penale sez. un.  30 ottobre 2014 n. 2  

 

In tema di estinzione della pena, per individuare la nozione di "reati della stessa indole", rilevante ai fini della configurabilità della causa ostativa alla vicenda estintiva per decorso del tempo prevista dall'art. 172, ultimo comma, c.p., deve farsi riferimento all'art. 101 c.p., secondo cui ricorre il requisito di identità di indole, non solo nell'ipotesi di reati che violano la stessa disposizione di legge, ma anche quando le diverse fattispecie di illecito penale presentano profili di omogeneità sul piano oggettivo, in relazione al bene tutelato ed alle modalità esecutive, ovvero sul piano soggettivo, in relazione ai motivi a delinquere che hanno avuto efficacia causale nella decisione criminosa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva ravvisato identità di indole tra il reato di ricettazione e quello di cessione di stupefacenti, commessi in medesimo contesto temporale, in quanto connotati dalla identica finalità di profitto). (Rigetta, Trib. Torino, 11/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  17 settembre 2014 n. 44255

 

In tema di estinzione della pena per decorso del tempo, il "dies a quo", ai sensi dell'art. 172, comma 4, c.p., si individua nel giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile o in quello in cui il condannato si è volontariamente sottratto alla sua esecuzione, se già iniziata, mentre le cause di sospensione di tale termine, di cui al comma quinto del predetto art. 172, sono esclusivamente quelle riferite alla sentenza di condanna e non invece quelle riferibili all'attività posta in essere dagli organi deputati all'esecuzione. (Fattispecie in tema di estinzione della pena rilevata nell'ambito di un procedimento di estradizione). (Annulla senza rinvio, App. Bologna, 28/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  29 aprile 2014 n. 21627  

 

Quando la prescrizione della pena debba decorrere, ai sensi dell'art. 172, comma 5, c.p., dal verificarsi di una condizione cui l'esecuzione della pena sia subordinata e tale condizione sia costituita dalla revoca di un beneficio, il "dies a quo" della decorrenza coincide con quello in cui assume carattere di definitività il provvedimento che dispone la revoca e non con quello in cui è stato posto in essere il fatto che l'ha determinata.

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2013 n. 11928  

 

La causa ostativa all'estinzione della pena costituita dal fatto che, durante il tempo necessario per tale estinzione, il condannato riporti condanna alla reclusione per un delitto della stessa indole (art. 172, ultimo comma, seconda parte, c.p.), non opera quando il delitto per il quale è stata pronunciata detta condanna sia stato commesso prima che il corso del termine avesse inizio.

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2013 n. 11928  

 

Ai fini dell'operatività del disposto di cui all'art. 172, comma 7, c.p., che esclude l'estinguibilità della pena per decorso del tempo nel caso di recidiva qualificata, non è richiesto che la recidiva sia stata dichiarata in relazione a condanne intervenute prima di quella con la quale è stata inflitta la pena della cui estinzione si tratta, essendo invece sufficiente che la declaratoria sia intervenuta prima della scadenza del termine entro il quale l'estinzione si sarebbe maturata.

Cassazione penale sez. I  03 ottobre 2013 n. 44612  

 

La recidiva qualificata, ritenuta in relazione ad un reato per il quale è intervenuta successivamente la dichiarazione di estinzione di "ogni effetto penale", è inidonea ad integrare la causa impeditiva della estinzione della pena per decorso del tempo, prevista dall'art. 172 c.p., ostandovi il disposto dell'art. 106 comma 2 c.p., secondo cui, agli effetti della recidiva, si tiene conto delle condanne per le quali è intervenuta una causa di estinzione del reato o della pena, salvo, appunto, che la causa estingua anche gli effetti penali. Annulla con rinvio, Trib. Genova, 12/07/2012

Cassazione penale sez. I  27 giugno 2013 n. 40029  

 

L'analogia tra ordine di demolizione e confisca non è sostenibile attesa la diversa natura dell'ordine di demolizione (sanzione amministrativa) rispetto alla confisca (sanzione penale): ne deriva l'inapplicabilità in via analogica della causa di estinzione della pena prevista dall'art. 172 c.p. all'ordine di demolizione del manufatto abusivo, in quanto essa non ha natura di sanzione penale ma di sanzione amministrativa accessoria attribuita, in via eccezionale, alla concorrente competenza dell'a.g. Riforma App. Napoli, 15 giugno 2012

Cassazione penale sez. III  22 maggio 2013 n. 1805  

 

La recidiva non è un mero "status" soggettivo desumibile dal certificato penale ovvero dal contenuto dei provvedimenti di condanna emessi nei confronti di una persona, sicché, per produrre effetti penali, deve essere ritenuta dal giudice del processo di cognizione dopo una sua regolare contestazione in tale sede. Ne consegue che, in tema di estinzione della pena per decorso del tempo, non è consentito al giudice dell'esecuzione, ai fini dell'applicazione dell'art. 172 comma 7 c.p., desumere la recidiva dall'esame dei precedenti penali, in mancanza di un accertamento in sede di cognizione. Rigetta, Trib. Bolzano, 17/05/2012

Cassazione penale sez. I  19 febbraio 2013 n. 13398  

 

Per essere ostativa all'estinzione della pena per decorso del tempo, a norma dell'art. 172, ultimo comma, ultima parte, c.p., la condanna riportata nel corso del periodo di prescrizione deve riferirsi ad un reato commesso successivamente all'inizio del termine della prescrizione medesima. Rigetta, Trib. Roma, 31 gennaio 2012

Cassazione penale sez. I  24 ottobre 2012 n. 46691  

 

La causa di estinzione della pena prevista dall'art. 172 c.p. non può essere applicata analogicamente all'ordine di demolizione del manufatto abusivo, in quanto la demolizione non ha natura di sanzione penale ma di sanzione amministrativa accessoria attribuita, in via eccezionale, alla concorrente competenza dell'A.G. (In motivazione la Corte ha precisato che, in ogni caso, mancherebbe il presupposto della eadem ratio, posto che il decorso del tempo potrebbe far venir meno l'interesse dello Stato alla punizione, ma non quello di eliminare dal territorio un manufatto abusivo)

Cassazione penale sez. III  03 dicembre 2009 n. 3918  

 

Per "reati della stessa indole" a norma dell'art. 101 c.p. devono intendersi non soltanto quelli che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni. (Fattispecie relativa ad estinzione della pena per decorso del tempo a norma dell'art. 172 c.p.). Rigetta, Ass.App. Palermo, 30/03/2009

Cassazione penale sez. I  27 ottobre 2009 n. 46138  



 
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