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Art. 173 codice penale: Estinzione delle pene dell’arresto e dell’ammenda per decorso del tempo

Le pene dell’arresto e dell’ammenda si estinguono nel termine di cinque anni. Tale termine è raddoppiato se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, ovvero di delinquenti abituali, professionali o per tendenza.

Se, congiuntamente alla pena dell’arresto, è inflitta la pena dell’ammenda, per l’estinzione dell’una e dell’altra pena si ha riguardo soltanto al decorso del termine stabilito per l’arresto.

Per la decorrenza del termine si applicano le disposizioni del terzo, quarto e quinto capoverso dell’articolo precedente.


Giurisprudenza annotata

Estinzione delle pene

In considerazione della sua natura giuridica di sanzione amministrativa, l’ordine di demolizione di cui all’art. 31 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 non è soggetto al regime di prescrizione ex art. 173 c.p. prevista per le sanzioni di tipo penale.

Cassazione penale sez. III  18 aprile 2012 n. 21926  

 

L'ordine di demolizione del manufatto abusivo non è soggetto né alla prescrizione stabilita dall'art. 173 c.p. per le sanzioni penali, in quanto sanzione amministrativa, né alla prescrizione stabilita dall'art. 28 l. n. 689 del 1981 riguardante, infatti, unicamente le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva.

Cassazione penale sez. III  18 aprile 2012 n. 21926  

 

In tema di reati edilizi, l'ordine di demolizione del manufatto abusivo non è soggetto né alla prescrizione stabilita dall'art. 173 c.p. per le sanzioni penali, in quanto sanzione amministrativa, né alla prescrizione stabilita dall'art. 28 l. n. 689 del 1981 riguardante, infatti, unicamente le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva.

Cassazione penale sez. III  14 aprile 2011 n. 19742  

 

L'ordine di demolizione del manufatto abusivo, impartito dal giudice ex art. 7 l. 28 febbraio 1985, n. 47 con la sentenza di condanna per il reato di costruzione abusiva, non si estingue per il decorso del tempo ex art. 173 c.p., atteso che quest'ultima disposizione si riferisce alle sole pene principali.

Cassazione penale sez. III  30 aprile 2003 n. 39705  

 

La conversione della pena pecuniaria per insolvibilità del condannato, anche se poi non concretamente eseguita, costituisce un vero e proprio atto di esecuzione impeditivo della estinzione della pena per prescrizione.

Cassazione penale sez. III  19 gennaio 2001 n. 11464  

 

Ai fini dell'estinzione della pena per decorso del tempo (artt. 172 e 173 c.p.), non ha alcuna rilevanza l'esistenza in atti di un verbale di vane ricerche, ricollegandosi l'estinzione della pena, in base alle citate disposizioni di legge, al semplice fatto del decorso, appunto, del tempo (misurato dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna), salve le ipotesi di diversa decorrenza previste nell'art. 172 c.p., e non all'eventuale inerzia degli organi esecutivi.

Cassazione penale sez. I  16 dicembre 1992

 

In tema di applicazione dell'indulto, il condono parziale della pena irrogata non consente la revoca della misura di sicurezza già applicata, in quanto il disposto dell'art. 210 comma 2 c.p. si riferisce alle cause di estinzione totale della pena previste dagli artt. 171, 172, 173 e 174 c.p., tra le quali non rientra l'espiazione della stessa. (Nella specie l'imputato, condannato a 4 anni di reclusione di cui due già espiati e due condonati, sosteneva che, essendosi estinta la pena, doveva essere disposta "di diritto" la revoca della misura di sicurezza inflittagli).

Cassazione penale sez. I  19 giugno 1986



 
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