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Art. 179 codice penale: Condizioni per la riabilitazione

La riabilitazione è conceduta quando siano decorsi tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta, e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

Il termine è di almeno 8 anni se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99.

Il termine è di dieci anni se si tratta di delinquenti abituali, professionali o per tendenza e decorre dal giorno in cui sia stato revocato l’ordine di assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro.

Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163, primo, secondo e terzo comma, il termine di cui al primo comma decorre dallo stesso momento dal quale decorre il termine di sospensione della pena.

Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi del quarto comma dell’articolo 163, la riabilitazione è concessa allo scadere del termine di un anno di cui al medesimo quarto comma, purché sussistano le altre condizioni previste dal presente articolo.

La riabilitazione non può essere conceduta quando il condannato: 1) sia stato sottoposto a misura di sicurezza, tranne che si tratti di espulsione dello straniero dallo Stato ovvero di confisca, e il provvedimento non sia stato revocato; 2) non abbia adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che dimostri di trovarsi nella impossibilità di adempierle.


Giurisprudenza annotata

Condizioni per la riabilitazione

In tema di riabilitazione, l'adempimento dell'obbligazione risarcitoria, o comunque l'attivarsi del condannato al fine di eliminare tutte le conseguenze di ordine civile derivanti dal reato, costituisce condizione imprescindibile per la concessione del beneficio anche quando sia mancata nel processo la costituzione di parte civile e non vi sia stata alcuna pronuncia in ordine alle obbligazioni civili conseguenti al reato. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che aveva concesso la riabilitazione all'imputato senza che ricorresse la prova dell'adempimento degli oneri contributivi, il cui precedente omesso pagamento aveva integrato il reato per il quale era stata chiesta l'applicazione del beneficio). (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Firenze, 07/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  07 novembre 2014 n. 49446  

 

In tema di riabilitazione, nel caso in cui il risarcimento alla parti lese non sia concretamente possibile, la funzione riparatoria può essere espletata con dazioni alternative che prendano il posto del risarcimento in senso tecnico (nella specie, relativa ad una condanna per abuso di ufficio per aver impedito ad una lista elettorale l'uso della piazza per tenere un comizio; non esistendo più la lista politica che era parte lesa, il ricorrente aveva elargito contributi e versamenti a favore di un'associazione culturale ed al partito, che poteva essere considerato erede politico della prima lista).

Cassazione penale sez. I  09 ottobre 2014 n. 46106

 

Ai fini della concessione del beneficio della riabilitazione, l'attivazione da parte del condannato per l'adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato non deve essere valutata solo alla stregua delle regole proprie del codice civile, ma anche quale onere imposto al condannato in funzione del valore dimostrativo dell'emenda, e della condotta successiva alla condanna. (Fattispecie in cui la suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva respinto la domanda di riabilitazione, valutando quale sintomo negativo dell'emenda l'assoluta indisponibilità del condannato a qualsiasi iniziativa concreta, anche di tipo simbolico, a favore delle persone offese o danneggiate dal reato, neppure nei limiti compatibili con le proprie possibilità economiche). (Conf. non mass. N. 45044/14). (Rigetta, Trib.sorv. Palermo, 26/09/2013 )

Cassazione penale sez. I  11 luglio 2014 n. 45045  

 

In tema di riabilitazione, il provvedimento che concede il beneficio ha natura costitutiva, con la conseguenza che la valutazione sulla sussistenza del presupposto della buona condotta si estende dal momento della esecuzione o estinzione della pena principale sino a quello della decisione, ferma restando l'autonomia valutativa del tribunale di sorveglianza in ipotesi di fatto oggetto di decisione non definitiva. (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Firenze, 23/05/2013 )

Cassazione penale sez. I  04 aprile 2014 n. 42066  

 

In tema di richiesta di riabilitazione, anche in relazione ad una sentenza di patteggiamento, il giudice è tenuto ad accertare se il condannato che richiede il beneficio si sia in qualche modo attivato al fine di eliminare le conseguenze civilistiche derivate dalla sua condotta criminosa ovvero quali siano le ragioni per le quali il medesimo sia stato nella impossibilità di adempire le obbligazioni civili nascenti dal reato ascrittogli. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che si era genericamente limitata a riferire che "non ricorrevano le condizioni ostative di cui all'art. 179, comma 6, numeri 1 e 2 c.p."). (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Firenze, 30/04/2013 )

Cassazione penale sez. I  09 gennaio 2014 n. 4004  

 

L'ordinanza di remissione del debito è prova dell'impossibilità di assolvere le obbligazioni civili nascenti da reato ed è quindi motivo per ritenere insussistente la condizione ostativa di cui all'art. 179, n. 2, c.p., in caso di mancato risarcimento del danno.

Cassazione penale sez. I  08 gennaio 2014 n. 4763  

 

La dimostrazione di fatti o circostanze favorevoli alla parte privata dichiarante non può essere fornita in sede processuale mediante autocertificazione. (Fattispecie in materia di prova della sussistenza delle condizioni per la riabilitazione) .

Cassazione penale sez. I  20 novembre 2013 n. 47889  

 

Il termine triennale per la concessione della riabilitazione decorre, in caso di condanna a pena condonata, dalla data di irrevocabilità della sentenza che ha applicato l'indulto. (Fattispecie in cui la S.C. ha annullato la decisione del tribunale di sorveglianza, che aveva fatto decorrere il predetto termine dalla data in cui, per errore, era stato effettuato il pagamento della multa ormai estinta dopo il passaggio in giudicato della sentenza). Annulla con rinvio, Trib.sorv. Bari, 24/01/2013

Cassazione penale sez. I  30 ottobre 2013 n. 47465  

 

In tema di condizioni per la riabilitazione, l'impossibilità di adempiere le obbligazioni civili derivanti dal reato non va intesa in senso restrittivo (cioè solo economico), ma comprende situazioni di fatto che impediscono l'adempimento (nella specie, la Corte ha cassato l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di riabilitazione avanzata da un uomo condannato per ingiurie e minacce nei confronti della madre, atteso che i giudici del merito avevano trascurato di valutare la pratica impossibilità dell'adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato, in relazione alla intervenuta riconciliazione con la vittima).

Cassazione penale sez. I  18 dicembre 2012 n. 817  

 

In tema di riabilitazione, atteso che l'impossibilità di adempiere le obbligazioni civili derivanti dal reato non costituisce ostacolo alla concessione della causa estintiva in presenza di situazioni di fatto che impediscano l'adempimento, il giudice, nel rigettare l'istanza, deve indicare in che modo il reato abbia determinato l'insorgenza di obbligazioni civili e se siano state individuate o siano comunque individuabili persone danneggiate dalla condotta sanzionata penalmente. Annulla con rinvio, Trib.sorv. L'Aquila, 14/12/2010

Cassazione penale sez. I  18 dicembre 2012 n. 5707  

 

Come risulta dalla giurisprudenza amministrativa, la semplice condanna penale non è sufficiente a giustificare il rifiuto del permesso di soggiorno nell'ipotesi di successiva riabilitazione, che esclude la concreta pericolosità dell'interessato; infatti, la riabilitazione, ai sensi dell'art. 179 c.p., estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, tra i quali rientra anche l'effetto ostativo al rilascio del permesso di soggiorno dall'art. 4 comma 3, d.lg. n. 286 del 1998.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. IV  05 dicembre 2012 n. 2926  



 
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