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Art. 185 codice penale: Restituzioni e risarcimento del danno

Ogni reato obbliga alle restituzioni, a norma delle leggi civili.

Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui.


Giurisprudenza annotata

Restituzioni e risarcimento

L'onore e la reputazione costituiscono diritti inviolabili della persona, la cui lesione fa sorgere in capo all'offeso il diritto al risarcimento del danno, a prescindere dalla circostanza che il fatto lesivo integri o meno un reato, sicché ai fini risarcitori è del tutto irrilevante che il fatto sia stato commesso con dolo o con colpa. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 23/12/2011

Cassazione civile sez. III  02 dicembre 2014 n. 25423  

 

La circostanza attenuante dell'attivo ravvedimento di cui all'art. 62 comma 1, seconda parte, c.p., si riferisce non già ad un atto di risarcimento patrimoniale parziale, ma all'elisione o all'attenuazione di quelle conseguenze del reato che non consistano in un danno patrimoniale o in un danno non patrimoniale, ma economicamente risarcibile, ai sensi dell'art. 185 c.p.. Tale interpretazione della norma è l'unica riconoscibile, perché diversamente verrebbero prese in considerazione condotte tra loro incompatibili -risarcimento parziale e risarcimento integrale- che comporterebbero il medesimo effetto (esclusa, nella specie, l'applicabilità dell'attenuante nei confronti degli imputati correi di una rapina aggravata con l'uso di armi che avevano pagato una somma pari ad € 300,00 a ciascuna delle persone offese).

Cassazione penale sez. II  03 ottobre 2014 n. 1748  

 

In caso di costituzione di parte civile in un processo penale (nella specie, per truffa), poi definito per prescrizione del reato, nel successivo giudizio promosso in sede civile per la ripetizione di indebito, la pregressa costituzione ha valore interruttivo della prescrizione in quanto, ai sensi dell'art. 185 cod., pen. ogni reato obbliga, oltre che al risarcimento, alle restituzioni, sicché l'esperimento della azione civile nel processo penale è di per sé idonea ad identificare il "petitum" della domanda,senza che occorrano ulteriori enunciazioni formali rispetto a quella del legame eziologico che collega la pretesa stessa al fatto-reato. Cassa con rinvio, App. Roma, 14/04/2009

Cassazione civile sez. III  29 luglio 2014 n. 17226  

 

Sebbene il d.lg. n.152/2006 attribuisca allo Stato la legittimazione all'azione civile in sede penale in caso di danno all'ambiente, gli Enti territoriali possono agire per il risarcimento dei danni ulteriori e diversi derivanti comunque dal fatto produttivo del danno ambientale. Tali danni possono essere sia di natura patrimoniale sia di natura non patrimoniale, trovando applicazione in alternativa l'art. 185 c.p. o l'art. 2059 c.c.

Cassazione penale sez. IV  27 maggio 2014 n. 24619  

 

Dal quadro ridisegnato nel recente passato emerge che al risarcimento del danno patrimoniale, sempre ancorato al paradigma dell'art. 2043 c.c., si accompagna il risarcimento del danno non patrimoniale, che trova tutela più ampia ed articolata nell'art. 2059 c.c., il quale non va restrittivamente interpretato ed applicato in via esclusiva ai casi tradizionali del danno morale soggettivo (art. 185 c.p.), ma deve assicurare la riparazione delle ipotesi legali espresse di danno non patrimoniale risarcibile e delle lesioni che, incidendo sui valori della persona costituzionalmente garantiti, non possono non costituire figure di danno risarcibile, a prescindere da risvolti penalistici, non più condizionati. Dalla nuova sistemazione deriva che il danno non patrimoniale è categoria ampia, nella quale trovano collocazione tutte le ipotesi di lesione di valori inerenti alla persona, ovvero sia il danno morale soggettivo (concretantesi nella perturbatio dell'animo della vittima), sia il danno biologico in senso stretto (o danno all'integrità fisica e psichica, coperto dalla garanzia dell'art. 32 Cost.), sia il c.d. danno esistenziale (o danno conseguente alla lesione di altri beni non patrimoniali di rango costituzionale). Il danno esistenziale consiste, pertanto, nei riflessi esistenziali negativi (perdita di compiacimento o di benessere per il danneggiato) che ogni violazione di un diritto della personalità produce. A differenza del danno biologico, tale voce di danno sussiste indipendentemente da una patologia (lesione fisica o psichica) suscettibile di accertamento e valutazione medico-legale; diversamente dal danno patrimoniale, prescinde da una diminuzione della capacità reddituale; rispetto al danno morale, inteso come turbamento dello stato d'animo della vittima, non consiste in una sofferenza od in un dolore, ma in un peggioramento della qualità di vita derivante dalla lesione del valore costituzionale “uomo”.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  07 febbraio 2014 n. 1549

 

Gli obblighi risarcitori e le restituzioni non integrano il danno "criminale", da intendersi come le conseguenze che ineriscono alla lesione o alla messa in pericolo del bene giuridico tutelato dalla norma penale violata, ma sono invece attinenti al danno 'civilistico', ossia al danno che si arreca, tramite la commissione del reato, alle singole persone offese e del quale può essere chiesto il risarcimento e/o la restituzione, nel processo penale attraverso la costituzione della parte civile ex art. 185 c.p., artt. 74 - 538 - 578 c.p.p.. In quanto tali, gli obblighi risarcitori e le restituzioni possono condizionare l'applicazione del beneficio della sospensione condizionale della pena nei soli limiti in cui la persona offesa abbia esercitato l'azione civile nel processo penale.

Cassazione penale sez. II  18 dicembre 2013 n. 3958  

 

Sulla base di una lettura costituzionalmente orientate dell'art. 2059 c.c., il danno non patrimoniale, ivi compreso il danno morale soggettivo, è sempre risarcibile, anche a prescindere dal limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 c.p. (dunque, anche in assenza di un'ipotesi di reato), allorché si sia in presenza di una ingiusta lesione di un interesse inerente alla persona, costituzionalmente garantito.

T.A.R. Trieste (Friuli-Venezia Giulia) sez. I  01 agosto 2013 n. 412  



 
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