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Art. 186 codice penale: Riparazione del danno mediante pubblicazione della sentenza di condanna

Oltre quanto prescritto nell’articolo precedente e in altre disposizioni di legge, ogni reato obbliga il colpevole alla pubblicazione, a sue spese, della sentenza di condanna, qualora la pubblicazione costituisca un mezzo per riparare il danno non patrimoniale cagionato dal reato.


Giurisprudenza annotata

Riparazione del danno

In tema di patteggiamento, l'illegittimità della subordinazione della sospensione condizionale della pena alla pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 186 c.p., conseguente alla violazione della preclusione per il giudice che pronuncia sentenza ex art. 444 c.p.p. di adottare statuizioni implicanti una decisione sul rapporto civile o inerenti al titolo risarcitorio, può essere dedotta solo nel giudizio di cognizione, per mezzo della impugnazione della sentenza viziata, ma non anche in sede di esecuzione, ostando in tale ultimo caso l'intangibilità del giudicato. (Rigetta, Trib. Foggia, 14/05/2013 )

Cassazione penale sez. I  22 gennaio 2014 n. 17662  

 

La pubblicazione della sentenza di condanna ex art. 186 c.p. non è soggetta alla disciplina della prescrizione, giacché la stessa non è una pena accessoria ma una sanzione civile volta a risarcire il danno non patrimoniale cagionato dal reato.

Cassazione penale sez. II  24 febbraio 2011 n. 9058  

 

La sospensione condizionale della pena non può avere ad oggetto la pubblicazione della sentenza penale (art. 186 c.p.), atteso che quest'ultima non è una pena accessoria ma un mezzo di risarcimento del danno non patrimoniale in favore della parte civile che l'ha subito.

Cassazione penale sez. V  30 maggio 2001 n. 31680  

 

La sospensione condizionale della pena non può avere ad oggetto la pubblicazione della sentenza penale (art. 186 c.p.), atteso che quest'ultima non èuna pena accessoria ma un mezzo di risarcimento del danno non patrimoniale in favore della parte civile che l'ha subito.

Cassazione penale sez. V  30 maggio 2001 n. 31680  

 

La pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 186 c.p. ha natura di sanzione civile che può disporsi a carico del colpevole qualora essa costituisca un mezzo per riparare il danno, diversamente dalla pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 19 c.p. che ha la natura di pena accessoria. Trattasi, pertanto, di istituto ontologicamente appartenente al processo civile, dal quale mutua la sua disciplina, pur quando l'azione civile venga proposta nel processo penale. Ne consegue che la pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 186 citato non può essere disposta d'ufficio in mancanza della domanda della parte istante. (Nella specie la Corte ha annullato sul punto la pronuncia dei giudici di merito che avevano ordinato la pubblicazione della sentenza senza che la parte civile ne avesse fatto domanda, in ipotesi, tra l'altro, in cui il procedimento riguardava il reato di violazione degli obblighi di assistenza militare - ex art. 570 comma 2 - ritenuta non suscettiva di danni non patrimoniali, escludendo, tra l'altro, la reciproca soccombenza e la legittimità, totale o parziale, della compensazione delle spese).

Cassazione penale sez. VI  15 giugno 1998 n. 7917  

 

La pubblicazione della sentenza di condanna è prevista dall'art. 186 c.p. (indifferentemente da quanto previsto da leggi speciali) non come una pena accessoria, ma, nell'ambito e ai fini dell'azione civile, come un mezzo di risarcimento alla parte civile del danno non patrimoniale subito. Pertanto, detta misura può essere applicata solo se vi sia un'immediata correlazione tra il danno non patrimoniale subito dalla parte civile e la pubblicazione della sentenza con cui il colpevole del reato che ha cagionato tale danno viene condannato, nel senso che la pubblicità data alla condanna del reo abbia in sè, nel caso concreto, la capacità di porsi come mezzo per riparare quel danno.

Cassazione penale sez. un.  21 aprile 1989

 

Le r.s.a. non sono legittimate a costituirsi parte civile nel processo penale per lesioni colpose a seguito d'infortunio sul lavoro o per contravvenzione alle norme antinfortunistiche. Nella specie è stata ritenuta inammissibile la costituzione del consiglio di fabbrica. A norma dell'art. 186 c.p., è ammissibile la pubblicazione della sentenza di condanna come mezzo di risarcimento del danno non patrimoniale a favore della parte civile, a condizione che sussista una diretta e immediata correlazione tra il danno non patrimoniale subito dalla parte civile e la pubblicazione della sentenza.

Cassazione penale sez. un.  21 aprile 1989

 

La pubblicazione della sentenza di condanna è prevista dall'art. 186 c.p. (indipendentemente da quanto previsto da leggi speciali) non come una pena accessoria, ma, nell'ambito e ai fini dell'azione civile, come un mezzo di risarcimento alla parte civile del danno non patrimoniale subito. Pertanto la detta misura può essere applicata solo se vi sia una immediata correlazione tra il danno non patrimoniale subito dalla parte civile e la pubblicazione della sentenza con cui il colpevole del reato che ha cagionato tale danno viene condannato, nel senso che la pubblicità data alla condanna del reo abbia in sè, nel caso concreto, la capacità di porsi come mezzo per riparare quel danno.

Cassazione penale sez. un.  21 maggio 1988

 

Integra gli estremi del reato di "assunzione non per il tramite degli uffici di collocamento" il comportamento del datore di lavoro, che sottopone a visite mediche e colloqui aspiranti avviati senza nulla osta dall'ufficio di collocamento con riserva di regolarizzare successivamente l'assunzione per i prescelti mediante la richiesta del nulla osta. Il sindacato, titolare del diritto soggettivo alla costituzione delle commissioni per il collocamento, è anche titolare di un interesse "proprio" e "collettivo" al corretto funzionamento dei meccanismi del collocamento. Quando tale interesse venga leso da una violazione generalizzata dei principi che presiedono all'avviamento numerico, gli art. 2043 c.c. e 185 c.p. consentono al sindacato la costituzione di parte civile nel procedimento penale instaurato a carico dei responsabili di tale violazione per il risarcimento del danno ingiusto cagionato al sindacato stesso. Il danno subito dal sindacato non è di natura patrimoniale ed è risarcibile con la pubblicazione della sentenza, ex art. 186 c.p. e 38 ultimo comma, stat.lav.

Pretura Desio  23 ottobre 1981



 
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