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Art. 187 codice penale: Indivisibilità e solidarietà nelle obbligazioni “ex delicto”

L’obbligo alle restituzioni e alla pubblicazione della sentenza penale di condanna è indivisibile.

I condannati per uno stesso reato sono obbligati in solido al risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale.


Giurisprudenza annotata

Danni

L'unicità del fatto dannoso richiesta dall'art. 2055 c.c. ai fini della configurabilità della responsabilità solidale degli autori dell'illecito va intesa in senso non assoluto, ma relativo, sicché ricorre tale responsabilità, volta a rafforzare la garanzia del danneggiato e non ad alleviare la responsabilità degli autori dell'illecito, pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni o omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti, e anche diversi, sempre che le singole azioni o omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione del danno, a nulla rilevando, a differenza di quanto accade nel campo penalistico, l'assenza di un collegamento psicologico tra le stesse. Deve infatti escludersi, a norma dell'art. 41, comma 2, c.p., l'imputabilità del fatto dannoso a taluno degli autori delle condotte illecite esclusivamente nel caso in cui a uno solo degli antecedenti causali debba essere riconosciuta efficienza determinante ed assorbente, tale da escludere il legame eziologico tra l'evento dannoso e gli altri fatti, relegati al rango di mere occasioni, mentre non contrasta con tale principio la disposizione dell'art. 187, capoverso, c.p., la quale, statuendo per i condannati per uno stesso reato l'obbligo in solido al risarcimento del danno, non esclude ipotesi diverse di responsabilità solidale di soggetti che non siano colpiti da alcuna condanna o siano colpiti da condanna per reati diversi o siano taluni colpiti da condanna e altri no. (Nella specie la S.C. ha confermato sul punto la sentenza impugnata, evidenziando che la posizione del ricorrente non era quella dell'imputato assolto ai sensi dell'art. 152 c.p.p. vecchio testo - cui corrisponde l'art. 129 c.p.p. vigente - bensì quella del responsabile del fatto-reato astrattamente considerato, benché beneficiario di una declaratoria di estinzione del medesimo, per amnistia).

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2010 n. 6041  

 

La previsione di cui all'art. 187, comma 2, c.p. - disponendo che i condannati per uno stesso reato sono obbligati in solido al risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale - impone la solidarietà nel caso di condanna di più soggetti per uno stesso reato ma non la esclude quando più condotte, sia pure a titolo diverso, abbiano concorso a cagionare un unico evento dannoso, con la conseguenza che tale solidarietà deve affermarsi nel caso in cui il danno della parte civile sia dovuto alla pubblicazione di un articolo diffamatorio ascrivibile all'attività del giornalista ed a quella del direttore del giornale che ha omesso il controllo dovuto.

Cassazione penale sez. V  18 gennaio 2007 n. 18656  

 

In tema di responsabilità civile derivante da reato, laddove sia unico il fatto-reato che ha prodotto il danno si applica il principio di cui all'art. 187, comma 2, c.p. che impone la solidarietà nei confronti dei soggetti condannati, mentre laddove il fatto che produca danno sia unico e ne rispondano più persone, anche se per titoli di reato diversi, la solidarietà per gli obblighi civili scaturisce comunque dal più generale principio di cui all'art. 2055 c.c., ove si prevede che se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Da ciò conseguendo che correttamente viene pronunciata condanna solidale al risarcimento dei danni nei confronti del giornalista autore dell'articolo, condannato per il reato di diffamazione a mezzo stampa, e nei confronti del direttore responsabile del giornale che ha consentito che l'articolo venisse pubblicato, condannato per il reato di cui all'art. 57 c.p., giacché in tale evenienza la solidarietà si giustifica, in forza del richiamato art. 2055 c.c., perché alla pubblicazione dell'articolo - fatto unico produttivo di danno - hanno concorso le condotte - commissive e omissive - di due diversi soggetti, pur condannati per titoli diversi di reato.

Cassazione penale sez. V  18 gennaio 2007 n. 18656  

 

In tema di responsabilità extracontrattuale, ricorre la responsabilità solidale dei danneggianti allorquando il fatto dannoso sia imputabile a più persone, che abbiano concorso alla causazione dell'evento, ancorché le condotte lesive siano autonome e diversi i titoli di responsabilità; a ciò non osta l'art. 187 c.p., che, prevedendo l'obbligazione solidale di risarcimento del danno a carico di più soggetti condannati per uno stesso reato, non esclude ipotesi diverse di responsabilità solidale di soggetti che non siano colpiti da alcuna condanna o che siano colpiti da condanna per reati diversi o che siano taluni colpiti da condanna e altri no.

Cassazione civile sez. III  03 maggio 2002 n. 6365  

 

L'art. 187 c.p. non avendo carattere limitativo, non intende statuire che solo i condannati per lo stesso reato sono tenuti solidalmente al risarcimento del danno e che possono esserlo altri soggetti. La regola da esso posta non esclude che la responsabilità solidale possa sussistere anche nei confronti di altri soggetti, condannati per reati diversi o prosciolti, ove a loro carico ricorrano le condizioni poste per l'affermazione della responsabilità solidale dell'art. 2055 c.c.

Cassazione civile sez. III  20 agosto 1978 n. 3817  

 



 
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