Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 190 codice penale: Garanzie sui beni della persona civilmente responsabile

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Le garanzie stabilite nell’articolo precedente si estendono anche ai beni della persona civilmente responsabile, limitatamente ai crediti indicati nei numeri 2, 4 e 5 del predetto articolo, qualora, per la ipoteca legale, sussistano le condizioni richieste per la iscrizione sui beni dell’imputato, e qualora, per il sequestro, concorrano, riguardo alla persona civilmente responsabile, le circostanze indicate nel secondo capoverso dell’articolo precedente.

Giurisprudenza annotata

Prove

In tema di provvedimenti del giudice in ordine alla prova, il diritto dell'imputato all'ammissione delle prove a discarico, di cui all'art. 495 comma 2 c.p.p., va coordinato con il potere attribuito al giudice dal comma 4 del medesimo articolo di revocare l'ammissione di prove che risultino "superflue". Tale potere, esercitato dal giudice sulla base delle risultanze della istruttoria dibattimentale, è ben più ampio di quello che al medesimo è riconosciuto all'inizio del dibattimento, fase processuale caratterizzata dalla normale "verginità conoscitiva" dell'organo giudicante rispetto alla regiudicanda e pertanto regolata dal più restrittivo canone di cui all'art. 190 comma 1 c.p.p., richiamato dall'art. 495 comma 1 dello stesso codice, in base al quale, stante il diritto delle parti alla prova, il giudice può non ammettere le sole prove vietate dalla legge o quelle che "manifestamente" risultino superflue o irrilevanti. Ne consegue che la censura di mancata ammissione di una prova decisiva si risolve, una volta che il giudice abbia indicato in sentenza le ragioni della revoca della prova già ammessa, in una verifica della logicità e congruenza della relativa motivazione raffrontata al materiale probatorio raccolto e valutato.

Cassazione penale sez. VI  06 ottobre 1999 n. 13792  

 

Non può ritenersi applicabile il termine perentorio previsto dall'art. 190 c.p. per il deposito delle comparse conclusionali nel giudizio contabile, ove queste non rivestano un ruolo delimitativo del processo; e, pertanto, avendo detto termine natura ordinatoria ed essendo posto essenzialmente a garanzia del contraddittorio, al fine di consentire alla controparte di poter contestare motivatamente le argomentazioni contenute nella memoria, può ritenersi ammissibile una memoria tardiva ove nel concreto sia raggiunto tale scopo.

Corte Conti sez. riun.  27 maggio 1999 n. 15/Q  



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