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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 2 codice penale: Successione di leggi penali

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato.

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali.

Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti.

Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto – legge e nei casi di un decreto – legge convertito in legge con emendamenti (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 22 febbraio 1985, n. 51, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui rende applicabili alle ipotesi da esso previste le disposizioni contenute nel secondo e terzo comma dello stesso art. 2 del cod. pen.


Giurisprudenza annotata

Impiegati dello Stato

È nulla, per violazione degli artt. 25 Cost. e 2 cod. pen., la risoluzione del rapporto di lavoro disposta dall'amministrazione scolastica a seguito di sentenza penale di condanna ma in assenza di procedimento disciplinare, quale effetto automatico conseguente a pena accessoria interdittiva, allorché quest'ultima sia stata introdotta da legge successiva alla commissione dei fatti addebitati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità del licenziamento intimato ad un docente condannato per il reato di cui all'art. 609 quater cod. pen., in quanto la pena accessoria dell'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole, di cui all'art. 609 nonies cod. pen., era stata introdotta dalla legge 6 febbraio 2006, n. 38, in epoca posteriore alla condotta ascritta). Rigetta, App. Genova, 28/06/2011

Cassazione civile sez. lav.  05 gennaio 2015 n. 8  

 

Circolazione stradale

In tema di reato di guida sotto l'influenza dell'alcool, la sostituzione della pena detentiva o pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità prevista dall'art. 186, comma 9 bis, c. strad., introdotto dall'art. 33, comma 1, lett. a), punto 1 l. n. 120 del 2010, è applicabile anche ai fatti, non definiti con sentenza irrevocabile, commessi anteriormente alla predetta novella, in virtù dell'art. 2, comma 4, c.p., trattandosi di disposizione oggettivamente ed in concreto più favorevole rispetto a quella previgente. (Fattispecie relativa all'ipotesi di cui all'art. 186, comma 2, lett. b), c. strad.). (Annulla con rinvio, App. Ancona, 11/10/2013 )

Cassazione penale sez. IV  12 novembre 2014 n. 50053  

 

In materia di illeciti amministrativi, l'adozione dei principi di legalità, di irretroattività e di divieto di applicazione analogica, risultanti dall'art. 1, legge n. 689/1981, determina l'assoggettamento del comportamento considerato alla legge del tempo del suo verificarsi e la conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore più favorevole, senza che possano trovare applicazione analogica, stante la differenza qualitativa delle situazioni considerate, gli opposti principi di cui all'art. 2, commi 2 e 3, c.p., in tema di retroattività della norma più favorevole. Ne consegue che l'art. 186, lett. a), del codice della strada, come modificato dalla legge n. 120/2010, non può trovare applicazione a violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore di detta modifica.

Cassazione civile sez. II  12 novembre 2014 n. 24111  

 

 

Legge penale

In ipotesi di successione di leggi nel tempo, l'individuazione del regime di maggior favore per il reo ai sensi dell'art. 2 c.p. deve essere operata in concreto, comparando le diverse discipline sostanziali succedutesi nel tempo. (In motivazione la Corte ha rilevato come, in materia di stupefacenti, in relazione alla fattispecie di lieve entità di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, trasformata da circostanza attenuante a reato autonomo dall'art. 2 d.l. 23 dicembre 2013 n. 146, conv. con modificazioni dalla l. 21 febbraio 2014 n. 10, novellato con riguardo al trattamento sanzionatorio dal d.l. 20 marzo 2014 n. 36, conv. con modificazioni dalla l. 16 maggio 2014 n. 79, per le droghe pesanti risulta di maggior favore la disciplina da ultimo introdotta, laddove la circostanza attenuante di cui al citato comma quinto sia giudicata prevalente rispetto alla ritenuta recidiva reiterata). (Annulla in parte con rinvio, App. Venezia, 15/10/2013 )

Cassazione penale sez. IV  24 ottobre 2014 n. 50047  

 

In ipotesi di successione di leggi nel tempo, l'individuazione del regime di maggior favore per il reo ai sensi dell'art. 2 c.p. deve essere operata in concreto, comparando le diverse discipline sostanziali succedutesi nel tempo. (In motivazione la Corte ha rilevato come, in materia di stupefacenti, in relazione alla fattispecie di lieve entità di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, trasformata da circostanza attenuante a reato autonomo dall'art. 2 d.l. 23 dicembre 2013 n. 146, conv. con modificazioni dalla l. 21 febbraio 2014 n. 10, novellato con riguardo al trattamento sanzionatorio dal d.l. 20 marzo 2014 n. 36, conv. con modificazioni dalla l. 16 maggio 2014 n. 79, per le sole droghe cosiddette "leggere" potrebbe rivelarsi di maggior favore l'originaria previsione della circostanza attenuante ad effetto speciale, laddove questa sia giudicata prevalente rispetto alla ritenuta recidiva reiterata aggravata). (Annulla in parte con rinvio, App. Catania, 04/07/2013 )

Cassazione penale sez. IV  26 settembre 2014 n. 44119  

 

In tema di successioni di leggi penali nel tempo la norma eccezionale e temporanea si applica per fatti pregressi anche se non più favorevole al reo. (Nel caso di specie si trattava della normativa emergenziale in tema di rifiuti ed in particolare dell’art. 6 Legge 210/2008 successivamente abrogato dall’art. 1, comma 7 ter della legge 1/2011 che ne prevedeva l’applicazione solo fino al 31 dicembre 2011. Il giudice applicava la normativa speciale in data 27 maggio 2014 per i fatti commessi in data 20 giugno 2011 nonostante la normativa più favorevole al tempo della sentenza fosse quella diversa dettata dal d.lg. n. 152/2006).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  06 agosto 2014 n. 2567  

 

In tema di successione di leggi penali, la configurabilità del reato di cui all'art. 292 d.P.R. n. 43 del 1973 non è esclusa dalla sopravvenienza di regolamenti comunitari che, modificando il regime doganale vigente all'epoca della condotta, sottraggano determinate attività economiche all'obbligo di corresponsione dei diritti di confine, in quanto le fonti normative sovranazionali non contribuiscono a definire il precetto penale, attraverso il meccanismo della "norma penale in bianco", alla stregua degli atti sottordinati nella gerarchia delle fonti, ma costituiscono solo un requisito del fatto descritto nel precetto penale, che non rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 2 c.p. (Fattispecie relativa ad importazione di banane, per la quale il regolamento comunitario n. 1964/2005 ha introdotto un sistema tariffario fisso eliminando i diritti di confine). (Rigetta, Gip Trib. Salerno, 07/06/2012 )

Cassazione penale sez. III  25 giugno 2014 n. 40551  

 

 

Cassazione penale

Nel giudizio di cassazione è rilevabile di ufficio, anche in caso di inammissibilità ovvero di rinuncia al ricorso, l'illegalità sopravvenuta della pena inflitta, determinata da una modifica normativa incidente in maniera rilevante sui limiti sanzionatori edittali sia minimi sia massimi. (In applicazione del principio la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di patteggiamento impugnata, in ragione della novella legislativa dell'art. 73, comma quinto, d.P.R. 309 del 1990). (Annulla senza rinvio, Trib. Cosenza, 25/11/2013 )

Cassazione penale sez. IV  01 luglio 2014 n. 34274  

 



 
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