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Art. 200 codice penale: Applicabilità delle misure di sicurezza rispetto al tempo, al territorio e alle persone

Le misure di sicurezza sono regolate dalla legge in vigore al tempo della loro applicazione.

Se la legge del tempo in cui deve eseguirsi la misura di sicurezza è diversa, si applica la legge in vigore al tempo della esecuzione.

Le misure di sicurezza si applicano anche agli stranieri, che si trovano nel territorio dello Stato.

Tuttavia l’applicazione di misure di sicurezza allo straniero non impedisce l’espulsione di lui dal territorio dello Stato, a norma delle leggi di pubblica sicurezza.


Giurisprudenza annotata

Applicabilità delle misure di sicurezza

Le modifiche introdotte dal d.l. n. 92 del 2008 (conv. dalla l. n. 125 del 2008) e dalla l. n. 94 del 2009 all'art. 2 bis l. n. 575 del 1965 non hanno modificato la natura preventiva della confisca emessa nell'ambito del procedimento di prevenzione, di guisa che rimane tuttora valida l'assimilazione alla misura di sicurezza e, dunque, l'applicabilità in caso di successione di leggi nel tempo, della previsione di cui all'art. 200 c.p..

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 4880  

 

La confisca per equivalente, introdotta per i reati tributari dall'art. 1, comma 143, legge n. 244 del 2007, ha natura eminentemente sanzionatoria e, quindi, non essendo estensibile ad essa la regola dettata per le misure di sicurezza dall'art. 200 c.p., non si applica ai reati commessi anteriormente all'1 gennaio 2008, data di entrata in vigore della legge citata.

Cassazione penale sez. III  02 aprile 2014 n. 29969  

 

La previsione contenuta nella l. n. 94 del 2009, che modificando l'art. 2 bis della l. n. 575 del 1965, consente al giudice di applicare le misure di prevenzione patrimoniali anche prescindendo dalla verifica della pericolosità attuale del proposto, si applica anche alle fattispecie realizzatesi prima dell'entrata in vigore della predetta legge, stante la finalità prettamente preventiva che accomuna le misure di sicurezza a quelle di prevenzione, con conseguente applicabilità anche per queste ultime dell'art. 200 c.p. (Dichiara inammissibile, App. Napoli, 20/11/2012 )

Cassazione penale sez. V  17 dicembre 2013 n. 18848  

 

La previsione contenuta nell'art. 2 bis, comma sesto bis, l. n. 575 del 1965, secondo cui le misure di prevenzione patrimoniali possono essere disposte anche disgiuntamente da quelle personali, non fa mutare la natura giuridica della confisca di prevenzione, che non è sottoposta al principio di irretroattività, e che, ai sensi dell'art. 200 c.p., può essere applicata anche ai fatti precedenti alla entrata in vigore della legge citata. (Nell'affermare il principio, la Corte ha precisato che il giudice deve comunque accertare la pericolosità sociale del proposto ai fini della applicazione della misura patrimoniale, ancorché ne venga esclusa l'attualità). (Conf. n. 40001 del 2013 non massimata). Annulla con rinvio, App. Palermo, 08/02/2010

Cassazione penale sez. I  18 luglio 2013 n. 44327  

 

La previsione contenuta nella l. n. 94 del 2009, che modificando l'art. 2 bis l. n. 575 del 1965, consente al giudice di irrogare le misure di prevenzione patrimoniali anche prescindendo dalla verifica della pericolosità attuale del proposto, si applica anche alle fattispecie realizzatesi prima dell'entrata in vigore della legge citata. (Nell'affermare il principio, la Corte ha precisato che il venir meno del presupposto della pericolosità sociale non ha modificato la natura della confisca di prevenzione, da intendersi sempre come sanzione amministrativa, equiparabile, quanto al contenuto e agli effetti, alla misura di sicurezza della confisca di cui all'art. 240 comma 2 c.p., per cui ad essa si applica il disposto dell'art. 200 c.p.). Rigetta in parte, App. Salerno, 30/11/2011

Cassazione penale sez. I  17 maggio 2013 n. 39204  

 

La confisca per equivalente, introdotta per i reati tributari dall'art. 1, comma 143, l. n. 244 del 2007 ha natura eminentemente sanzionatoria e, quindi, non essendo estensibile ad essa la regola dettata per le misure di sicurezza dall'art. 200 c.p., non si applica ai reati commessi anteriormente all'entrata in vigore della legge citata.

Cassazione penale sez. un.  31 gennaio 2013 n. 18374  

 

La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione preclude la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto, prevista come obbligatoria dall'art. 322 ter del c.p. solo in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti. Infatti, dalla natura sanzionatoria di tale confisca consegue che essa debba essere preceduta da una condanna o da una applicazione delle pena, dovendosi invece escludere che possa trovare applicazione il regime delle misure di sicurezza patrimoniali, di cui agli art. 200, 210 e 236 del c.p., che derogano ai principi penalistici dell'irretroattività e della inapplicabilità della sanzione penale in caso di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. VI  25 gennaio 2013 n. 21192  

 

L'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali anche in assenza di attuale pericolosità del soggetto cui esse sono destinate, ai sensi del comma 6 bis dell'art. 2 ter l. n. 575 del 1965, introdotto dalla l. n. 94 del 2009, non può aver luogo nei confronti di soggetti la cui pericolosità sia da considerare cessata prima dell'entrata in vigore della citata l. n. 94 del 2009, dovendosi escludere, in tal caso, l'estensibilità alle misure di prevenzione della regola fissata dell'art. 200 c.p., secondo il quale le misure di sicurezza sono regolate dalla legge vigente al tempo della loro applicazione, dal momento che detta estensibilità trova giustificazione solo nel presupposto che tanto le misure di sicurezza quanto le misure di prevenzione siano destinate a soggetti da considerare dotati di perdurante pericolosità (principio affermato, nella specie, con riguardo ad un caso in cui la cessazione della pericolosità del soggetto era stata fatta derivare dall'avere egli fruito, in riferimento ad una condanna inflittagli prima dell'entrata in vigore della l. n. 94 del 2008 per il reato di cui all'art. 12 quinquies d.l. n. 306 del 1992, conv., con modificazioni, in l. n. 356 del 1992, del beneficio della sospensione condizionale della pena).

Cassazione penale sez. V  13 novembre 2012 n. 14044  

 

A partire dal luglio 2009, con l'entrata in vigore della l. n. 94, è senz'altro possibile disporre una misura di prevenzione patrimoniale pure in difetto del presupposto di una attuale pericolosità sociale del soggetto destinatario della misura: tuttavia, laddove quel presupposto manchi, la norma non potrà che regolare fattispecie realizzatesi dopo l'entrata in vigore della stessa, non trovando applicazione il disposto dell'art. 200 c.p. (la cui operatività si fonda invece su un accertamento di pericolosità in atto) ma la generale previsione di cui all'art. 11 delle preleggi (fattispecie relativa all'applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura a carico della parte, condannata, previa concessione della sospensione condizionale della pena, per il reato di cui all'art. 12 quinquies d.l. 306/1992, contestato con la cd. aggravante mafiosa ex art. 7 d.l. 152/1991, afferente il sequestro e la confisca di un fabbricato e di un terreno ad esso intestati).

Cassazione penale sez. V  13 novembre 2012 n. 14044  

 

La previsione contenuta nella legge 15 luglio 2009 n. 94, che modificando l'art. 2 bis l. 31 maggio 1965 n. 575, consente al giudice di applicare le misure di prevenzione patrimoniali anche prescindendo dalla verifica della pericolosità del proposto, si applica solo alle fattispecie realizzatesi dopo l'entrata in vigore della legge citata, dovendosi escludere che possa trovare applicazione l'art. 200 c.p. che, per le misure di sicurezza e per quelle di prevenzione personali subordinate all'accertamento della pericolosità, pone una deroga all'effetto retroattivo della legge. (Nell'affermare il suindicato principio la Corte ha precisato che il venir meno del presupposto della pericolosità sociale attribuisce natura oggettivamente sanzionatoria alla misura di prevenzione patrimoniale, con la conseguenza che ad essa è applicabile il regime di irretroattività previsto dall'art. 11 delle preleggi). Annulla senza rinvio, App. Palermo, 12 marzo 2012

Cassazione penale sez. V  13 novembre 2012 n. 14044  

 

La confisca prevista dall'art. 12 sexies d.l. n. 306 del 1992, conv., con modificazioni, in l. n. 356 del 1992 esplica una funzione preventiva e quindi mantiene le caratteristiche proprie della misura di sicurezza patrimoniale, ancorché atipica. Deve quindi ritenersi che essa sia soggetta alla disciplina dettata dal combinato disposto degli art. 200 e 236 c.p. e possa, conseguentemente, trovare applicazione anche nel caso in cui sia correlata a reato commesso prima dell'entrata in vigore della norma che l'ha introdotta nell'ordinamento.

Cassazione penale sez. I  24 ottobre 2012 n. 44534  

 

In tema di misure di prevenzione patrimoniale, la confisca per equivalente - prevista dal comma 10, dell'art. 2 ter l. n. 575 del 1965, così come novellato dall'art. 10 comma 1 lett. d) n. 4 del d.l. n. 92 del 2008, conv. in l. n. 125 del 2008 -, assume i tratti distintivi di una vera e propria sanzione, tale da impedire l'applicabilità ad essa del principio generale della retroattività delle misure di sicurezza, sancito dall'art. 200 c.p. (La Corte ha ritenuto che tale natura sanzionatoria discende dalla confiscabilità di beni che, oltre a non avere alcun rapporto con la pericolosità individuale del reo, neppure hanno collegamento diretto con il singolo reato e la cui ratio è quella di privare il reo di un qualunque beneficio economico dell'attività criminosa, anche di fronte all'impossibilità di aggredire l'oggetto principale, nella convinzione della capacità dissuasiva e disincentivante di tale strumento).

Cassazione penale sez. I  28 febbraio 2012 n. 11768  



 
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