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Art. 210 codice penale: Effetti della estinzione del reato o della pena

La estinzione del reato impedisce l’applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l’esecuzione.

L’estinzione della pena impedisce l’applicazione delle misure di sicurezza, eccetto quelle per le quali la legge stabilisce che possono essere ordinate in ogni tempo, ma non impedisce l’esecuzione delle misure di sicurezza che sono state già ordinate dal giudice come misure accessorie di una condanna alla pena della reclusione superiore a dieci anni. Nondimeno, alla colonia agricola e alla casa di lavoro è sostituita la libertà vigilata.

Qualora per effetto di indulto o di grazia non debba essere eseguita la pena di morte (1) , ovvero, in tutto o in parte, la pena dell’ergastolo, il condannato è sottoposto a libertà vigilata per un tempo non inferiore a tre anni.

(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.


Giurisprudenza annotata

Estinzione del reato o della pena

L'effetto estintivo della pena detentiva conseguente all'esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale non costituisce un'estinzione in senso proprio perché deriva da una particolare modalità di esecuzione della pena stessa. A tale effetto estintivo, pertanto non si ricollega l'inapplicabilità della misura di sicurezza prevista dall'art. 210, comma 2, c.p.

Sezione Sorveglianza Alessandria  04 dicembre 2013

 

La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione preclude la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto, prevista come obbligatoria dall'art. 322 ter del c.p. solo in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti. Infatti, dalla natura sanzionatoria di tale confisca consegue che essa debba essere preceduta da una condanna o da una applicazione delle pena, dovendosi invece escludere che possa trovare applicazione il regime delle misure di sicurezza patrimoniali, di cui agli art. 200, 210 e 236 del c.p., che derogano ai principi penalistici dell'irretroattività e della inapplicabilità della sanzione penale in caso di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. VI  25 gennaio 2013 n. 21192  

 

L'estinzione del reato preclude la confisca "per equivalente" delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto: la natura sanzionatoria di tale tipo di confisca, infatti, osta a che possa trovare applicazione il regime previsto per le misure di sicurezza patrimoniali, dettato dagli art. 210 e 236 c.p., che, proprio in relazione alla misura di sicurezza della confisca, prevedono una deroga al principio secondo cui l'estinzione del reato impedisce l'applicazione delle misure di sicurezza. (Nella specie, trattavasi della confisca per equivalente prevista dal combinato disposto degli art. 322 ter e 640 quater c.p.: la Corte, rilevando che i reati di corruzione e di truffa contestati erano stati dichiarati prescritti, ha annullato con rinvio la sentenza di merito che, pur dichiarando l'estinzione dei reati, aveva ritenuto di confermare la disposta confisca).

Cassazione penale sez. VI  06 dicembre 2012 n. 18799  

 

L'estinzione del reato preclude la confisca "per equivalente" delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto: la natura sanzionatoria di tale tipo di confisca, infatti, osta a che possa trovare applicazione il regime previsto per le misure di sicurezza patrimoniali, dettato dagli art. 210 e 236 c.p., che, proprio in relazione alla misura di sicurezza della confisca, prevedono una deroga al principio secondo cui l'estinzione del reato impedisce l'applicazione delle misure di sicurezza. (Nella specie, trattavasi della confisca per equivalente prevista dal combinato disposto degli art. 322 ter e 640 quater c.p.: la Corte, rilevando che i reati di corruzione e di truffa contestati erano stati dichiarati prescritti, ha annullato con rinvio la sentenza di merito che, pur dichiarando l'estinzione dei reati, aveva ritenuto di confermare la disposta confisca).

Cassazione penale sez. VI  06 dicembre 2012 n. 18799  

 

Ai sensi dell'art. 672 comma 4 c.p.p. l'indulto può essere applicato ad una pena già espiata se vi sia un concreto interesse dell'interessato: tale interesse sussiste laddove, tenuto conto della condanna inflitta, la causa di estinzione della pena impedisce, ex art. 210 c.p.p., l'applicazione delle misure di sicurezza.

Tribunale Milano sez. IV  23 febbraio 2007

 

L'affidamento al servizio sociale è misura alternativa alla sola detenzione e pertanto l'esito positivo del periodo di prova comporta esclusivamente l'estinzione della pena detentiva e non invece della pena pecuniaria o delle misure di sicurezza. Infatti l'estinzione della pena consegue in tal caso ad una forma di espiazione della pena con modalità alternative alla detenzione e non ha pertanto come effetto quella di impedire l'applicazione delle misure di sicurezza ai sensi dell'art. 210 comma 2 c.p.

Cassazione penale sez. I  14 dicembre 2004 n. 762  

 

L'estinzione del reato a norma dell'art. 210 c.p., impedisce di per sè l'applicazione della misura di sicurezza, e ne fa cessare l'applicazione. Ne consegue che, poiché nel caso di assoluzione (nella specie, in appello) da uno dei reati contestatigli, il condannato versa in una situazione analoga, il magistrato di sorveglianza deve valutare la situazione giuridica creatasi ed accertare se la residua pena si riferisca a reati per i quali è applicabile la misura originariamente disposta dalla sentenza di riformata in appello. Si tratta di una interpretazione del titolo che compete al magistrato di sorveglianza, e in caso di appello, al tribunale di sorveglianza, nel normale esercizio delle attribuzioni conferite, dovendosi ritenere che tutto ciò che si riferisce all'erronea applicazione di una misura di sicurezza fuori dai casi consentiti, in quanto violazione del più ampio principio di legalità, rientra nei suoi poteri decisionali.

Cassazione penale sez. I  06 luglio 1995 n. 4077  

 

Il principio, desumibile dal combinato disposto degli artt. 210 e 236 c.p., secondo il quale l'estinzione del reato non impedisce l'applicazione della confisca, si riferisce solo alle cose oggettivamente criminose, a quelle cioè di cui sono vietati in modo assoluto la fabbricazione, l'uso, la detenzione, il porto o l'alienazione. (Nella specie, amnistiato il reato di porto abusivo di arma comune da sparo, si è ritenuta insuscettibile di confisca l'arma in sequestro, risultante regolarmente denunciata all'autorità di polizia).

Cassazione penale sez. I  29 ottobre 1987

 

Nell'ipotesi di estinzione per amnistia di un reato concernente un fucile da caccia, non ne è preclusa la confisca, una volta accertato che esso appartiene all'imputato e sempreché resti accertata la sussistenza del fatto costituente reato. Infatti, se è vero che, ai sensi dell'art. 210 c.p., la estinzione del reato impedisce l'applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l'esecuzione, tuttavia il successivo art. 236 - in tema di misure di sicurezza patrimoniali - stabilisce che a queste si applicano le disposizioni del predetto art. 210, salvo che si tratti di confisca.

Cassazione penale sez. I  14 maggio 1987



 
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