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Art. 214 codice penale: Inosservanza delle misure di sicurezza detentive

Nel caso in cui la persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva si sottrae volontariamente alla esecuzione di essa, ricomincia a decorrere il periodo minimo di durata della misura di sicurezza dal giorno in cui a questa è data nuovamente esecuzione.

Tale disposizione non si applica nel caso di persona ricoverata in un manicomio giudiziario o in una casa di cura e di custodia.

 


Giurisprudenza annotata

Inosservanza delle misure di sicurezza detentive

Anche in relazione alle nuove fattispecie di confisca cosiddetta obbligatoria previste dall'art. 322 ter c.p. per i casi di condanna o di patteggiamento per uno dei delitti previsti dagli articoli da 214 a 320 c.p. e per alcune ipotesi di truffa aggravata (per via del richiamo all'articolo anzidetto contenuto nel nuovo articolo 640 ter c.p.) è sempre necessario che ricorra la condizione fondamentale del nesso pertinenziale del bene confiscabile con il reato.

Cassazione penale sez. V  03 luglio 2002 n. 32797

 

In materia di misure di sicurezza riguardanti minori, la nuova disciplina introdotta dall'art. 36, comma 2 d.P.R. 22 settembre 1988 n. 448 sulla revisione delle modalità esecutive della misura di sicurezza del riformatorio giudiziario, in coerenza alle finalità rieducative ed alle esigenze psicologiche dei minori, implica che non è più applicabile - in presenza della specifica sanzione prevista dall'art. 22, comma 4 dello stesso decreto per il minore che si sottragga o contravvenga alla misura di sicurezza ed alla sua disciplina - la disposizione dell'art. 214 c.p., per una evidente incompatibilità sia con la disciplina di attuazione generale della misura, sia con la specifica previsione normativa.

Cassazione penale sez. un.  16 gennaio 1991

 

In materia di misure di sicurezza riguardanti minori, la nuova disciplina introdotta dall'art. 36 comma 2 d.P.R. 22 settembre 1988, n. 488 sulla revisione delle modalità esecutive della misura di sicurezza del riformatorio giudiziario, in coerenza con le finalità rieducative e con le esigenze psicologiche dei minori, implica che non è più applicabile - in presenza della specifica sanzione prevista dall'art. 22 comma 4 stesso decreto per il minore che si sottragga o contravvenga alla misura di sicurezza e alla sua disciplina - la disposizione dell'art. 214 c.p., per una evidente incompatibilità sia con la disciplina di attuazione generale della misura sia con la specifica previsione normativa.

Cassazione penale sez. I  15 novembre 1990

 

Nella materia prevista dall'art. 635 c.p.p. rientrano il riesame della pericolosità sociale, la revoca della misura di sicurezza, la fissazione di una diversa data iniziale e, quindi, finale del periodo minimo di una misura di sicurezza; ne restano, invece, esclusi i provvedimenti di effettivo e mero carattere dichiarativo, che si esauriscono in un puro computo temporale, quale è tipicamente il provvedimento previsto nell'art. 214 c.p., concernente la determinazione di un nuovo periodo minimo di durata della misura di sicurezza, alla cui esecuzione la persona sottoposta si sia volontariamente sottratta.

Cassazione penale sez. I  18 marzo 1986

 

In caso di inosservanza delle misure di sicurezza detentive si applica il disposto dell'art. 214 c.p. che configura una nuova applicazione, del tutto autonoma da quella precedente e con nuova fissazione di decorrenza, onde il giudice di sorveglianza competente alla instaurazione del procedimento e all'adozione del provvedimento conclusivo va individuato con i criteri indicati dall'art. 635 c.p.p. e quindi avendo riguardo al solo luogo ove trovasi l'interessato nel momento in cui viene avviata la nuova procedura. Irrilevante è, pertanto, a tal fine il luogo eventualmente diverso in cui il soggetto ha posto in essere la condotta prevista e sanzionata dall'art. 214 c.p.

Cassazione penale sez. I  28 gennaio 1985

 

Il provvedimento con il quale, nell'ipotesi prevista dall'art. 214, comma 2, c.p., viene da parte del magistrato di sorveglianza fissata la nuova scadenza del periodo minimo di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario ovvero in casa di cura e di custodia, può essere legittimamente emesso dal giudice senza l'osservanza delle garanzie di difesa di cui agli art. 636 e 637 c.p.p.

Cassazione penale sez. I  02 dicembre 1980

 

Il provvedimento con il quale, nell'ipotesi prevista dall'art. 214 comma 2 c.p., viene, da parte del magistrato di sorveglianza, fissata la nuova scadenza del periodo minimo di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario ovvero in casa di cura e di custodia, può essere legittimamente emesso dal giudice senza l'osservanza delle garanzie di difesa di cui agli artt. 636 e 637.

Cassazione penale sez. I  02 dicembre 1980



 
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