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Art. 216 codice penale: Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro

Sono assegnati ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro: 1) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza; 2) coloro che, essendo stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e non essendo più sottoposti a misura di sicurezza, commettono un nuovo delitto, non colposo, che sia nuova manifestazione della abitualità, della professionalità o della tendenza a delinquere; 3) le persone condannate o prosciolte, negli altri casi indicati espressamente nella legge.


Giurisprudenza annotata

Assegnazione ad una colonia

La misura di sicurezza dell'assegnazione a una colonia agricola o a una casa di lavoro è obbligatoria nei confronti di colui che sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza e di cui sia stata accertata dal giudice la pericolosità sociale. Rigetta, Trib.sorv. Napoli, 20 aprile 2010

Cassazione penale sez. I  09 marzo 2011 n. 14014  

 

Lo stato di tossicodipendenza non può indurre, di per sé, la sospensione di una misura di sicurezza personale, quantunque detentiva (nella specie, colonia agricola). Rigetta, Trib.sorv. Napoli, 11 maggio 2009

Cassazione penale sez. I  17 novembre 2009 n. 49349

 

Una volta che sia stata concessa l'estradizione per l'esecuzione di una misura di sicurezza detentiva (nella specie colonia agricola), è del tutto irrilevante, ai fini della persistente osservanza del principio di specialità, la sua trasformazione, in seguito a violazioni poste in essere dal condannato e sulla base di norme del nostro ordinamento, nella più afflittiva misura di sicurezza della casa di lavoro. Rigetta, Trib. Napoli, 3 gennaio 2008

Cassazione penale sez. I  19 novembre 2008 n. 45474  

 

È legittima l'applicazione della misura di sicurezza detentiva dell'assegnazione ad una casa di lavoro del delinquente abituale sottoposto alla libertà vigilata, in quanto la condizione negativa prevista dall'art. 216 n. 2 c.p. riguarda la misura di sicurezza specifica e non le altre misure personali.

Cassazione penale sez. II  12 giugno 1986

 

Una nuova applicazione della misura di sicurezza dell'assegnazione ad una colonia agricola non ha come presupposto un rinnovato accertamento della pericolosità sociale, presunta per legge nei confronti di colui che sia stato dichiarato delinquente abituale, nè un'attuale dichiarazione di abitualità (non estinguendosi la precedente se non con la riabilitazione). Essa trova invece fondamento nel semplice accertamento che il nuovo illecito si presenti come sintomo di un rinnovato impulso delle forze derivanti dallo stato abitudinario criminoso, un risveglio della cadenzata frequente spinta al delitto che, pur se immanente per effetto della già dichiarata abitualità, potrebbe essersi sopita.

Cassazione penale sez. V  04 luglio 1984

 

Nell'ipotesi prevista dall'art. 216 n. 2 c.p., non necessita che il giudice emetta una nuova dichiarazione di abitualità o di professionalità, ma solo che accerti se il nuovo delitto sia una ulteriore manifestazione della abitualità o professionalità già dichiarata.

Cassazione penale sez. II  02 aprile 1981

 

Nel caso di chi, essendo già stato dichiarato delinquente abituale, commette un nuovo delitto, l'indagine del giudice ai fini dell'applicazione del disposto dell'art. 216 n. 2 c.p., deve essere diretta a chiarire se il nuovo reato si presenti come ulteriore manifestazione dell'abitualità, della professionalità o della tendenza a delinquere.

Cassazione penale sez. V  07 ottobre 1980

 

La condizione che l'art. 216 n. 2 c.p. pone per l'assegnazione ad una casa di lavoro o ad una colonia agricola, è che il nuovo delitto non colposo costituisca una ulteriore manifestazione della abitualità, professionalità o, comunque, tendenza dell'imputato a delinquere. La prova della nuova manifestazione di abitualità può essere desunta dalla natura stessa del nuovo delitto, quando questo sia della stessa indole del reato che diede motivo alla dichiarazione di delinquenza abituale.

Cassazione penale sez. II  07 dicembre 1977



 
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