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Art. 223 codice penale: Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario

Il ricovero in un riformatorio giudiziario è misura di sicurezza speciale per i minori, e non può avere durata inferiore a un anno.

Qualora tale misura di sicurezza debba essere, in tutto o in parte, applicata o eseguita dopo che il minore abbia compiuto gli anni diciotto, ad essa è sostituita la libertà vigilata, salvo che il giudice ritenga di ordinare l’assegnazione a una colonia agricola, o ad una casa di lavoro.


Giurisprudenza annotata

Ricovero in riformatorio

La misura di sicurezza applicata con sentenza dal tribunale per i minorenni cui il g.i.p. abbia trasmesso gli atti ai sensi dell'art. 37, comma 3, d.P.R. n. 448 del 1988, non è definitiva fino a che nei confronti del destinatario della stessa non sia pronunciata sentenza di condanna irrevocabile. (Fattispecie di misura di sicurezza del ricovero in riformatorio giudiziario da ritenersi provvisoria stante la pendenza dei termini per la presentazione dell'appello avverso la sentenza di condanna). Annulla in parte senza rinvio, Trib.Min. Milano, 15/10/2009

Cassazione penale sez. III  04 marzo 2010 n. 15381

 

Pur nel silenzio dell'art. 223, comma 2, c.p., è possibile sostituire il collocamento del soggetto in un riformatorio giudiziario con l'applicazione allo stesso del ricovero in una casa di cura e di custodia, qualora - nonostante il permanere della pericolosità sociale - la misura di sicurezza già applicata non possa proseguire per avere il soggetto compiuto gli anni ventuno.

Sezione Sorveglianza Alessandria  21 novembre 2008

 

Pur nel silenzio dell'art. 223, comma 2, c.p. ed alla stregua di una sua interpretazione estensivo-adeguatrice, è ammissibile sostituire con il ricovero in una casa di cura e di custodia la misura di sicurezza del ricovero in un riformatorio giudiziario, qualora quest'ultima debba essere eseguita nei confronti di persona divenuta maggiorenne.

Sezione Sorveglianza Alessandria  21 novembre 2008

 

Le modifiche apportate dal d.lg. 61/2002 all'art. 223 l. fall. costituiscono una ipotesi di "abolitio criminis", ai sensi dell'art. 2 comma 2 c.p.; tuttavia la condotta prevista dal vecchio testo dell'art. 223 comma 2 c.p. non perde rilievo penale, in quanto può ben integrare gli estremi del delitto di cui al nuovo testo dell'art. 2622 c.c., a condizione che nell'imputazione sia stata contestata l'esistenza del danno patrimoniale.

Tribunale Alba  16 maggio 2002



 
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