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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 241 codice penale: Attentati contro la integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato

Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato è punito con la morte (1).

Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità.

(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.


Giurisprudenza annotata

Attentati contro l'integrità dello Stato

È inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica 31 gennaio 2001 relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68 comma 1 cost., delle opinioni e dei comportamenti di due parlamentari, per i quali è in corso un procedimento penale. Il ricorrente, infatti, non ha assolto all'onere di una enunciazione esaustiva delle condotte poste in essere dagli imputati che prescinda dalla tecnica adottata nella formulazione del capo di imputazione e dalla sussistenza dei requisiti minimi di indicazione del "fatto" prescritti dal c.p.p., in particolare omettendo di precisare quale sia il comportamento addebitato a ciascuno dei due senatori imputati, atteso che nè la loro posizione risulta adeguatamente differenziata rispetto a quella degli altri coimputati nei medesimi reati, nè risulta specificata la natura (morale o materiale) del contributo recato dai predetti parlamentari a titolo di concorso nella realizzazione delle fattispecie criminose oggetto di contestazione: precisazione tanto più necessaria in quanto ai due parlamentari sono stati addebitati reati a condotta libera, in relazione ai quali il legislatore è ricorso alla tecnica di incriminare qualsiasi "fatto" diretto, rispettivamente, a "disciogliere l'unità dello Stato" (art. 241 c.p.) ovvero a "mutare la costituzione dello Stato o la forma del Governo" (art. 283 c.p.); sicché, mancando in radice la possibilità di stabilire se quella ascrivibile a ciascuno dei due parlamentari sia la realizzazione di un comportamento di carattere materiale o la manifestazione di una opinione, rimane preclusa la possibilità di valutare se ricorrano le condizioni per l'operatività della prerogativa di cui all'art. 68 comma 1 cost.

Corte Costituzionale  07 luglio 2005 n. 267  

 

Se è vero che lo Stato è il soggetto passivo generale di tutti i reati, esso, nei delitti preveduti dal capo secondo del titolo primo del libro secondo del codice, ne è il soggetto passivo particolare, essendo il titolare dei beni giuridici specifici direttamente protetti dalle relative norme e che sono costituiti dagli interessi fondamentali della personalità dello Stato, attinendo essi alla inviolabilità del presente ordinamento politico, alla esistenza, alla incolumità ed al decoro dei supremi organi dello Stato e al decoro della nazione italiana.

Cassazione penale sez. I  26 giugno 1981



 
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