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Art. 270-bis codice penale: Associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico

Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongono il compito di atti di violenza con fini di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni.

Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da quattro a otto anni.

 


Giurisprudenza annotata

Associazioni con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico

La condotta di cui all'art. 270-bis c.p. non è integrata dalla sola adesione ideale al programma criminale o dalla comunanza di pensiero e di aspirazioni con gli associati, occorrendo, invece, l'effettivo inserimento nella struttura organizzata e l'assunzione di un ruolo concreto nell'organigramma criminale che può essere anche costituito dalla disponibilità ad offrire un contributo fattivo a seconda delle contingenze, tale da collocare l'indagato alla base della piramide organizzativa dell'associazione.

Cassazione penale sez. V  10 giugno 2014 n. 42285  

 

Nei delitti di attentato, la volontà dell'agente deve dirigersi direttamente verso gli eventi naturalistici presi in considerazione dalla norma incriminatrice, non potendosi ritenere sufficiente la sussistenza del dolo eventuale. (In applicazione del principio, la S.C., pronunciandosi in relazione al reato di attentato per finalità terroristiche o di eversione, ipotizzato con riferimento al lancio di bottiglie incendiarie all'interno di un cantiere con operai al lavoro, ha annullato con rinvio la decisione cautelare impugnata per vizio di motivazione, evidenziando la necessità di accertare se gli operai fossero stati "bersagliati" dagli assalitori, ovvero se questi ultimi avessero agito "alla cieca", senza cioè potersi rendere conto di chi o che cosa sarebbe stato colpito dal lancio delle bottiglie incendiarie). (Annulla in parte con rinvio, Trib. lib. Torino, 09/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  15 maggio 2014 n. 28009  

 

Deve assumersi 'terroristica' ogni agevolazione di condotte organizzate, dirette contro la vita o l'incolumità dei civili, in tempo di pace come in tempo di guerra, ed in particolare, nell'ambito di contesti bellici, contro ogni altra persona che non prenda parte attiva alle ostilità in una situazione di conflitto armato, al fine di intimidire una popolazione o costringere uno Stato o una organizzazione internazionale a compiere od omettere un atto.

Cassazione penale sez. V  22 novembre 2013 n. 2843  

 

In tema di protezione internazionale, l'espulsione coatta dello straniero costituisce violazione dell'art. 3 Cedu, relativo al divieto di tortura, ogni qualvolta egli, a causa del pericolo di morte, tortura o trattamenti inumani e degradanti che lo minaccino, non possa restare nello stesso e debba, pertanto, indirizzarsi verso altro Paese che lo possa ospitare. Ne consegue che sono irrilevanti sia la gravità del reato al quale lo straniero sia stato condannato (nella specie, associazione con finalità terroristica ex art. 270 bis c.p.), sia la circostanza che egli non voglia rivelare il luogo della sua dimora in pendenza del procedimento, non potendo il riconoscimento della protezione internazionale fondarsi sul rispetto di un presunto vincolo fiduciario con lo Stato, né esistendo alcun obbligo di collaborazione o reciprocità a carico del richiedente asilo. Cassa con rinvio, App. Bari, 28/06/2012

Cassazione civile sez. VI  20 settembre 2013 n. 21667

 

Il reato di associazione sovversiva (art. 270 c.p.) e quello di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico (art. 270 bis c.p.) si differenziano tra loro essenzialmente per il fatto che il primo postula l'impiego di una violenza generica mentre il secondo quello di una violenza di tipo terroristico; il che giustifica la maggiore severità della pena che per quest'ultimo è stata prevista.

Cassazione penale sez. V  04 luglio 2013 n. 46340  

 

Per quanto attiene alla distinzione tra art. 270 c.p. (associazioni sovversive) e 270 bis c.p. (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico), il discrimine non sta nell'oggetto della tutela - nel primo caso gli ordinamenti politici e giuridici, come veicolati dai canali della rappresentanza, nel secondo caso l'ordine democratico più sistemicamente inteso -, sta, invece, nella diversa struttura delle norme, in primis. Infatti, mentre il reato di associazioni sovversive ex art. 270 c.p. punisce la costituzione di organizzazioni dirette ed idonee alla sovversione degli ordinamenti politici e sociali, nel caso della più recente fattispecie, l'art. 270 bis c.p., opera una più accentuata regressione della punibilità del vincolo associativo fino allo stato della presunzione del pericolo per l'ordinamento democratico - tipica struttura del reato a pericolo presunto .

Cassazione penale sez. V  04 luglio 2013 n. 46340  

 

Integra il delitto di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale la formazione di un sodalizio, connotato da strutture organizzative "cellulari" o "a rete", in grado di operare contemporaneamente in più paesi, anche in tempi diversi e con contatti fisici, telefonici ovvero informatici anche discontinui o sporadici tra i vari gruppi in rete, che realizzi anche una delle condotte di supporto funzionale all'attività terroristica di organizzazioni riconosciute ed operanti come tali, quali quelle volte al proselitismo, alla diffusione di documenti di propaganda, all'assistenza agli associati, al finanziamento, alla predisposizione o acquisizione di armi o di documenti falsi, all'arruolamento, all'addestramento. (Fattispecie in cui è stata ritenuta sussistente la prova dell'operativitÀ di una cellula e della sua funzionalità al perseguimento della finalità di terrorismo internazionale sulla base dell'attività di indottrinamento, reclutamento e addestramento al martirio di nuovi adepti, da inviare all'occorrenza nelle zone teatro di guerra, e della raccolta di denaro destinato al sostegno economico dei combattenti del "jihad" all'estero)

Cassazione penale sez. VI  12 luglio 2012 n. 46308  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico non è necessaria la realizzazione dei reati oggetto del programma criminoso, ma occorre l'esistenza di una struttura organizzata, anche elementare, che presenti un grado di effettività tale da rendere almeno possibile.

Cassazione penale sez. VI  12 luglio 2012 n. 46308



 
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