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Art. 270 codice penale: Associazioni sovversive

Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimere violentemente una classe sociale o, comunque, a sovvertire violentemente gli ordinamenti economico-sociali costituiti nello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.

Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico e giuridico della società.

Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata, le associazioni predette, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento.


Giurisprudenza annotata

Associazioni sovversive

Integra il delitto di associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale, la formazione di un sodalizio, connotato da strutture organizzative 'cellulari' o 'a rete', in grado di operare contemporaneamente in più paesi, anche in tempi diversi e con contatti fisici, telefonici ovvero informatici anche discontinui o sporadici tra i vari gruppi in rete, che realizzi anche una delle condotte di supporto funzionale all'attività terroristica di organizzazioni riconosciute ed operanti come tali, quali quelle volte al proselitismo, alla diffusione di documenti di propaganda, all'assistenza agli associati, al finanziamento, alla predisposizione o acquisizione di armi o di documenti falsi, all'arruolamento, all'addestramento.

Cassazione penale sez. II  28 novembre 2013 n. 51127

 

Il reato di associazione sovversiva (art. 270 c.p.) e quello di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico (art. 270 bis c.p.) si differenziano tra loro essenzialmente per il fatto che il primo postula l'impiego di una violenza generica mentre il secondo quello di una violenza di tipo terroristico; il che giustifica la maggiore severità della pena che per quest'ultimo è stata prevista.

Cassazione penale sez. V  04 luglio 2013 n. 46340  

 

Per quanto attiene alla distinzione tra art. 270 c.p. (associazioni sovversive) e 270 bis c.p. (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico), il discrimine non sta nell'oggetto della tutela - nel primo caso gli ordinamenti politici e giuridici, come veicolati dai canali della rappresentanza, nel secondo caso l'ordine democratico più sistemicamente inteso -, sta, invece, nella diversa struttura delle norme, in primis. Infatti, mentre il reato di associazioni sovversive ex art. 270 c.p. punisce la costituzione di organizzazioni dirette ed idonee alla sovversione degli ordinamenti politici e sociali, nel caso della più recente fattispecie, l'art. 270 bis c.p., opera una più accentuata regressione della punibilità del vincolo associativo fino allo stato della presunzione del pericolo per l'ordinamento democratico - tipica struttura del reato a pericolo presunto .

Cassazione penale sez. V  04 luglio 2013 n. 46340  

 

Nel reato di associazione sovversiva la nozione di “ordinamenti economici e sociali” va interpretata alla luce del tessuto democratico e pluralistico dell'attuale assetto costituzionale dello Stato e, di conseguenza, non si riferisce alle sole istituzioni latamente intese ma ad ogni formazione sociale nella quale si esprima la personalità dell'uomo attraverso l'esercizio dei diritti inviolabili e delle libertà riconosciute e garantite dalla Costituzione.

Cassazione penale sez. V  21 giugno 2013 n. 40111  

 

La fattispecie di associazione sovversiva di cui all'art. 270 c.p. sanziona ogni condotta violenta programmaticamente diretta a menomare le libertà fondamentali espressione del sistema democratico e pluralistico, che tutela la titolarità e l'esercizio dei diritti fondamentali dell'uomo, come singolo e nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, sicché la nozione di "ordinamenti sociali" costituiti nello Stato non si esaurisce nelle istituzioni, seppur latamente intese, ma esprime tali fondamentali articolazioni di libertà mediante le quali si realizza il modello pluralistico disegnato dalla Costituzione. (Nella specie la corte ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata che aveva escluso la sussistenza dell'art. 270 c.p.). Annulla in parte con rinvio, Trib. lib. Napoli, 06/02/2013

Cassazione penale sez. V  21 giugno 2013 n. 40348  

 

In un sistema pluralistico, nel quale ogni uomo è protetto, nella titolarità e nell'esercizio dei propri diritti fondamentali, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità (art. 3 cost.) e nel quale a garantito a tutti il diritto di circolare liberamente (art. 16 cost.) di associarsi liberamente (art. 18 cost.), di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 cost.), di associarsi liberamente in partiti (art. 49 cost.), ogni condotta violenta programmaticamente diretta a menomare tali libertà esprime la sovversione del fondamentale ordinamento sociale dello Stato sanzionata dall'art. 270 c.p.

Cassazione penale sez. V  21 giugno 2013 n. 40111



 
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