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Art. 280 codice penale: Attentato per finalità terroristiche o di eversione

Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico attenta alla vita od alla incolumità di una persona, è punito, nel primo caso, con la reclusione non inferiore ad anni venti e, nel secondo caso, con la reclusione non inferiore ad anni sei.

Se dall’attentato alla incolumità di una persona deriva una lesione gravissima, si applica la pena della reclusione non inferiore ad anni diciotto; se ne deriva una lesione grave, si applica la pena della reclusione non inferiore ad anni dodici.

Se i fatti previsti nei commi precedenti sono rivolti contro persone che esercitano funzioni giudiziarie o penitenziarie ovvero di sicurezza pubblica nell’esercizio o a causa delle loro funzioni, le pene sono aumentate di un terzo.

Se dai fatti di cui ai commi precedenti deriva la morte della persona si applicano, nel caso di attentato alla vita, l’ergastolo e, nel caso di attentato alla incolumità, la reclusione di anni trenta.

Le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste nel secondo e quarto comma non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste (1).

(1)L’articolo originario era stato abrogato dal D.Lgs.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288. L’attuale articolo è stato inserito dal D.L. 15 dicembre 1979, n. 625.


Giurisprudenza annotata

Attentato per finalità terroristiche o di eversione

La condotta degli imputati, componenti del cd. "Nucleo Olga" creatosi all'interno della F.A.I. - F.R.I. Federazione Anarchica Informale - Fronte Rivoluzionario Internazionale, di attentato all'incolumità della vittima, concretizzatosi nell'esplosione, nei confronti della stessa, di un colpo di pistola alla gamba con conseguenti gravi lesioni, sia in relazione alla carica ricoperta di amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare s.p.a., sia del suo impegno professionale in favore dell'utilizzo dell'energia nucleare, integra sia la finalità di terrorismo, sia la finalità di eversione, onde sotto entrambi i profili deve ritenersi sussistente il reato p. e p. dall'art. 280 c.p.

Corte assise Genova  11 luglio 2014

 

Nei delitti di attentato, la volontà dell'agente deve dirigersi direttamente verso gli eventi naturalistici presi in considerazione dalla norma incriminatrice, non potendosi ritenere sufficiente la sussistenza del dolo eventuale. (In applicazione del principio, la S.C., pronunciandosi in relazione al reato di attentato per finalità terroristiche o di eversione, ipotizzato con riferimento al lancio di bottiglie incendiarie all'interno di un cantiere con operai al lavoro, ha annullato con rinvio la decisione cautelare impugnata per vizio di motivazione, evidenziando la necessità di accertare se gli operai fossero stati "bersagliati" dagli assalitori, ovvero se questi ultimi avessero agito "alla cieca", senza cioè potersi rendere conto di chi o che cosa sarebbe stato colpito dal lancio delle bottiglie incendiarie). (Annulla in parte con rinvio, Trib. lib. Torino, 09/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  15 maggio 2014 n. 28009  

 

Per l'integrazione del delitto di cui all'art. 280 c.p. è necessario il compimento, per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, di atti idonei diretti in modo non equivoco a provocare morte o lesioni in danno di una persona. (Annulla in parte con rinvio, Trib. lib. Torino, 09/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  15 maggio 2014 n. 28009  

 

Attesa la sostanziale equiparabilità tra la categoria dei delitti di attentato e quella dei delitti genericamente tentati, deve ritenersi che anche per i primi, come per i secondi, l'elemento soggettivo non possa consistere nel solo dolo eventuale. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio, per vizio di motivazione, la decisione del tribunale del riesame che aveva ritenuto configurabile il reato di cui all'art. 280 c.p. in un caso in cui, secondo la ricostruzione del fatto recepita dal medesimo tribunale, gl'indagati, nell'effettuare nottetempo ed in assenza di illuminazione, il lancio di bottiglie incendiarie in un'area di cantiere di una contestata opera pubblica, avevano agito con dolo eventuale, consistito nella m era accettazione del rischio che in quell'area potessero trovarsi operai e che dal lancio potessero quindi derivare, agli stessi, conseguenze lesive).

Cassazione penale sez. VI  15 maggio 2014 n. 28009  

 

Il reato di cui all'art. 280 c.p. (attentato per finalità terroristiche o di eversione), ancorché inquadrato nell'ambito dei delitti contro la personalità interna dello Stato (capo 2 del titolo I del libro I del c.p.), è configurabile anche quando abbia ad oggetto la base militare di un paese straniero stabilita nel territorio dello Stato in attuazione di accordi di alleanza con quel paese.

Cassazione penale sez. I  27 marzo 1996 n. 4036  

 

Il reato di cui all'art. 280 c.p. (attentato per finalità terroristiche o di eversione), ancorché inquadrato nell'ambito dei delitti contro la personalità interna dello Stato (capo 2 del titolo 1 del c.p.), è configurabile anche quando abbia ad oggetto la base militare di un Paese straniero stabilita nel territorio dello Stato in attuazione di accordi di alleanza con quel Paese.

Cassazione penale sez. I  27 marzo 1996 n. 4036  

 

La configurabilità in concreto di un consenso, in virtù di prevedibilità o previsione, e di una contestuale accettazione di ogni possibile evento successivo e conseguente, costituisce il sostrato delle categorie al dolo alternativo ed eventuale. In tema di banda armata l'astensione dell'oggetto della volontà ad una pluralità di eventi è correlata non già ad una serie indeterminata di illeciti, ma a quella gamma di reati, sia pure di gravità e qualità diverse, prevedibilmente rientranti nel programma operativo della banda armata e raggruppabili attorno ai poli dei reati contro il patrimonio e contro la vita e l'incolumità individuale, ossia un novero di fatti enucleabili in contestuale previsione ragionata ed in volizione di pari ampiezza. (Fattispecie in tema di banda armata (art. 306 c.p.) ed attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.). La S.C. ha ritenuto che il giudice di merito aveva correttamente desunto dalla contraffazione del bollettino di pagamento della tassa di circolazione di un veicolo "truccato" operata da un partecipe, dalla militanza di questi nell'organizzazione terroristica, dalla condivisione degli obiettivi tattici e strategici di essa, dalla conoscenza dei metodi di lotta, non alieni dal ricorso ed attentati mortali, secondo le regole di comune esperienza, la configurabilità del dolo alternativo in ordine all'evento omicidiario, ad onta della rigida comparizione vigente nel gruppo criminale, che impediva a membri di rilievo non primario, come l'imputato, la conoscenza del fine ultimo delle condotte loro richieste.

Cassazione penale sez. I  28 dicembre 1993

 

In tema di attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p., aggiunto dall'art. 2 l. 6 febbraio 1980, n. 15), caratterizzandosi la detta figura di reato essenzialmente per la presenza delle summenzionate finalità, e non per le caratteristiche obiettive delle condotte in cui essa può estrinsecarsi (le quali non si differenziano apprezzabilmente, nella previsione normativa, da quelle che, altrimenti, renderebbero configurabili altre e più comuni ipotesi di reato, quali le lesioni volontarie o l'omicidio, tentati o consumati), ne deriva che, al pari di quanto si verifica con riguardo alle comuni figure di delitto tentato, anche nel delitto di attentato non è determinante la antica e normativamente superata distinzione tra atti preparatori e atti esecutivi, richiedendosi anche per l'attentato, così come per il tentativo punibile, che gli atti, pur se meramente preparatori, siano tuttavia tali da dimostrarsi, in linea di fatto, come idonei ed inequivocabilmente diretti alla realizzazione di quello che, in assenza della specifica previsione, sarebbe il reato consumato.

Cassazione penale sez. I  10 maggio 1993

 



 
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