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Art. 284 codice penale: Insurrezione armata contro i poteri dello Stato

Chiunque promuove un’insurrezione armata contro i poteri dello Stato è punito con l’ergastolo e, se l’insurrezione avviene, con la morte (1).

Coloro che partecipano alla insurrezione sono puniti con la reclusione da tre a quindici anni; coloro che la dirigono, con la morte (1).

La insurrezione si considera armata anche se le armi sono soltanto tenute in un luogo di deposito.

(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.


Giurisprudenza annotata

Banda armata

In tema di reati contro la personalità dello Stato, la partecipazione integrante gli estremi del reato di associazione terroristico-eversiva costituita in banda armata è organico inserimento che non postula, di necessità, il positivo esperimento e, dunque, l'individuazione di una specifica condotta spiegata a sostegno del sodalizio, in chiave di attuale e specifico contributo causale al suo mantenimento o rafforzamento. Ne consegue che il mero inserimento nell'organigramma dell'associazione può costituire prova di partecipazione, la quale va rapportata alla natura e alle caratteristiche strutturali del sodalizio, mentre il contributo causale è immanente al mero inserimento organico nella struttura associativa, in quanto l'affidamento sulla persistente disponibilità di adepti, che rimangano mimetizzati nel tessuto connettivo della società (a fianco ed a sostegno di quelli dati alla clandestinità), è tale da rafforzare e consolidare il vincolo associativo, concorrendo a costituire l'elemento di coesione del gruppo, al pari della consapevolezza della comune militanza e della condivisione dell'idea rivoluzionaria.

Cassazione penale sez. V  12 novembre 2010 n. 4105  

 

Perché si abbia promuovimento di insurrezione armata contro lo Stato ai sensi dell'art. 284 c.p. non è sufficiente una mera attività di propaganda (prevista come illecito specifico dall'art. 272 c.p.), ma occorre che la condotta dell'agente crei i concreti presupposti per una insurrezione che sia dotata di potenzialità offensiva.

Cassazione penale sez. I  24 aprile 1991

 

Perché si abbia promuovimento di insurrezione armata contro lo Stato ai sensi dell'art. 284 c.p. non è sufficiente una mera attività di propaganda (prevista come illecito specifico dall'art. 272 c.p.), ma occorre che la condotta dell'agente crei i concreti presupposti per una insurrezione che sia dotata di potenzialità offensiva.

Cassazione penale sez. I  18 febbraio 1991

 

Non sono idonei ad integrare il reato di insurrezione armata contro i poteri dello Stato atti di terrorismo (quali omicidi, lesioni personali, sequestri di persona, rapine, furti, evasioni, propaganda e fatti di apologia) finalizzati al sovvertimento delle istituzioni democratiche, se questi non creano un concreto pericolo di sollevazione generalizzata dei cittadini che metta in discussione l'esistenza stessa dello Stato.

Cassazione penale sez. I  18 febbraio 1991

 

Ai fini della decorrenza dei termini della custodia cautelare e della illegittimità della cosiddetta contestazione " a catena -, non va confuso il fatto storico oggetto della contestazione, ben definito nella sua materialità (condotta, evento e nesso causale) e nel tempo, con l'elemento di prova, anche se quest'ultimo è costituito da un comportamento dell'imputato assunto a base ad una pluralità di imputazioni. Fattispecie di iniziale contestazione dei delitti di banda armata ed associazione sovversiva con provvedimento restrittivo della libertà personale e di successiva contestazione, con altro provvedimento restrittivo della libertà personale, dei reati di insurrezione armata e guerra civile. È stata ritenuta inesistente la contestazione a catena sul rilievo che l'acquisizione degli elementi probatori del concreto processo insurrezionale era avvenuta progressivamente solo in un secondo momento rendendo verosimile quanto meno agli effetti dell'art. 252 c.p.p., il passaggio dall'astratto disegno insurrezionale (inerente ai reati associativi) all'effettiva attuazione del programma criminoso con riguardo ai reati di cui agli art. 284 e 286 c.p., e ciò anche se l'elemento di prova in base al quale erano stati inizialmente contestati i reati associativi (la messa a disposizione degli associati di un appartamento) sia stato utilizzato, in unione agli elementi acquisiti soltanto successivamente, anche per la contestazione di detti ratei.

Cassazione penale sez. I  20 gennaio 1986

 

Fra il delitto di banda armata (art. 306 c.p.) e quelli di insurrezione armata (art. 284 c.p.) e di guerra civile (art. 286 c.p.) non sussiste nè un rapporto di specialità regolato dall'art. 15 c.p., nè un rapporto di progressività, nè di complessità (art. 84 c.p.), nè di consunzione o sussidiarietà, bensì un concorso di reati che può essere materiale e, eventualmente anche formale.

Cassazione penale sez. I  16 dicembre 1985

 

L'aggravante di cui all'art. 1 d.l. 15 dicembre 1979 n. 625, convertito nella l. 6 febbraio 1980 n. 15 (finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico) è compatibile con il delitto di banda armata previsto dall'art. 306 c.p. Gli elementi costitutivi di tale delitto, infatti, vanno individuati attraverso l'analisi della fattispecie tipica, di cui all'art. 306 c.p. e non in base alla realtà concreta della specifica banda armata oggetto della contestazione. Pertanto la finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, se in concreto esistente, deve essere considerata circostanza aggravante, e non elemento costitutivo, anche nel caso di banda armata finalizzata alla commissione di delitti previsti dagli artt. 270-bis (associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico), 284 (insurrezione armata contro i poteri dello Stato), 286 c.p. (guerra civile).

Cassazione penale sez. I  04 settembre 1984

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21 della l. 18 aprile 1975 n. 110, in relazione all'art. 3 Cost. Invero, l'omessa differenziazione, sul piano sanzionatorio, tra coloro che commettono il fatto previsto dal citato art. 21 della l. n. 110 del 1975 con armi da guerra o con armi comuni da sparo trova, anche rispetto alle opposte enunciazioni della legge sul controllo delle armi, piena giustificazione nella circostanza che qui all'elemento materiale della detenzione si lega una speciale componente psichica, costituita dal dolo specifico di sovvertire l'ordinamento dello Stato o di porre in pericolo la vita delle persone e la sicurezza della collettività mediante la commissione di attentati o dei reati di pericolo previsti dagli artt. 284, 285, 286 e 306 c.p. (nella specie, sulla base dell'enunciato principio, si è giudicato irrilevante che quel fine specifico di sovversione venga realizzato con armi da guerra o comuni da sparo, precisandosi che la diversità delle armi impiegate potrà essere tenuta presente dal giudice nel concreto esercizio del potere discrezionale di applicazione della pena).

Cassazione penale sez. I  23 gennaio 1984

 

Le ipotesi delittuose di banda armata sono, per espresso dettato legislativo, reati-mezzo al fine di commettere alcuno dei delitti, non colposi, contro la personalità internazionale o interna dello Stato, tra i quali sono compresi anche i delitti di insurrezione armata contro i poteri dello Stato e guerra civile. Per commettere il delitto di banda armata non è richiesto che la finalità sia stata raggiunta, essendo sufficiente la sola partecipazione, ai vari livelli specificati dalla legge, alla banda. Tra il delitto di banda armata ed i delitti-fine- che non ne costituiscono nè un elemento costitutivo nè una circostanza aggravante - esiste, pertanto, un rapporto di mezzo a fine e non di specie a genere. Da ciò consegue che, qualora il reato-fine sia stato pure realizzato, si ha concorso di reati, essendo inapplicabili sia la disposizione sul reato complesso sia il principio di specialità.

Cassazione penale sez. I  25 ottobre 1983



 
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