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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 286 codice penale: Guerra civile

Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato, è punito con l’ergastolo.

Se la guerra civile avviene, il colpevole è punito con la morte (1).

(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.


Giurisprudenza annotata

 

Guerra civile, banda armata

Ai fini della decorrenza dei termini della custodia cautelare e della illegittimità della cosiddetta contestazione " a catena -, non va confuso il fatto storico oggetto della contestazione, ben definito nella sua materialità (condotta, evento e nesso causale) e nel tempo, con l'elemento di prova, anche se quest'ultimo è costituito da un comportamento dell'imputato assunto a base ad una pluralità di imputazioni. Fattispecie di iniziale contestazione dei delitti di banda armata ed associazione sovversiva con provvedimento restrittivo della libertà personale e di successiva contestazione, con altro provvedimento restrittivo della libertà personale, dei reati di insurrezione armata e guerra civile. È stata ritenuta inesistente la contestazione a catena sul rilievo che l'acquisizione degli elementi probatori del concreto processo insurrezionale era avvenuta progressivamente solo in un secondo momento rendendo verosimile quanto meno agli effetti dell'art. 252 c.p.p., il passaggio dall'astratto disegno insurrezionale (inerente ai reati associativi) all'effettiva attuazione del programma criminoso con riguardo ai reati di cui agli art. 284 e 286 c.p., e ciò anche se l'elemento di prova in base al quale erano stati inizialmente contestati i reati associativi (la messa a disposizione degli associati di un appartamento) sia stato utilizzato, in unione agli elementi acquisiti soltanto successivamente, anche per la contestazione di detti ratei.

Cassazione penale sez. I  20 gennaio 1986

 

Fra il delitto di banda armata (art. 306 c.p.) e quelli di insurrezione armata (art. 284 c.p.) e di guerra civile (art. 286 c.p.) non sussiste nè un rapporto di specialità regolato dall'art. 15 c.p., nè un rapporto di progressività, nè di complessità (art. 84 c.p.), nè di consunzione o sussidiarietà, bensì un concorso di reati che può essere materiale e, eventualmente anche formale.

Cassazione penale sez. I  16 dicembre 1985

 

L'aggravante di cui all'art. 1 d.l. 15 dicembre 1979 n. 625, convertito nella l. 6 febbraio 1980 n. 15 (finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico) è compatibile con il delitto di banda armata previsto dall'art. 306 c.p. Gli elementi costitutivi di tale delitto, infatti, vanno individuati attraverso l'analisi della fattispecie tipica, di cui all'art. 306 c.p. e non in base alla realtà concreta della specifica banda armata oggetto della contestazione. Pertanto la finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, se in concreto esistente, deve essere considerata circostanza aggravante, e non elemento costitutivo, anche nel caso di banda armata finalizzata alla commissione di delitti previsti dagli artt. 270-bis (associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico), 284 (insurrezione armata contro i poteri dello Stato), 286 c.p. (guerra civile).

Cassazione penale sez. I  04 settembre 1984

 

I delitti di insurrezione armata contro i poteri dello Stato e di guerra civile possono tra loro concorrere.

Cassazione penale sez. I  13 aprile 1984

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21 della l. 18 aprile 1975 n. 110, in relazione all'art. 3 Cost. Invero, l'omessa differenziazione, sul piano sanzionatorio, tra coloro che commettono il fatto previsto dal citato art. 21 della l. n. 110 del 1975 con armi da guerra o con armi comuni da sparo trova, anche rispetto alle opposte enunciazioni della legge sul controllo delle armi, piena giustificazione nella circostanza che qui all'elemento materiale della detenzione si lega una speciale componente psichica, costituita dal dolo specifico di sovvertire l'ordinamento dello Stato o di porre in pericolo la vita delle persone e la sicurezza della collettività mediante la commissione di attentati o dei reati di pericolo previsti dagli artt. 284, 285, 286 e 306 c.p. (nella specie, sulla base dell'enunciato principio, si è giudicato irrilevante che quel fine specifico di sovversione venga realizzato con armi da guerra o comuni da sparo, precisandosi che la diversità delle armi impiegate potrà essere tenuta presente dal giudice nel concreto esercizio del potere discrezionale di applicazione della pena).

Cassazione penale sez. I  23 gennaio 1984

 

I delitti di insurrezione armata contro i poteri dello Stato e di guerra civile si differenziano da quelli di cospirazione politica mediante associazione e di banda armata in quanto questi ultimi, pur essendo finalizzati alla sovversione violenta degli ordinamenti dello stato e alla instaurazione della dittatura di classe, in realtà, restano nell'ambito meramente preparatorio rispetto ai delitti a scopo di insurrezione armata e di guerra civile dei quali, in definitiva, sono i mezzi strumentali.

Cassazione penale sez. I  14 gennaio 1983

 

Il delitto di insurrezione armata contro i poteri dello Stato può concorrere formalmente con il delitto di guerra civile. Il primo delitto infatti consiste nella lotta armata tra diverse fazioni mentre il concorso si verifica quando il medesimo fatto sia idoneo a provocare violenza nella detta duplice direzione).

Cassazione penale sez. I  08 ottobre 1982

 

Il reato di insurrezione armata consiste nella lotta armata di una fazione contro i poteri dello Stato. Il reato di guerra civile consiste nella lotta armata tra diverse fazioni.

Cassazione penale sez. I  08 ottobre 1982

 

 



 
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