codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 291 codice penale: Vilipendio alla nazione italiana

Chiunque pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la reclusione da uno a tre anni.


Giurisprudenza annotata

Vilipendio alla nazione italiana

Ai fini della configurabilità del reato di vilipendio alla nazione italiana, non è necessario che la manifestazione di vilipendio sia specifica e indirizzata a persone determinate alle quali cagioni turbamento psichico, essendo sufficiente ogni espressione di ingiuria o di disprezzo pronunciata con la coscienza e volontà di ledere il prestigio o l'onore della collettività nazionale. (Fattispecie nella quale l'imputato aveva pronunciato alla presenza dei carabinieri la frase: " In questo schifo di Italia di merda"). Rigetta, App. Campobasso, 26/04/2012

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2013 n. 28730  

 

Il reato di vilipendio alla nazione italiana non si pone in contrasto con l'art. 21 della Costituzione, atteso che il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, garantito dalla norma costituzionale, non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di correlazione con una critica obiettiva. Rigetta, App. Campobasso, 26/04/2012

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2013 n. 28730  

 

Per la confìgurabilità del reato di cui all'art. 291 c.p., è sufficiente una manifestazione generica di vilipendio alla nazione, intesa come comunità avente la stessa origine territoriale, storia, lingua e cultura, effettuata pubblicamente, nella coscienza e volontà di ledere il prestigio e l'onore della nazione italiana (nella specie, è stato ritenuto integrare gli estremi del reato de quo l'aver inveito contro la nazione gridando sulla pubblica via «in questo schifo di Italia di merda» in occasione della contestazione di una contravvenzione elevata dai carabinieri per violazione delle regole sulla circolazione stradale). Conferma App. Campobasso 26 aprile 2012

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2013 n. 28730  

 

Il reato di vilipendio della nazione italiana, previsto dall'art. 291 c.p., manifestamente non si pone in contrasto con gli art. 3 comma 1, 21 comma 1 e 25 comma 2 cost. ed è da ritenere sufficiente, per la sua configurabilità, che l'agente adotti, con coscienza e volontà, espressioni di ingiuria o di disprezzo atte a ledere il prestigio e l'onore della collettività nazionale, a prescindere da quelli che possano essere i veri sentimenti da lui nutriti al riguardo (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la penale responsabilità dell'imputato in ordine al reato "de quo", consistito, secondo l'accusa, nell'aver egli, in luogo pubblico ed in presenza di più persone, nel contestare l'operato di una pattuglia di Carabinieri che aveva rilevato a suo carico un'infrazione al codice della strada, adoperato l'espressione "in questo schifo di Italia di m... ").

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2013 n. 28730

 

L'elemento oggettivo del delitto previsto dall'art. 291 c.p. non richiede che la manifestazione di vilipendio sia specifica e che essa sia indirizzata a determinate persone, alle quali cagioni un certo turbamento psichico; per integrare il reato "de quo" è sufficiente una manifestazione generica di vilipendio alla nazione - da intendersi come comunità avente la stessa origine territoriale, storia, lingua e cultura - effettuata pubblicamente. Il reato in esame, infatti, non consiste in atti di ostilità o di violenza o in manifestazioni di odio: basta l'offesa alla nazione, cioè un'espressione d'ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l'onore della collettività nazionale, a prescindere dai veri sentimenti nutriti dall'autore, mentre l'elemento psicologico consiste nel dolo generico, ossia nella coscienza e volontà di ledere il prestigio e l'onore della nazione italiana (confermata, nella specie, la condanna nei confronti dell'imputato che, ad un controllo effettuato da una pattuglia dei carabinieri, aveva apostrofato in malo modo la nazione italiana).

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2013 n. 28730  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti