codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 294 codice penale: Attentati contro i diritti politici del cittadino

Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.


Giurisprudenza annotata

Attentato contro i diritti politici del cittadino

L'inganno necessario alla configurabilità del delitto di cui all'art. 294 c.p. è quello attraverso il quale venga impedito ad un soggetto l'esercizio dei diritti politici in senso stretto e pertanto non può essere configurato nel caso di un procedimento disciplinare iniziato dagli organi di un partito ed all'esito del quale un associato venga sospeso dall'attività politica, ben potendo in tal caso il soggetto interessato contestare la decisione nelle sedi appropriate, come quella civile o quella del ricorso gerarchico agli organi centrali del partito. (La Corte ha peraltro argomentato che diverso sarebbe il caso in cui si procedesse ad un inizio di procedimento disciplinare come strumento, "ictu oculi" illegittimo, volto ad impedire che il soggetto possa partecipare alla competizione politica).

Cassazione penale sez. I  21 aprile 2005 n. 17333  

 

La condotta del reato di attentato contro i diritti politici del cittadino (art. 294 c.p.) consiste nella violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. Diritti politici, nell'attuale assetto costituzionale, sono quelli che permettono al cittadino di partecipare all'organizzazione ed al funzionamento dello Stato e degli altri enti di rilevanza costituzionale, come le regioni, le province e i comuni, ai quali è attribuita la funzione di indirizzo politico in relazione ad un determinato aggregato di persone stanziate su una parte del territorio. Nel novero dei diritti politici rientra, pertanto, quello di elettorato passivo configurabile in riferimento alla carica di consigliere comunale. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione, dallo stesso presentata, quale giardiniere del comune).

Cassazione penale sez. I  14 ottobre 1993

 

L'elemento materiale del reato di attentato contro i delitti politici del cittadino, previsto dall'art. 294 c.p., consiste in una condotta esplicantesi in violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. L'art. 610 c.p., che prevede il reato di violenza privata, delinea una fattispecie generica e sussidiaria, sicché questa è destinata ad essere assorbita in quella specifica di cui art. 294 c.p., in virtù del principio di specialità fissato dall'art. 15 c.p. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione come giardiniere del comune, dallo stesso presentata. La suprema Corte ha statuito che correttamente il giudice di merito aveva ravvisato il delitto ipotizzato dall'art. 294 c.p.).

Cassazione penale sez. I  14 ottobre 1993

 

La condotta del reato di attentato contro i diritti politici del cittadino (art. 294 c.p.) consiste nella violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. Diritti politici, nell'attuale assetto costituzionale, sono quelli che permettono al cittadino di partecipare all'organizzazione ed al funzionamento dello Stato e degli altri enti di rilevanza costituzionale, come le regioni, le province e i comuni, ai quali è attribuita la funzione di indirizzo politico in relazione ad un determinato aggregato di persone stanziate su una parte del territorio. Nel novero dei diritti politici rientra, pertanto, quello di elettorato passivo configurabile in riferimento alla carica di consigliere comunale. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione dallo stesso presentata, quale giardiniere del comune).

Cassazione penale sez. I  14 ottobre 1993

 

L'elemento materiale del reato di attentato contro i diritti politici del cittadino, previsto dall'art. 294 c.p., consiste in una condotta esplicantesi in violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. L'art. 610 c.p., che prevede il reato di violenza privata, delinea una fattispecie generica e sussidiaria, sicché questa è destinata ad essere assorbita in quella specifica di cui all'art. 294 c.p., in virtù del principio di specialità fissato dall'art. 15 c.p. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione come giardiniere del comune, dallo stesso presentata. La suprema corte ha statuito che correttamente il giudice di merito aveva ravvisato il delitto ipotizzato dall'art. 294 c.p.).

Cassazione penale sez. I  14 ottobre 1993

 

Il delitto previsto dall'art. 294 c.p. è reato di evento, con configurabilità del tentativo, ancorché la rubrica faccia riferimento all'attentato, e costituisce un titolo generico e sussidiario rispetto ai reati specificamente previsti in materia elettorale ai quali, qualora ne ricorrano gli estremi, è destinato a cedere in virtù del principio di specialità.

Cassazione penale sez. I  26 giugno 1989

 

Elemento essenziale per la configurazione materiale del reato di cui all'art. 294 c.p. è che l'impedimento di un diritto politico ovvero la determinazione dell'elettore ad esercitare in senso difforme dalla sua volontà siano compiuti mediante inganno, ossia con un mezzo fraudolento che produca gli stessi effetti della violenza o della minaccia, cui è equiparato, in ordine all'idoneità ad esercitare sull'elettore una pressione di tale intensità da indurlo a determinarsi nell'esercizio di un diritto politico in modo contrario alla sua reale volontà (nella specie, è stato escluso che la suggestione possa ritenersi un mezzo fraudolento e che sia stato fatto uso dello stesso in un discorso svolto nel corso di una trasmissione televisiva e contenente l'espressione dello scarso interesse per i quesiti sottoposti a referendum abrogativo ed al contrario il preminente interesse per il problema della caccia rimasto estraneo alla consultazione referendaria del novembre 1987).

Cassazione penale sez. I  26 giugno 1989

 

Ad integrare l'inganno necessario alla configurabilità del delitto di cui all'art. 294 c.p. non basta la semplice suggestione e neanche le promesse chimeriche, le forzature dialettiche, le prospettazioni incomplete o tendenziose di situazioni nazionali o locali, le interpretazioni faziose di eventi, ma occorre una condotta che faccia ricorso a qualsiasi mezzo fraudolento idoneo ad esercitare sull'elettore una passione di tale intensità da indurlo a determinarsi, nell'esercizio di un diritto politico, in modo contrario alla sua reale volontà.

Cassazione penale sez. I  26 giugno 1989



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti