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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 302 codice penale: Istigazione a commettere alcuno dei delitti preveduti nei capi primo e secondo

Chiunque istiga taluno a commettere uno dei delitti, non colposi, preveduti dai capi primo e secondo di questo titolo, per i quali la legge stabilisce la pena di morte (1) o l’ergastolo o la reclusione, è punito, se la istigazione non è accolta, ovvero se la istigazione è accolta ma il delitto non è commesso, con la reclusione da uno a otto anni.

Tuttavia, la pena da applicare è sempre inferiore alla metà della pena stabilita per il delitto al quale si riferisce la istigazione.

(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.


Giurisprudenza annotata

Istigazione

Il reato associativo previsto dall'art. 270 bis c.p. rientra nell'ambito dei delitti di pericolo presunto, o a consumazione anticipata, caratterizzati dall'anticipazione della soglia di punibilità nel momento stesso della costituzione di un'organizzazione di persone e di mezzi, volta a realizzare un programma di violenze e aggressioni per finalità di terrorismo, onde la fattispecie punitiva ha a oggetto attività meramente prodromiche e preparatorie antecedenti all'inizio di esecuzione delle programmate condotte violente. Peraltro, se ai fini della sussistenza del reato non è necessario il compimento degli atti criminosi costituenti espressione del programma criminoso e stnunentali alla particolare finalità perseguita, è necessario che la struttura organizzativa presenti un grado di "effettività" tale da rendere almeno possibile l'attuazione del progetto criminoso e da giustificare, quindi, la valutazione legale di pericolosità, correlata alla idoneità della struttura alla realizzazione della serie indeterminata di reati per il cui compimento l'associazione stessa è stata costituita. Diversamente opinando, l'anticipazione della repressione penale finirebbe con il sanzionare la semplice adesione ad un'astratta ideologia e si finirebbe per reprimere idee, piuttosto che fatti (piuttosto, nell'ipotesi di accordo non concretizzatosi in un'organizzazione adeguata al piano terroristico, potrebbe ravvisarsi il reato di cui all'art. 304 c.p., che, attraverso l'art. 302 c.p., richiama anche l'art. 270 bis c.p.) (nella specie, la Corte ha annullato con rinvio la decisione "de libertate" che aveva ravvisato il reato sulla base solo di alcuni scritti teorizzanti la necessità di danneggiamenti, attentati a banche, carceri, caserme, ripetitori, quali azioni finalizzate a mettere in pratica l'ideologia anarchica, omettendo peraltro qualsiasi approfondimento in ordine all'effettività del dato strutturale e organizzativo proprio dell'associazione ex art. 270 bis c.p.).

Cassazione penale sez. I  10 luglio 2007 n. 34989  

 

Il delitto di banda armata, previsto dall'art. 306 c.p., è un reato plurisoggettivo di pericolo presunto iuris ed de iure che si realizza per il solo fatto di promuovere, costituire, organizzare od aderire ad una banda armata col fine di commettere uno dei delitti indicati nell'art. 302 c.p. fra cui sono anche quelli di associazione sovversiva (art. 270 c.p.) e di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico (art. 270-bis c.p.), sicché fra il reato previsto dall'art. 306 c.p. e quelli previsti dalle altre norme si realizza un concorso di reati, normalmente formale, ma che - a seconda dei casi - può essere anche materiale, trattandosi di reati costituenti l'uno il mezzo (art. 306) e l'altro il fine (di raggiungere lo scopo perseguito da uno dei delitti non colposi preveduti dai capi primo e secondo, titolo primo, libro secondo c.p.) che può quindi essere diverso da quello sovversivo, terroristico od eversivo.

Cassazione penale sez. I  04 novembre 1987

 

Il reato di cui all'art. 306 c.p. ha natura strumentale rispetto ai delitti indicati nell'art. 302 stesso codice, dato che la " banda armata " " si forma " proprio " per commetterli -. L'esistenza del fine specifico e la formazione della banda armata connotano tale reato, che viene a giuridica esistenza anche se il fine non viene raggiunto, ma che non perde la sua autonomia quando la banda commetta i delitti inseriti nel suo programma. Il raggiungimento del fine porta quale conseguenza che reato-mezzo, cioè, quello di cui all'art. 306, e reati-fine, cioè quelli di cui all'art. 302, concorrano tra di loro e, poiché tra i delitti non colposi indicati nell'art. 302 ci sono anche quelli di cui agli art. 270 e 270-bis c.p., è configurabile il concorso fra essi e il reato di " banda armata " essendo solo da definire se tale concorso di reati sia un concorso materiale o un concorso formale. Quando vi sia coincidenza in senso naturalistico, di tali reati fra di loro strumentalmente collegati, così che il fine specifico che qualifica il reato di banda armata rimane esterno all'azione solo in senso normativo, sussiste concorso formale, ai sensi dell'art. 81 comma 1 c.p., fra detti reati. (Nella specie è stato ritenuto che i vari gruppi armati, sorti in Italia tra la fine del 1978 e gli inizi del 1979 con il fine di creare una vera e propria associazione sovversiva, avevano dato corpo e consistenza a quest'ultima e, quindi, capacità operativa, nello stesso momento in cui si caratterizzavano come banda armata).

Cassazione penale sez. I  09 aprile 1987

 

Tra il reato di banda armata e quello di guerra civile non è configurabile alcuna specialità, assorbimento o sussidiarietà. Il delitto di banda armata è un reato-mezzo, caratterizzato dalla finalità di commettere uno dei delitti contro la personalità internazionale od interna dello Stato, previsti dall'art. 302 c.p., ma non si identifica con il reato-fine, poiché la realizzazione di quest'ultimo non è considerata nè elemento costitutivo del reato e neppure circostanza aggravante. Ne consegue che, se il fine si realizza, il reato posto in essere non può che concorrere con quello ritenuto reato-mezzo.

Cassazione penale sez. I  09 giugno 1986

 

La banda armata è lo strumento per la consumazione di tutti i delitti indicati nell'art. 302 c.p., per cui l'oggetto del fine del delitto di banda armata è considerato esterno solo dalla norma, mentre, in effetti, si concreta unitamente al consumarsi di quella azione che ad esso mira; pertanto, tra la banda armata e i due reati associativi ex art. 270-bis c.p. è configurabile unicamente il concorso formale non già quello materiale.

Cassazione penale sez. I  26 marzo 1986

 

Tra i delitti di associazione sovversiva e banda armata è configurabile il concorso formale e non già il concorso apparente di norme, nè si può parlare di reato complesso. Infatti, la banda armata non è correlata finalisticamente solo con il delitto di cui all'art. 270 c.p., ma con tutti quelli indicati nell'art. 302 c.p.

Cassazione penale sez. I  12 luglio 1985

 

Tra i delitti di associazione sovversiva e banda armata è configurabile il concorso formale e non già il concorso apparente di norme; nè si può parlare di reato complesso. Infatti, la banda armata non è correlata finalisticamente solo con il delitto di cui all'art. 270 c.p., ma con tutti quelli indicati nell'art. 302.

Cassazione penale sez. I  31 maggio 1985

 

Il delitto di banda armata è un reato-mezzo, finalizzato alla commissione di uno dei delitti contro la personalità interna od internazionale dello Stato, previsti dall'art. 302 c.p. e non si identifica con il reato-fine, poiché la realizzazione di quest'ultimo non è considerata nè elemento costitutivo nè circostanza aggravante del reato. Da ciò consegue che, se il fine si realizza, il reato-mezzo concorre con il reato-fine e che i responsabili del delitto di banda armata, i quali abbiano, altresì, commesso uno o più dei delitti per cui era stata costituita la banda, rispondono sia del delitto di banda armata che degli altri consumati in attuazione del fine, in concorso materiale o formale tra loro.

Cassazione penale  13 aprile 1984

 

La costituzione di banda armata ha come elemento fondamentale la finalità di commettere uno dei reati previsti dall'art. 302 c.p., attraverso la consumazione di numerosi altri reati. Ne consegue che dal dirigente-organizzatore al partecipe si costituisce un vincolo caratterizzato dalla comune volontà di delinquere per il conseguimento del fine proposto e ciò implica necessariamente un accordo per il compimento di quella attività criminosa che proprio dai dirigenti ed organizzatori sia ritenuta utile o politicamente o materialmente, per assicurare la stessa esistenza ed operatività della banda.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 1983

 



 
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