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Art. 305 codice penale: Cospirazione politica mediante associazione

Quando tre o più persone si associano al fine di commettere uno dei delitti indicati nell’articolo 302, coloro che promuovono, costituiscono o organizzano la associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da cinque a dodici anni.

Per il solo fatto di partecipare all’associazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.

I capi dell’associazione soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

Le pene sono aumentate se l’associazione tende a commettere due o più dei delitti sopra indicati (1).

(1)Con sentenza n. 123 del 28 dicembre 1962 la Corte cost. ha dichiarato che “compete al giudice di merito disapplicare le norme ricordate – artt.

330, 304, 305 cod. pen. – in tutti quei casi rispetto ai quali l’accertamento degli elementi di fatto conduca a far ritenere che lo sciopero costituisca valido esercizio del diritto garantito dall’art. 40 Cost., ed a rendere in conseguenza possibile l’applicazione dell’esimente di cui al cit. art. 51 cod. pen.”.


Giurisprudenza annotata

Cospirazione politica.

L'effetto interruttivo di uno degli eventi indicati nell'art. 301 c.p.c. (morte, radiazione o, come nella fattispecie, sospensione del procuratore) si verifica automaticamente, ma il "dies a quo" per la riassunzione del processo ex art. 305 c.p. decorre dalla data della conoscenza legale dell'evento, e non già dall'evento stesso, dovendosi intendere per tale conoscenza legale l'espressa dichiarazione della parte, ovvero la comunicazione e/o la notificazione ad essa eseguita.

Tribunale Pescara  18 dicembre 2002

 

È manifestamente infondata la q.l.c. del combinato disposto degli art. 300 e 305 c.p. nella parte in cui prevede l'estinzione del processo in corso per mancata riassunzione nel termine perentorio di sei mesi dall'interruzione, anche nel caso di estinzione di un ente pubblico, in riferimento all'art. 24 cost.

Corte Costituzionale  10 aprile 2002 n. 102  

 

Il delitto di cospirazione politica mediante accordo (art. 304 c.p.) si perfeziona in base al mero incontro delle volontà di più soggetti per l'attuazione di un determinato proposito criminoso a scopo politico, senza che sia necessaria la costituzione di una struttura organizzativa di uomini e mezzi, richiesta invece per la configurabilità del delitto di cospirazione politica mediante associazione (art. 305 c.p.).

Cassazione penale sez. I  27 febbraio 2002 n. 17662  

 

Perché si consumi il delitto di cui all'art. 305 c.p. (cospirazione politica mediante associazione) è sufficiente che tre o più persone costituiscano, promuovano, organizzino oppure aderiscano ad un'organizzazione anche rudimentale, a carattere stabile, pur se non consacrata in atti formali, volta alla realizzazione dei delitti non colposi contro la personalità internazionale od interna dello Stato per i quali la legge stabilisca la pena dell'ergastolo o della reclusione, per ciò solo rispondendo del delitto di cui al richiamato art. 305 c.p., anche se non venga realizzato alcuno dei reati fine.

Cassazione penale sez. I  27 ottobre 1988

 

Il delitto previsto dall'art. 305 c.p. (cospirazione politica mediante associazione) si distingue da quello previsto dall'art. 304 c.p. (cospirazione politica mediante accordo) non solo per il numero minimo delle persone associatesi (che in quest'ultima fattispecie possono essere anche solo due), ma soprattutto perché secondo l'art. 304 c.p. è sufficiente il semplice accordo, la sola pattuizione, senza la necessità che si addivenga (come invece è necessario per la cospirazione politica mediante associazione prevista dall'art. 305 c.p.) al "quid pluris" costituito dall'organizzazione, ossia dall'insieme di uomini o di mezzi fra loro coordinati e per conseguire attraverso un "minimum" di ordine, una maggiore efficienza, sì da creare una struttura in grado di operare.

Cassazione penale sez. I  27 ottobre 1988

 

L'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 305 c.p. è costituito dal dolo specifico cioè dalla volontà cosciente e libera di aderire ad una associazione con altresì la consapevolezza di cospirare per la perpetrazione di uno o più delitti contro la personalità internazionale o interna dello Stato.

Corte appello Roma  26 marzo 1985

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della l. n. 304 del 1982 in relazione all'art. 3 Cost. Invero, la limitazione dei casi di non punibilità di cui alla citata norma in riferimento ai reati concernenti le armi e connessi con i delitti associativi indicati negli artt. 270, 270-bis, 304, 305 e 306 c.p. non si traduce in una disparità irrazionale di trattamento nei confronti di imputati chiamati a rispondere dei soli reati in tema di armi, anche se aggravati da finalità di terrorismo; e ciò perché del tutto ragionevole si addimostra la diversificazione di trattamento ove si pensi che la misura premiale in esame risulta finalizzata alla difesa dell'ordinamento costituzionale attraverso il comportamento di chi, rimeditando le proprie esperienze, mina la efficienza di organizzazioni criminali strutturate secondo i paradigmi delle richiamate disposizioni del codice penale.

Cassazione penale sez. I  23 gennaio 1984

 

È da ritenere realizzato il delitto ex art. 305 c.p. allorquando i cospiranti abbiano concordato, in modo serio ed impegnativo, lo svolgimento dell'attività necessaria al conseguimento del risultato che s'identifica con uno dei reati indicati nell'art. 302 dello stesso codice, indipendentemente dalla puntuale preordinazione dei mezzi operativi. (Nella specie, sulla base dell'enunciato principio, si è affermato che basta, ad integrare il delitto di cospirazione, il fine di tre o più persone formanti l'associazione di commettere anche uno solo degli illeciti previsti dall'art. 302 c.p., e ciò a differenza della previsione ex art. 416 c.p. dove occorre lo scopo di commettere più delitti, precisandosi che, nella cospirazione, la natura politica dei fatti criminosi conferisce alla condotta una particolare gravità e rende, in ultima analisi, incriminabili azioni " ordinariamente non incriminate in sede penale ", posto che s'intende così prevenire anche il pericolo indiretto cui sono esposti i valori peculiari della sicurezza dello Stato, della sua integrità territoriale e della sua costituzione).

Cassazione penale sez. I  24 giugno 1983



 
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