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Art. 334 codice penale: Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa

Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinquantuno euro a cinquecentosedici euro.

Si applicano la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da trenta euro a trecentonove euro, se la sottrazione, la soppressione, la distruzione, la dispersione o il deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa, affidata alla sua custodia.

La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a trecentonove euro, se il fatto è commesso dal proprietario della cosa medesima non affidata alla sua custodia (1).

 

(1) Articolo così sostituito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.


Giurisprudenza annotata

Sottrazione o danneggiamento di cose pignorate o sequestrate

Ai fini della configurabilità del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro penale, è sufficiente la contemporaneità della condotta tipizzata con la effettività del vincolo apposto sul bene, mentre è irrilevante la successiva caducazione della misura, poiché la fattispecie prevista dall'art. 334 c.p. è diretta alla salvaguardia del vincolo in quanto esistente e non in quanto valido. (Nella specie, relativa alla condotta di radiazione e vendita all'estero di un'autovettura in sequestro, la S.C. ha annullato la sentenza di assoluzione fondata sulla intervenuta revoca della misura reale in data successiva alla condotta illecita). (Annulla con rinvio, Trib. Padova, 11/07/2012 )

Cassazione penale sez. VI  14 novembre 2014 n. 48037  

 

Il reato di cui all'art. 334 c.p., diretto alla salvaguardia del vincolo in quanto esistente e non in quanto valido, viene a configurarsi come reato di disobbedienza, legittimato dalla finalità perseguita dal legislatore del buon andamento della pubblica amministrazione o della amministrazione della giustizia. Sicché la revoca del sequestro esula da qualsiasi legittima considerazione rispetto al reato ormai consumato attraverso la consapevole sottrazione del bene al vincolo cautelare, in un momento in cui esso era esistente, e dunque non incide sulla sussistenza degli elementi costitutivi del reato (annullata con rinvio la sentenza che aveva ritenuto insussistente il delitto di sottrazione di bene sottoposto a sequestro penale nella condotta dell'imputato che aveva venduto una automobile sequestrata per cui, poi, era stato revocato il sequestro).

Cassazione penale sez. VI  14 novembre 2014 n. 48037  

 

Integra il reato di cui all'art. 334 c.p. il deterioramento del mezzo sottoposto a sequestro amministrativo; tuttavia la relativa condotta è punita esclusivamente a titolo di dolo (nella specie, la Corte ha escluso la sussistenza del reato de quo nella condotta dell'imputata coinvolta in un sinistro mentre era alla guida di un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, atteso che anche nell'ipotesi in cui la responsabilità del sinistro fosse stata da ascriversi ad una condotta di guida negligente, imprudente, imperita o inosservante delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da parte dell'imputata, sussisteva esclusivamente una natura colposa. Il deterioramento, pertanto, non derivando da una condotta sorretta da dolo, non integrava gli estremi del reato di cui all'art. 334 c.p.).

Cassazione penale sez. VI  30 ottobre 2014 n. 7595  

 

Il delitto di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro, di cui all'art. 334 c.p., è un reato istantaneo che si perfeziona al momento e con il solo fatto della rimozione o sottrazione dolosa, pertanto, per il computo del termine di prescrizione, laddove vi sia incertezza circa il "tempus commissi delicti", va ritenuto, ricorrendo al principio del "favor rei", che la consumazione del reato sia avvenuta in epoca prossima al sequestro penale.

Tribunale Napoli sez. I  28 ottobre 2014 n. 14475  

 

In materia di art. 334 c.p., è bene rilevare che un problema di concorso apparente di norme si pone solo in relazione a quei casi in cui il delitto in esame si attui attraverso la sottrazione del bene; infatti il concetto di sottrazione non implica necessariamente quello di privazione (mediante occultamento del bene), ma può essere integrato anche dalla semplice 'amotio' (cioè il semplice spostamento della cosa) effettuata senza una preventiva autorizzazione dell'autorità amministrativa che ne aveva disposto il sequestro.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  16 luglio 2014 n. 3384  

 

Ai fini della configurabilità del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro penale, è necessaria la contemporaneità della condotta tipizzata con la effettività del vincolo apposto sul bene, con la conseguenza che la prima rileva solo se insiste su cose sequestrate con un atto, pur invalido, ma efficace e sino a quando gli effetti del sequestro non siano cessati o direttamente in forza di legge ovvero per una pronuncia adottata dall'Autorità giudiziaria o amministrativa. (Fattispecie nella quale la Corte ha escluso la sussistenza del reato previsto dall'art. 334 c.p. sulla base del rilievo che la condotta dell'agente si collocava in un momento successivo rispetto al provvedimento di dissequestro dei beni, immediatamente esecutivo). (Annulla senza rinvio, App. Cagliari, s.d. Sassari, 31/01/2013 )

Cassazione penale sez. VI  03 giugno 2014 n. 36405  

 

È da escludere la configurabilità del reato di cui all'art. 334 c.p. nel caso in cui taluna delle condotte ivi indicate abbia avuto ad oggetto un bene da considerare non più sottoposto a sequestro per effetto dell'intervenuta revoca del medesimo con provvedimento giudiziario, nulla rilevando che tale provvedimento non sia stato ancora eseguito né che esso sia stato adottato a seguito di archiviazione e non (come previsto dall'art. 323 c.p.p.) della pronuncia di sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere.

Cassazione penale sez. VI  03 giugno 2014 n. 36405  

 

Integra il delitto previsto dall'art. 334, comma 3, c.p., e non quello di furto, la condotta di chi, dopo aver subito il sequestro di sostanza stupefacente di cui abbia la piena ed effettiva, anche se illecita, disponibilità, approfittando di un momento di distrazione degli agenti operanti, si impadronisce nuovamente della stessa. (Annulla con rinvio, App. Milano, 20/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  22 aprile 2014 n. 45503  

 

Il concorso apparente di norme tra le previsioni di cui all'art. 334 c.p. e di cui all'art. 213, comma 4, c. strad., con conseguente applicazione al responsabile della sola sanzione amministrativa prevista dal codice della strada, ricorre esclusivamente se la sottrazione del veicolo sottoposto a sequestro è stata realizzata mediante la circolazione dello stesso, mentre, quando tale sottrazione è realizzata con modalità diverse dalla diretta circolazione del mezzo su di una strada, è configurabile la fattispecie prevista dall'art. 334 c.p. (Annulla con rinvio, Trib. Genova, 11/04/2012 )

Cassazione penale sez. VI  10 aprile 2014 n. 18423  

 

Mentre chi circola con un veicolo sottoposto a sequestro certamente realizza una sottrazione astrattamente riconducibile ad entrambe le previsioni degli artt. 334 c.p. e 213 c.d.s., non vale invece il contrario, potendo taluno sottrarre un veicolo senza mai circolare, con tale espressione dovendosi intendere la condotta di colui il quale, a bordo del mezzo, si muova su di una strada. In tale ipotesi, non è configurabile un concorso apparente di norme, atteso che la condotta, già da un punto di vista astratto, non è riconducibile a disposizioni sanzionatorie diverse, l'una penale, l'altra amministrativa, ma soltanto ad una di esse, segnatamente alla fattispecie incriminatrice penale.

Cassazione penale sez. VI  10 aprile 2014 n. 18423  

 

Integra il delitto di distruzione di cose sottoposte a sequestro di cui all'art. 334, comma 2, c.p. la condotta di chi, violando i doveri inerenti alla giudiziale custodia del veicolo di sua proprietà sottoposto a sequestro amministrativo, lo distrugge mediante rottamazione non autorizzata, così frustrandole finalità di rilievo pubblicistico sottese al vincolo di intangibilità ed inutilizzabilità gravante sul bene. (Dichiara inammissibile, App. Messina, 28/09/2011 )

Cassazione penale sez. VII  19 dicembre 2013 n. 8170  

 

La condotta di chi circoli abusivamente con il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, ai sensi dell'art. 213 c. strad., integra esclusivamente l'illecito amministrativo previsto dal comma 4 dello stesso articolo e non anche il delitto di sottrazione di cose sottoposte a sequestro di cui all'art. 334 c.p. Lo stesso principio, a fortiori, non può non trovare applicazione nel caso in cui (come nel presente giudizio) un soggetto sia stato fermato alla guida di un mezzo sottoposto a sequestro amministrativo, di cui si è impossessato per colpa del custode ai sensi dell'"art. 335 c.p., senza che, quindi, ricorrano le ipotesi di "distruzione", "dispersione" e "soppressione", richiamate dalla norma il questione.

Corte appello Palermo sez. I  13 febbraio 2013 n. 542  

 



 
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