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Art. 343 codice penale: Oltraggio a un magistrato in udienza

Chiunque offende l’onore o il prestigio di un magistrato in udienza è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è della reclusione da due a cinque anni, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.

Le pene sono aumentate se il fatto è commesso con violenza o minaccia.


Giurisprudenza annotata

Oltraggio a magistrato in udienza

Risponde del reato di oltraggio l'avvocato che pronunci durante l'udienza, in presenza di più persone, l'espressione "Arrivederci! Questa è pazza", dopo avere sbattuto con forza il pugno sulla scrivania dello stesso magistrato, allontanandosi subito dopo dall'aula.

Cassazione penale sez. VI  18 settembre 2014 n. 40596  

 

Agli effetti dell'art 343 c.p., deve ritenersi magistrato in udienza il giudice minorile che procede all'audizione di una persona, assistita dal difensore di fiducia, nell'istruttoria della procedura per la decadenza della potestà genitoriale. Dichiara inammissibile, App. Caltanissetta, 25/05/2010

Cassazione penale sez. VI  21 giugno 2012 n. 26178  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di oltraggio ad un magistrato in udienza, rientrano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di critica le espressioni o gli apprezzamenti che investono la legittimità o l'opportunità del provvedimento in sè considerato, non invece quelli rivolti alla persona del magistrato. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso la sussistenza del reato, ravvisando nella condotta dell'imputato la mera espressione di uno sfogo difensivo, pur aspro, volto a disapprovare l'operato del p.m. nella gestione dei pentiti). Annulla senza rinvio, App. Lecce, 23/04/2009

Cassazione penale sez. VI  26 aprile 2011 n. 20085

 

Le espressioni di critica a un provvedimento del magistrato, laddove siano immediatamente percepibili come un giudizio che investe la legittimità o l'opportunità del provvedimento in sé considerato, e non la persona del magistrato in quanto tale, non possono integrare il reato di oltraggio (nella specie, a magistrato in udienza ex art. 343 c.p.): ciò in quanto il rispetto, di cui tutti i pubblici funzionari devono essere circondati, non equivale a insindacabilità. (Nella specie, è stato escluso il reato nella condotta di un imputato che, nel corso di un'udienza davanti alla Corte di assise ove rispondeva di gravi reati, aveva reso a verbale dichiarazioni spontanee affermando che il processo era "un complotto tra falsi pentiti, compresi i pubblici ministeri", tanto che, all'esito del giudizio di merito, era stato condannato per i reati di calunnia e, appunto, di oltraggio a magistrato in udienza).

Cassazione penale sez. VI  26 aprile 2011 n. 20085  

 

Integra il delitto di oltraggio a magistrato in udienza il rivolgere poco lusinghieri apprezzamenti con frasi allusive a sfondo sessuale nei confronti del vice procuratore onorario di udienza, così offendendo il suo onore e decoro, seppure nel periodo di attesa della deliberazione della sentenza, in cui il magistrato del pubblico ministero, in assenza del giudice, svolge le funzioni di disciplina dell'udienza.

Cassazione penale sez. I  02 marzo 2011 n. 14591  

 

Integra il delitto di oltraggio ad un magistrato in udienza la condotta dell'imputato che rivolga frasi offensive all'indirizzo del P.M., definendolo "ignorante" nella materie specialistiche oggetto dell'istruttoria dibattimentale. Rigetta, App. Salerno, 9 Gennaio 2007

Cassazione penale sez. VI  06 febbraio 2009 n. 14201  

 

Deve essere riconosciuto colpevole del reato di oltraggio a un magistrato in udienza, l'imputato che con grida concitate e mediante l'uso di espressioni altamente offensive inveisca all'interno di un'aula di giustizia contro i magistrati del collegio giudicante durante la lettura del dispositivo di una sentenza, tanto da costringere il Presidente ad interrompere la lettura stessa e a sospendere l'udienza intimando alla scorta di allontanare dall'aula l'imputato. Un tale atteggiamento, infatti, è pienamente idoneo ad arrecare offesa all'onore e al prestigio dei predetti magistrati, esorbitando, per il contenuto stesso, nonché per le particolari modalità di espressione, consistite in urla e grida scomposte dalla gabbia all'indirizzo del collegio che hanno coinvolto ed aizzato anche il pubblico dei familiari presenti in aula, dalla sfera lecita della critica e del dissenso dalla decisione adottata.

Tribunale Roma sez. II  14 marzo 2007 n. 38671

 

Si configura il reato di oltraggio ai magistrati in udienza per l’imputato che batte le mani ai giudici dopo la lettura della sentenza.

Cassazione penale sez. VII  09 novembre 2006 n. 3844  

 

Nel reato di oltraggio a magistrato in udienza deve ritenersi persona offesa anche il magistrato (da queste premesse, la Corte ha annullato senza rinvio il decreto di archiviazione del g.i.p. non preceduto dalla notificazione dell'avviso della richiesta ex art. 408 c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI  22 marzo 2006 n. 14597  

 

Integra delitto di oltraggio a magistrato in udienza la condotta del difensore che, subito dopo la lettura della sentenza che definisce il processo penale nel quale ha svolto la propria funzione, esprime davanti al collegio giudicante il proprio dissenso per la decisione adottata. (Fattispecie in cui il difensore al termine dell'udienza di appello aveva rivolto un invito ai giudici, pubblicamente ed in loro presenza, ad un corretto esercizio della professione: "la "reformatio in peius" non è prevista dal nostro ordinamento, la professione deve essere fatta con serietà da entrambe le parti").

Cassazione penale sez. VI  29 settembre 2005 n. 2253

 

Ai fini della configurabilità del reato di oltraggio a magistrato in udienza, non rientrano nell'ambito del legittimo esercizio del diritto di critica gli apprezzamenti rivolti non al merito dell'atto del magistrato (o, in genere, al contesto processuale), ma alla sua persona. (Nella specie, è stato ritenuto sussistente il reato nella condotta di soggetto che, partecipando a un'udienza di esecuzione immobiliare, si era rivolto al giudice con le seguenti frasi: "per un decreto di trasferimento ho aspettato due anni perché la S.V. ha dovuto fare delle correzioni" e "il giudice dell'esecuzione non ha tempo di rispondere alle mie istanze e ha tempo di dedicarsi a iniziative a me nocive", riferendosi a due denunce per turbata libertà degli incanti presentate dal giudice contro di lui).

Cassazione penale sez. VI  23 marzo 2004 n. 21112  

 

Ai sensi dell'art. 343 c.p. il magistrato deve ritenersi "in udienza" tutte le volte che si trovi ad amministrare giustizia con l'intervento delle parti. Deve ritenersi "udienza" qualsiasi seduta nella quale si svolge l'attività giudiziaria del magistrato, per cui è del tutto irrilevante che l'oltraggio sia stato commesso durante il breve e necessario intervallo che corre tra il termine di un processo e l'inizio di un altro.

Cassazione penale sez. VI  03 febbraio 2003 n. 17314  



 
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