Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 35-bis codice penale: Sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



La sospensione dall’esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese priva il condannato della capacità di esercitare, durante la sospensione, l’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore e direttore generale, nonchè ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore.

Essa non può avere una durata inferiore a quindici giorni nè superiore a due anni e consegue ad ogni condanna all’arresto per contravvenzioni commesse con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti all’ufficio.

Giurisprudenza annotata

Pena

La pena accessoria (sospensione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese) prevista dall'art. 35-bis, introdotto con l'art. 123 l. 24 novembre 1981 n. 689, sulle modifiche al sistema penale, è applicabile, per il combinato disposto degli artt. 31 (condanna per delitti commessi con abuso di un pubblico ufficio o di una professione o di un'arte - interdizione) e 33 c.p. (condanna per delitto colposo), a tutte le ipotesi contravvenzionali senza distinguere tra contravvenzioni commesse con dolo o con colpa. Infatti, secondo tali disposizioni, vi può essere un abuso di poteri o una violazione di doveri anche in caso di delitto colposo: è solo l'entità della pena irrogata che può escludere l'applicazione della interdizione, per espresso dettato legislativo, ma non è prevista, anzi è esclusa, una incompatibilità tra interdizione e comportamento colposo dell'agente.

Cassazione penale sez. VI  04 giugno 1986

 

La sospensione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, di cui all'art. 35 bis c.p., può riguardare non solo l'ufficio di amministratore, ma anche quello di sindaco, liquidatore, direttore generale, nonché "ogni altro ufficio" con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell'imprenditore, conseguendo ad "ogni condanna" all'arresto per contravvenzioni con abuso dei poteri o violazione dei doveri di ufficio. Poiché fra i doveri di ufficio degli uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese sono da ricomprendere quelli attinenti all'osservanza delle normative antinfortunistiche, sull'igiene del lavoro od antinquinamento, legittimamente il giudice applica la pena accessoria della sospensione dall'esercizio dell'ufficio, ove accerti la inosservanza delle normative medesime, stabilite dal legislatore in un rapporto di stretta connessione con i predetti uffici per la tutela di interessi di ordine generale.

Cassazione penale sez. III  24 giugno 1985

 

La sospensione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, di cui all'art. 35 bis c.p., può riguardare non solo l'ufficio di amministratore, ma anche quello di sindaco, liquidatore, direttore generale, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell'imprenditore, conseguendo ad ogni condanna all'arresto per contravvenzioni con abuso dei poteri o violazione dei doveri di ufficio. Poiché tra i doveri d'ufficio degli uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese sono da ricomprendere quelli attinenti all'osservanza delle normative antinfortunistiche, sull'igiene del lavoro od inquinamento, legittimamente il giudice applica la pena accessoria della sospensione dell'esercizio dell'ufficio ove accerti la inosservanza delle normative medesime, stabilite dal legislatore in un rapporto di stretta connessione con i predetti uffici per la tutela di interessi di ordine generale.

Cassazione penale sez. III  16 aprile 1985

 

È applicabile in via provvisoria, ai sensi dell'art. 140 c.p., la pena accessoria della sospensione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche, ex art. 35 bis c.p., anche all'amministratore di una società, imputato della commissione di illeciti omissivi (nella specie, si è affermato che la integrazione, in particolare, del presupposto della necessità di impedire che il reato venga portato a conseguenze ulteriori, previsto dall'art. 140 c.p., non è preclusa dalla natura omissiva dei reati contestati).

Tribunale Asti  16 maggio 1984



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