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Art. 350 codice penale: Agevolazione colposa

Se la violazione dei sigilli è resa possibile, o comunque agevolata, per colpa di chi ha in custodia la cosa, questi è punito con la multa da lire centomila a due milioni.


Giurisprudenza annotata

Agevolazione colposa

Il reato di violazione di sigilli previsto dall'art. 349 c.p. si distingue dall'ipotesi di agevolazione colposa sanzionata amministrativamente dall'art. 350 c.p. per l'elemento psicologico, in quanto nella prima fattispecie la condotta del custode della cosa in sequestro è dolosamente diretta a porre in essere la violazione dei sigilli, nella seconda, invece, tale violazione è conseguente alla negligenza e trascuratezza del custode. Annulla con rinvio, App. Reggio Calabria, 07/06/2012

Cassazione penale sez. III  10 ottobre 2013 n. 50984  

 

Il reato di violazione di sigilli previsto dall'art. 349 c.p. si distingue dall'ipotesi di agevolazione colposa di cui all'art. 350 c.p. per l'elemento psicologico, in quanto nella prima fattispecie la condotta del custode della cosa in sequestro è dolosamente diretta a porre in essere la violazione dei sigilli, nella seconda, invece, tale violazione è conseguente alla negligenza e trascuratezza del custode.

Cassazione penale sez. III  05 marzo 2004 n. 22784  

 

Il reato di violazione di sigilli, previsto dall'art. 349 comma 2 c.p., si distingue dall'ipotesi di agevolazione colposa di cui all'art. 350 c.p. per l'elemento psicologico, nel senso che, mentre la prima ipotesi si caratterizza per la condotta del custode, dolosamente diretta a porre in essere la violazione, la seconda si verifica in quei casi in cui la violazione dei sigilli è resa possibile dalla negligenza e trascuratezza del custode.

Cassazione penale sez. VI  24 novembre 1993

 

Il reato di violazione di sigilli punito dall'art. 349 c.p. si distingue dalla ipotesi di agevolazione colposa di cui all'art. 350 per l'elemento psicologico, poiché quest'ultima norma comprende tutte le ipotesi di trascuratezza e negligenza imputabile al custode, mentre l'ipotesi di cui all'art. 349 c.p. si caratterizza per la condotta del custode dolosamente diretta a porre in essere la violazione.

Cassazione penale sez. VI  01 marzo 1984

 

 



 
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