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Art. 357 codice penale: Nozione del pubblico ufficiale

Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.

Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi (1).

(1) Articolo così sostituito dalla L. 26 aprile 1990, n. 86 e successivamente modificato dall’art. 4, L. 7 febbraio 1992, n. 181.


Giurisprudenza annotata

Nozione di pubblico ufficiale

Riveste la qualifica di pubblico ufficiale, il dipendente del concessionario Equitalia sud s.p.a. addetto ai rapporti con gli "Enti" al quale sono assegnati compiti istruttori e preparatori funzionali a dare un impulso determinante ai fini della adozione di provvedimenti finalizzati all'utile esercizio dell'attività di riscossione dei tributi nei confronti di tali soggetti, in quanto il medesimo, attraverso l'attività svolta, partecipa alla formazione e manifestazione della volontà dell'ente di appartenenza. (Fattispecie in tema di corruzione propria). (Rigetta, Trib. lib. Roma, 29/04/2014 )

Cassazione penale sez. VI  23 settembre 2014 n. 43820  

 

Per gli effetti degli artt. 357 e 358 c.p., la pubblica funzione o il pubblico servizio prescindono da un rapporto di impiego con lo Stato o l'ente pubblico, occorrendo privilegiare la verifica della reale attività esercitata e degli scopi perseguiti, per stabilire se l'attività dell'agente sia imputabile al soggetto pubblico; va, infatti, considerato pubblico ufficiale non solo colui che con la sua attività concorre a formare quella dello Stato o di altri enti pubblici, ma anche chi svolge attività accessorie o sussidiarie ai fini istituzionali di tali enti, in quanto in questi casi si verifica, attraverso l'attività svolta, una partecipazione, sia pure in misura ridotta, alla formazione della pubblica amministrazione. Pertanto, agli effetti della qualifica di pubblico ufficiale, non è richiesto lo svolgimento di un'attività che abbia efficacia diretta nei confronti di terzi, giacché ogni atto preparatorio, propedeutico o accessorio, che si esplichi nell'ambito del procedimento di riscossione, i suoi effetti certificativi, valutativi o autoritativi, seppure destinato a fini interni alla P.A., comporta l'attuazione completa e connaturale dei fini dell'ente pubblico e non può essere isolato all'interno dell'intero contesto delle funzioni pubbliche (nella specie, la Corte ha rigettato il ricorso presentato dal ricorrente avverso un'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato l'ordinanza del GIP di applicazione della misura della custodia cautelare per reati di corruzione).

Cassazione penale sez. VI  23 settembre 2014 n. 43820  

 

Ai sensi dell'art. 357 c.p., riveste la qualifica di pubblico ufficiale il dipendente comunale incaricato di funzioni preparatorie di determine di competenza dei dirigenti dell'ente in quanto, attraverso la sua attività, si verifica una partecipazione, sia pure in misura ridotta, alla formazione della volontà della p.a. (Fattispecie in tema di corruzione per un atto di ufficio). (Rigetta, App. Palermo, 04/07/2013 )

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2014 n. 22707  

 

Ai sensi dell'art. 357 c.p., è pubblico ufficiale non solo colui il quale con la sua attività concorre a formare quella dello Stato o degli altri enti pubblici, ma anche chi è chiamato a svolgere attività avente carattere accessorio o sussidiario ai fini istituzionali degli enti pubblici, in quanto anche in questo caso si verifica, attraverso l'attività svolta, una partecipazione, sia pure in misura ridotta, alla formazione della volontà della pubblica amministrazione. Ne consegue che, per rivestire la qualifica di pubblico ufficiale, non è indispensabile svolgere un'attività che abbia efficacia diretta nei confronti dei terzi - nel senso cioè che caratteristica della pubblica funzione debba essere quella della rilevanza esterna dell'attività medesima - giacché ogni atto preparatorio, propedeutico ed accessorio, che esaurisca nell'ambito del procedimento amministrativo i suoi effetti certificativi, valutativi o autoritativi, seppure destinato a produrre effetti interni alla pubblica amministrazione, comporta, in ogni caso, l'attuazione completa e connaturale dei fini dell'ente pubblico e non può essere isolato dall'intero contesto delle funzioni pubbliche (confermata la condanna pronunciata nei confronti dell'imputato per avere, in qualità di pubblico ufficiale in servizio presso il Comune con l'incarico di addetto alle istruttorie delle determine dirigenziali, ricevuto per sé e per il coniuge una retribuzione non dovuta, consistente nel pagamento di un viaggio e di un soggiorno di tre giorni a Venezia in occasione del Carnevale, da parte di soggetti operanti per conto della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti presso il Comune, al fine di compiere un atto del suo ufficio e precisamente l'istruttoria dei pagamenti dei servizi e delle prestazioni resi dalla predetta società).

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2014 n. 22707  

 

La qualifica di pubblico ufficiale - ai sensi dell'art. 357 c.p., come novellato dalle leggi n. 86 del 1990 e n. 181 del 1992 deve essere riconosciuta a quei soggetti che, pubblici dipendenti o "semplici privati", quale che sia la loro posizione soggettiva, possono e debbono, nell'ambito di una potestà regolata dal diritto pubblico, esercitare, indipendentemente da formali investiture, poteri autoritativi, deliberativi o certificativi, disgiuntamente e non cumulativamente considerati; tale principio può essere riferito anche all'incaricato di pubblico servizio (nello specifico, la Corte ha riconosciuto la qualifica di incaricato di pubblico servizio in capo ad un portalettere, confermando la condanna a titolo di peculato nei suoi confronti, atteso che, avendo la disponibilità, per ragioni del proprio servizio, di pacchi contro assegni, si era appropriato dei relativi bollettini di spedizione e dei rispettivi importi, spettanti ai legittimi creditori).

Cassazione penale sez. VI  21 maggio 2013 n. 35512

 

Al fine della sussistenza della qualifica di pubblico ufficiale bisogna avere riguardo non al rapporto di dipendenza del soggetto dalla pubblica amministrazione, bensì ai caratteri propri dell'attività esercitata, di cui devono essere presi in considerazione, ai sensi del comma 2 dell'articolo 357 del Cp, i singoli momenti in cui questa si attua, con riferimento a un contributo determinante dell'agente alla formazione e manifestazione della volontà della pubblica amministrazione e all'esistenza di poteri autoritativi e certificativi.

Cassazione penale sez. V  12 aprile 2013 n. 43363  

 

La qualifica di pubblico ufficiale segue la destinazione pubblicistica delle attività svolte dall'agente, anziché il nomen iuris dell'ente di appartenenza (nella specie, la Corte ha sottolineato che al capo del gruppo politico consiliare regionale sono riconosciute una serie di facoltà e di poteri il cui esercizio esalta la rilevanza della figura del presidente del gruppo, rendendolo diretto partecipe di una peculiare modalità progettuale ed attuativa della funzione legislativa regionale, che lo qualifica senza alcuna incertezza come pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 357 comma. 1 c.p.).

Cassazione penale sez. VI  03 dicembre 2012 n. 1053  



 
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