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Art. 358 codice penale: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio

Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale (1).

(1) Articolo così sostituito dalla L. 26 aprile 1990, n. 86.


Giurisprudenza annotata

Persona incaricata di pubblico servizio

Per gli effetti degli artt. 357 e 358 c.p., la pubblica funzione o il pubblico servizio prescindono da un rapporto di impiego con lo Stato o l'ente pubblico, occorrendo privilegiare la verifica della reale attività esercitata e degli scopi perseguiti, per stabilire se l'attività dell'agente sia imputabile al soggetto pubblico; va, infatti, considerato pubblico ufficiale non solo colui che con la sua attività concorre a formare quella dello Stato o di altri enti pubblici, ma anche chi svolge attività accessorie o sussidiarie ai fini istituzionali di tali enti, in quanto in questi casi si verifica, attraverso l'attività svolta, una partecipazione, sia pure in misura ridotta, alla formazione della pubblica amministrazione. Pertanto, agli effetti della qualifica di pubblico ufficiale, non è richiesto lo svolgimento di un'attività che abbia efficacia diretta nei confronti di terzi, giacché ogni atto preparatorio, propedeutico o accessorio, che si esplichi nell'ambito del procedimento di riscossione, i suoi effetti certificativi, valutativi o autoritativi, seppure destinato a fini interni alla P.A., comporta l'attuazione completa e connaturale dei fini dell'ente pubblico e non può essere isolato all'interno dell'intero contesto delle funzioni pubbliche (nella specie, la Corte ha rigettato il ricorso presentato dal ricorrente avverso un'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato l'ordinanza del GIP di applicazione della misura della custodia cautelare per reati di corruzione).

Cassazione penale sez. VI  23 settembre 2014 n. 43820

 

In base alla formulazione dell'art. 358 c.p., è incaricato di pubblico servizio chi in concreto lo esercita, indipendentemente anche da qualsiasi rapporto di impiego con un determinato ente pubblico. Il servizio pubblico di riscossione delle tasse automobilistiche rimane disciplinato da una normativa pubblicistica e persegue finalità pubbliche anche se attuato per il tramite di strumenti privatistici. La dedotta natura privatistica del rapporto dell'incaricato alla riscossione con l'Ente pubblico non incide sul carattere pubblicistico dell'attività posta in essere nell'espletamento del servizio (confermata, nella specie, la responsabilità a titolo di peculato per l'imputato che, nella qualità di incaricato di pubblico servizio in quanto mandatario dell'ACI per la riscossione delle tasse automobilistiche si era appropriato di ingenti importi riscossi a detto titolo).

Cassazione penale sez. VI  12 giugno 2013 n. 28424  

 

Ai fini della qualifica di incaricato di pubblico servizio non rileva tanto la formale posizione lavorativa dell'agente, quanto la funzione concretamente svolta dal medesimo, indipendentemente anche da un qualsiasi rapporto di impiego con un determinato ente pubblico. L'art. 358 c.p. infatti non fa alcun riferimento al rapporto di impiego con lo Stato o altro ente Pubblico, contenuto invece nella norma previgente, indicando invece che la funzione può essere svolta a qualunque titolo. È la natura del servizio reso, da analizzarsi sotto il profilo funzionale ed oggettivo, che rileva: deve intendersi quale pubblico quel servizio che realizzi direttamente finalità pubbliche.

Cassazione penale sez. VI  11 giugno 2013 n. 26098  

 

Non può ritenersi investito della qualità di incaricato di pubblico servizio, ai fini penali, atteso il carattere meramente esecutivo delle mansioni a lui affidate, il dipendente dell'ente Poste s.p.a. che svolga il compito di "ripartitore", ossia di addetto allo smistamento della corrispondenza.

Cassazione penale sez. VI  20 novembre 2012 n. 46245  

 

Per gli effetti di cui agli artt. 357 e 358 c.p., la pubblica funzione o il pubblico servizio prescindono da un rapporto di impiego con lo Stato o altro ente pubblico, si che l'attività del soggetto agente debba essere imputabile ad un soggetto pubblico, occorrendo privilegiare la verifica della reale attività esercitata e degli scopi pubblici o non attraverso la stessa perseguiti (rigettato, nella specie, il ricorso avanzato dal direttore di una biblioteca accusato di essersi indebitamente appropriato, abusando della sua qualità ed in concorso con altri coindagati, di volumi antichi costituenti parte del patrimonio librario della biblioteca stessa).

Cassazione penale sez. VI  17 ottobre 2012 n. 12385  

 

L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di un pubblico servizio come colui che, a qualunque titolo, presta un servizio pubblico, a prescindere da qualsiasi rapporto d'impiego con un determinato ente pubblico. Non si richiede, quindi, che l'attività svolta sia direttamente imputabile a un soggetto pubblico, essendo sufficiente che il servizio, anche se concretamente attuato attraverso organismi privati, realizzi finalità pubbliche. Pertanto, in ossequio al criterio oggettivo-funzionale e giusta il disposto del comma 2 dell'art. 358 c.p., per pubblico servizio deve intendersi un'attività, pur non direttamente imputabile a un soggetto pubblico, che sia caratterizzata di una regolamentazione di natura pubblicistica, che vincola l'operatività dell'agente o ne disciplina la discrezionalità in coerenza con il principio di legalità, con esclusione, per un verso, delle mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale e, per altro verso, delle attività proprie della pubblica funzione di cui al precedente art. 357, come tali caratterizzate dai poteri tipici di quest'ultima: poteri deliberativi, autoritativi o certificativi. (Da queste premesse è stata ravvisata la qualità di incaricato di un pubblico servizio nei confronti di un funzionario di una cassa edile, in quanto, pur essendo la cassa un soggetto privato, veniva a svolgere compiti e funzioni pubbliche nel settore previdenziale in favore degli associati: per l'effetto, secondo la Cassazione, correttamente era stato ritenuto il reato di peculato, e non quello di appropriazione indebita, a carico di un impiegato che si era appropriato di somme di denaro di cui aveva la disponibilità, perché le riscuoteva dagli imprenditori del settore edilizio a titolo di accantonamento per la successiva erogazione ai dipendenti).

Cassazione penale sez. VI  07 marzo 2012 n. 39359

 

I dipendenti della Croce rossa italiana rivestono la qualità di incaricati di pubblico servizio ex art. 358 c.p., prestando un pubblico servizio. (Fattispecie in tema di peculato contestata alla presidente di una sede della C.r.i.).

Cassazione penale sez. VI  12 ottobre 2010 n. 39347  

 



 
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