codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 367 codice penale: Simulazione di reato

Chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, afferma falsamente essere avvenuto un reato, ovvero simula le tracce di un reato, in modo che si possa iniziare un procedimento penale per accertarlo, è punito con la reclusione da uno a tre anni.


Giurisprudenza annotata

Simulazione di reato

Per l'integrazione dell'elemento soggettivo del delitto di simulazione di reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di affermare falsamente l'avvenuta consumazione di un reato, risultando invece irrilevante il movente del delitto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva ravvisato il reato con riferimento alla condotta di un amministratore comunale, il quale, al fine di difendersi dall'addebito per la ingiustificata lievitazione dei costi di utilizzo del cellulare avuto in uso per esigenze di servizio, aveva sporto denuncia rappresentando che l'attivazione delle connessioni "internet" e di altri servizi opzionali, estranei alle funzioni del suo ufficio, era stata causata da un "virus"). (Annulla in parte con rinvio, App. Torino, 20/11/2012 )

Cassazione penale sez. VI  04 novembre 2014 n. 50944  

 

Affinchè sussista l'ipotesi di simulazione di reato è necessario che la falsa denuncia di reato determini l'astratta possibilità di un'attività degli organi inquirenti diretta all'accertamento del reato denunciato, conseguendone l'insussistenza dell'illecito penale quando essa, per la sua intrinseca inverosimiglianza o per il modo della sua proposizione o per l'atteggiamento tenuto dal denunciante, susciti l'immediata incredulità ed il sospetto degli organi che la ricevono, che si determinano al compimento di indagini al solo fine di stabilirne la veridicità e non già per accertare i fatti denunciati (esclusa, nella specie, la sussistenza del reato in capo all'imputato che aveva sporto denuncia di furto del suo ciclomotore, ma che era stato tratto in arresto per il reato di cessione di sostanze stupefacenti, senza che venisse avviata la minima indagine sul fatto denunciato).

Cassazione penale sez. VI  30 ottobre 2014 n. 51661  

 

Integra il reato di cui all’art. 367 c.p. chi denuncia la scomparsa di alcuni animali (nel caso di specie, 130 capi bufalini) per le quali da poco era stata emessa ordinanza di abbattimento.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  23 settembre 2014 n. 2410  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di simulazione di reato, è sufficiente che la falsa denuncia determini l'astratta possibilità di un'attività degli organi inquirenti diretta all'accertamento del fatto denunciato, attesa la natura di reato di pericolo della fattispecie di cui all'art. 367 c.p., con la conseguenza che la sussistenza della stessa può essere esclusa solo quando la denuncia appaia palesemente inverosimile e gli organi che la ricevono svolgano indagini al solo fine di stabilirne la veridicità e non già per accertare i fatti denunciati. (Fattispecie in cui è stata esclusa la sussistenza del reato, osservandosi che la denuncia non possedeva nessun carattere di inverosimiglianza, e che, a tal fine, era irrilevante che gli inquirenti ne avessero ben presto compreso la falsità all'esito dello svolgimento delle prime indagini sul fatto denunciato). (Annulla in parte senza rinvio, App. Cagliari, 01/10/2013 )

Cassazione penale sez. VI  10 aprile 2014 n. 33016  

 

La falsa denuncia che integra l'elemento oggettivo del reato di cui all'art. 367 c.p. può essere formulata con qualunque atto idoneo a provocare investigazioni, ed è quindi sufficiente anche una comunicazione telefonica. Annulla con rinvio, Trib. Pesaro s.d. Fano, 28/05/2010

Cassazione penale sez. VI  11 dicembre 2012 n. 48440  

 

La denuncia rilevante ai fini della configurabilità dell'elemento oggettivo del reato di cui all'art. 367 c.p. può essere presentata in qualsiasi forma e modo, ivi compreso il mezzo telefonico

Cassazione penale sez. VI  17 luglio 2012 n. 35543  

 

La denuncia rilevante ai fini della configurabilità dell'elemento oggettivo del reato di cui all'art. 367 cod. pen. può essere presentata in qualsiasi forma e modo, ivi compreso il mezzo telefonico. Dichiara inammissibile, App. L'Aquila, 08 luglio 2010

Cassazione penale sez. VI  17 luglio 2012 n. 35543  

 

In tema di simulazione di reato, anche la sola denuncia telefonica assume rilevanza ex art. 367 c.p., atteso che con il termine di denuncia la predetta norma incriminatrice designa ogni "notitia criminis", indifferentemente orale o scritta, palese o confidenziale, firmata o anonima, spontanea od ottenuta su sollecitazione dell'autorità, come nel caso di un interrogatorio.

Cassazione penale sez. VI  17 luglio 2012 n. 35543

 

Sussiste il delitto di simulazione di reato e non quello di calunnia qualora il reato falsamente denunciato sia genericamente attribuibile ad un qualsiasi, non identificato soggetto determinato o determinabile in base agli elementi ricavabili dalla stessa denuncia. (Nella specie, in applicazione a tale principio, la Corte ha ritenuto configurabile la simulazione di reato e non la calunnia in un caso in cui l'agente, essendosi appropriato di un'autovettura presa a nolo per condurla quindi in un Paese estero ed ivi cederla ad un cittadino di quel Paese, ne aveva falsamente denunciato l'avvenuto furto ad opera di ignoti).

Cassazione penale sez. VI  08 marzo 2012 n. 33627  

 

Per ritenere configurabile la calunnia indiretta occorre che la falsa incolpazione sia idonea, per modalità e circostanze sottese alla falsa attribuzione del fatto reato, ad esprimere l'univoca riferibilità dell'accusa ad una persona reale e determinata o determinabile, nel senso che questa e soltanto questa risulti essere la persona cui attribuire il fatto illecito denunciato, pur in difetto di una formulazione nominativa dell'accusa. Quando, invece, il reato risulti genericamente attribuibile ad una qualunque persona ("quisque de populo") sconosciuta (ignota) ed in nessun modo individuabile in base agli elementi addotti nella falsa denuncia, diviene configurabile la diversa fattispecie della simulazione di reato punita dall'art. 367 c.p.

Cassazione penale sez. VI  08 marzo 2012 n. 33627  

 

In tema di delitto di simulazione, la ritrattazione successiva all'avvio delle investigazioni dà luogo al ravvedimento operoso solo se elida o attenui efficacemente le conseguenze del fatto e non quando avvenga a tale distanza dalla falsa denuncia da non arrecare alcun efficace contributo alle indagini, avendo già l'autorità investigativa ricostruito autonomamente la consistenza dei fatti. (Nel caso di specie, infatti, non solo non vi è stata ritrattazione ma il tenore della denuncia era certamente tale da indurre l'inizio del procedimento penale per il relativo accertamento, posto che l'imputato aveva addirittura riferito di essere solito custodire la tessera bancomat all'interno di un foglio di carta dove era impresso il proprio numero di codice segreto).

Tribunale Ivrea  08 luglio 2011 n. 307  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti
10 Set 2015 Vito Chiaviello

Salve voglio porre un problema si può classificare falso reato del codice della strada nel cui una persona viene multato con rilevazione autovelox ad una velocità elevata ed poi si scope che l autoveicolo era fermo?
Grazie