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Art. 369 codice penale: Autocalunnia

Chiunque, mediante dichiarazione ad alcuna delle Autorità indicate nell’articolo precedente, anche se fatta con scritto anonimo o sotto falso nome, ovvero mediante confessione innanzi all’Autorità giudiziaria, incolpa se stesso di un reato che egli sa non avvenuto, o di un reato commesso da altri, è punito con la reclusione da uno a tre anni.


Giurisprudenza annotata

Autocalunnia

Non è punibile per i reati di falsa testimonianza, calunnia e autocalunnia, ai sensi dell'art. 384 c.p., il testimone che ribadisca nel processo le dichiarazioni autoaccusatorie e accusatorie precedentemente rese, non essendo tenuto a modificare le false affermazioni originariamente riferite. Annulla senza rinvio, App. Bari, 18/10/2011

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2013 n. 30830  

 

Ai sensi dell'art. 384 c.p., non è punibile per il reato di cui all'art. 372 e 369 c.p., chi renda falsa testimonianza per sottrarsi al pericolo di essere incriminato per il reato di calunnia (o autocalunnia) precedentemente commesso.

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2013 n. 30830  

 

Commette autocalunnia e non favoreggiamento personale chi, pur di giovare al vero autore di un delitto che è stato già commesso, si addebita elementi, sia pure esclusivamente materiali del fatto, che lo espongono alla instaurazione del procedimento penale, ciò in quanto il delitto di autocalunnia è ipotesi specifica rispetto al titolo generico e sussidiario del favoreggiamento personale, che può applicarsi solo quando il fatto che lo costituisce non sia espressamente previsto da altra norma.

Cassazione penale sez. VI  24 settembre 2003 n. 44737  

 

Nel delitto di autocalunnia la "ritrattazione" dell'incolpazione è idonea ad elidere l'offensività dell'azione solo se interviene senza soluzione di continuità con la presentazione della falsa denuncia e nel medesimo contesto, prima cioè che l'amministrazione della giustizia sia in qualche modo sviata od ostacolata; in tal caso, viene meno il carattere lesivo della stessa condotta autocalunniatrice per inidoneità dell'azione, ai sensi dell'art. 49 c.p.

Cassazione penale sez. VI  14 maggio 2003 n. 37016  

 

Perché possa operare la causa di giustificazione speciale prevista dall'art. 384, comma 1, c.p., occorre che il fatto costituente il reato da scriminare si ponga in rapporto di conseguenzialità immediata ed inderogabile rispetto alla detta necessità, con la conseguenza che tale nesso ricorre solo quando la commissione di taluno dei reati previsti dalla norma ora ricordata sia strettamente collegabile alle esigenze di tutela e di conservazione della libertà o dell'onere del soggetto agente o dei prossimi congiunti. L'esimente di cui all'art. 384 c.p. viene, dunque, a rappresentare, con riferimento al delitto previsto dall'art. 369 c.p., un istituto di tutela delle persone che possono subire un nocumento ai beni ivi indicati per effetto di dichiarazioni (o anche del solo silenzio) di chi, essendo a loro legato dall'incoercibile forza degli affetti familiari, resta, per ciò solo, svincolato dal dovere di non autoaccusarsi falsamente.

Cassazione penale sez. VI  10 febbraio 1997 n. 3285  

 

L'atto formale di autodenuncia (nella specie, dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art. 4 l. 4 gennaio 1968 n. 15, da allegarsi alla domanda di concessione in sanatoria ex art. 39 l. 23 dicembre 1994 n. 724), rivolto ad una delle autorità descritte dall'art. 369 c.p. per richiamo alla previsione dell'art. 368 c.p., per la presunta commissione di un reato - la realizzazione di opera senza la prescritta concessione edilizia - asseritamente commesso in data anteriore al 31 dicembre 1993 (termine entro il quale la legge prevede che l'esecuzione di manufatti abusivi possa accedere al condono), che in realtà l'imputato risulta avere invece commesso successivamente, appare comportare la ravvisabilità degli estremi del reato di autocalunnia, ascrivibile all'imputato, per i fatti penalmente rilevanti, esposti nella dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio come risalenti al 31 dicembre 1993 e in realtà avvenuti in epoca anteriore.

Pretura Firenze  13 gennaio 1997



 
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